Ma rimangono ancora senza vigilantes i pronto soccorso di Bronte, Paternò, Caltagirone, Acireale. Con una nota, i dirigenti sindacali Fsi-Cni, in merito a problematiche di sicurezza dei luoghi di lavoro nell'Asp 3, avevano già rappresentato e denunciato il notevole rischio per l'incolumità fisica e psicologica a cui risultano giornalmente esposti i lavoratori addetti ai pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Caltagirone, Acireale, Paternò, Bronte e nel presidio Rems (Residenza di Massima Sicurezza).
"In queste strutture sprovviste di vigilanza – spiega Calogero Coniglio – gli infermieri sono spesso aggrediti, verbalmente e fisicamente, da pazienti o dai loro accompagnatori. Al fine di eliminare o, perlomeno, ridurre al minimo il superiore rischio, questa organizzazione sindacale ritiene necessaria l'installazione di appositi impianti di video-sorveglianza e l'istituzione di un servizio di vigilanza attiva che preveda la presenza, 24 ore su 24, di almeno due guardie giurate per ogni singolo pronto soccorso, una all'esterno e una all'interno o in alternativa, la presenza di un posto di Polizia".
"Questa segreteria – conclude Cirignotta – è da 4 anni che lotta. Abbiamo esposto il fenomeno dell'aumento delle aggressioni ospedaliere nelle denunce presentate alle 9 Procure siciliane, alle Prefetture, ai sindaci. Abbiamo presentato sulle aggressioni e la carenza di personale, quest'ultima anche causa di lunghe lista d'attesa che alimenta le aggressioni, 3 interrogazioni parlamentari alla Camera e al Senato ai Ministri Lorenzin e Alfano, e in audizione lo scorso mese in VI commissione regionale sanità all'ARS alla presenza dell'On. Di Giacomo. Dopo incontro con il Questore di Catania, siamo riusciti a far raddoppiare la sorveglianza nel Pronto Soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania dove sono adesso operativi due vigilantes in più: uno armato all'esterno e uno disarmato dentro, nel corridoio del Pronto Soccorso".
"Avevamo cominciato un percorso di sensibilizzazione sulle problematiche della nostra categoria con il direttore generale Ida Grossi- spiega Coniglio - Con le sue dimissioni, solo dopo tre mesi di insediamento, si danneggiano ancora una volta lavoratori e utenti. Da due anni, la sanità siciliana è stata paralizzata. I commissari straordinari ovviamente non possono programmare, ma devono limitarsi a gestire l'ordinaria amministrazione. Adesso quanto tempo impiegheranno il presidente Crocetta e l'Assessore Borsellino per nominare un nuovo direttore generale?"
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