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mercoledì 7 novembre 2012
Scegliere i regali natalizi dal catalogo del cuore
Attingere al ricco inventario di bei momenti e di sorrisi spesi insieme alle persone care quando è il momento di scegliere il dono da mettere sotto l'albero significa nè più nè meno usare come metro di riferimento i palpiti del nostro cuore che forse è proprio l'organo al quale dobbiamo dare più ascolto quando c'è da pensare ad un presente simbolico o significativo.
In verità quando arriva il momento di iniziare a fare i regali natalizi molto spesso ci lasciamo sedurre e convincere a livello mentale dall'indebita equazione regalo costoso uguale regalo bello, senza minimamente considerare che regalare qualcosa a qualcuno significa arricchire emotivamente questa persona e fare in modo che gioisca di ciò che vogliamo offrirle.
Se un regalo si dovesse limitare soltanto ad arricchire economicamente una persona allora tanto varrebbe fare la classica e veramente poco elegante busta chiusa con del denaro, ma se da sempre è tradizione e volonta scambiarci qualcosa significa che questi oggetti dati e ricevuti devono essere tramite di felicità, parola che forse non a caso fa rima con semplicità.
E' certamente chiaro che va benissimo ed è anzi molto intelligente fare anche dei regali utili, ma se vogliamo restare sul sentimentale forse non esiste migliore vetrina da osservare e prendere in considerazione che quella contenente i ricordi più belli che noi abbiamo da spartire con le persone amate della nostra vita.
Omia: Idee Regalo all’Olio di Mandorla
Una delle idee regalo classiche di Omia Laboratoires, per il benessere di tutti!


lunedì 5 novembre 2012
Qui si Informa, arriva il questionario per raccogliere maggiori informazioni lenti a contatto
Di solito, sono i dubbi o meglio il non sapere ad evitare alla gente l’uso delle lenti a contatto, dubbi che se messi a tacere, o comunque chiariti, aprirebbero ad un mondo di comodità e di vantaggi già scelto da oltre 2,5 milioni di persone in Italia.
È questo l’incipit della campagna Lenti a Contatto: Qui si Informa promossa da Assottica Gruppo Contattologia, associazione di categoria che rappresenta le principali aziende del settore. Obiettivo primario della campagna è dunque fornire maggiori informazioni sulle lenti a contatto, ma soprattutto aiutare tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi all’uso delle lenti a contatto, ma che nutrono ancora forti dubbi nei confronti dello strumento di correzione visiva.
Un questionario, è questa la metodologia di ricerca prescelta da Assottica per raccogliere le perplessità e le richieste della gente, un semplice test da compilare e visionare insieme al proprio contattologo per trarne delle conclusioni, positive o negative che siano. Il questionario, chiarisce Assottica, non può comunque sostituire il parere di un professionista, ma lavora, in sinergia con medici e specialisti, allo scopo di diffondere per tutti una più corretta cultura sulle lenti a contatto. Lenti a Contatto Qui si Informa, infatti, è un’iniziativa aperta a tutti i contattologi che vorranno impegnarsi nel promuovere la campagna presso i propri punti vendita, aiutando, così, la raccolta di dati e informazioni utili.
Malattie rare: si chiama Glybera il primo farmaco che corregge i grassi
Malattie rare: si chiama Glybera il primo farmaco che corregge i grassi. Via libera dall'Ue alla commercializzazione del medicinale
La commissione Europea ha dato il via libera per l'uso commerciale del primo farmaco che corregge un difetto genetico. Il medicinale si chiama Glybera e ha la sua applicazione per la terapia di una malattia rara nella quale il malato non ha un enzima che permette di digerire i grassi.
In uno o due soggetti su un milione il gene che codifica l'enzima non funziona e costringe il paziente ad una dieta con appena il 20% dei grassi necessari. Nei casi più gravi, per cui è stato approvato, i pazienti soffrono di pancreatiti ricorrenti.
Grazie all'approvazione del Glybera, i pazienti affetti da LPLD possono, per la prima volta, contare su un trattamento medico per questa patologia, tanto grave quanto complessa, ha affermato il professor John Kastelein del Dipartimento di Medicina Vascolare presso l'Academic Medical Center dell'Università di Amsterdam, nei Paesi Bassi. Il deficit della lipoproteina lipasi provoca attacchi ricorrenti di pancreatite acuta, e in molti pazienti determina l'insorgenza precoce di diabete e di complicanze cardiovascolari. Questa terapia inciderà notevolmente e in maniera positiva sulla vita di questi pazienti, che fino ad oggi potevano solo attenersi ad una dieta rigorosa per limitare la quantità di grassi ingerita. Contribuendo a normalizzare il metabolismo dei globuli di grasso, Glybera impedisce l'infiammazione del pancreas ed evita quindi il dolore, le patologie correlate e, se somministrato abbastanza precocemente, anche le co-morbilità associate".
L'approvazione prevede che i pazienti vengano trattati con Glybera in centri d'eccellenza dedicati e da medici appositamente formati.
Glybera è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da deficit familiare della lipoproteina lipasi (LPLD) che soffrono di attacchi di pancreatite gravi o ricorrenti, nonostante una dieta rigorosa a basso tenore di grassi. La diagnosi di LPLD deve essere confermata da un test genetico. Questo farmaco va somministrato esclusivamente ai pazienti con livelli rilevabili di proteina LPL.
La reazione avversa più comunemente riferita è il dolore alle estremità, che colpisce circa un terzo dei pazienti. Dati l'esiguo numero di pazienti e la dimensione delle coorti, le reazioni avverse osservate non forniscono un quadro completo circa la natura e la frequenza di tali eventi.
Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", l'approvazione definitiva di Glybera da parte della Commissione Europea segna un gran passo in avanti nel rendere disponibili terapie geniche non solo per il deficit della lipoproteina lipasi ma anche per innumerevoli malattie rare, caratterizzate da molte esigenze non soddisfatte in campo medico
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Redazione del CorrieredelWeb.it
sabato 3 novembre 2012
Elogio della "Salvia sclarea
La natura può essere crudele ma é nel complesso generosa se si pensa a quante sostanze positive per la salute possono trovarsi a disposizione già nelle piante. Questa volta Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" che pur ritenendo fondamentale l'importanza della chimica nella storia per la cura delle malattie, fa presente che molto spesso alcuni disturbi e patologie possono essere curati, ancora oggi, con semplici rimedi meno invasivi dei farmaci sulla scia di quanto facevano le nostre nonne. A tal proposito si vogliono rappresentare i benefici di una pianta diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo del quale é originaria: la Salvia sclarea. Questo vegetale é noto sin da tempi remoti per le sue notevoli proprietà medicinali che la rendono efficace nelle cura di disturbi femminili e di origine nervosa, quali l'ansia, il panico e l'insonnia. Tale pianta erbacea cresce circa un metro di altezza, biennale o perenne, con grandi foglie verdi sfumate di viola e piccoli fiori bianchi o azzurri.Da questa si ricava un olio essenziale che viene estratto col metodo di distillazione in corrente di vapore dalle sommità fiorite e dalle foglie. Esso appare incolore o verde-giallastro ed emana un profumo dolce. L'aspetto straordinario dei suoi utilizzi sta nella molteplicità delle patologie e disturbi per la quale viene adoperata: iperidrosi, dismenorrea, frigidità, amenorrea, oligomenorrea, premenopausa, impotenza, emicrania, epilessia, astenia nervosa, emorroidi, vene varicose, invecchiamento cellulare, alopecia, Per l'azione estrogeno-simile si impiega nella fastidiosa sindrome premestruale.Tra le proprietà a livello fisiologico si ritiene che l'olio sia afrodisiaco e che favorisca i sogni, mentre per quanto riguarda la cura del corpo e nella cosmesi viene utilizzato per la pulizia di bocca e dei denti, e favorirebbe la crescita dei capelli attraverso frizioni sul cuoio capelluto.La preziosa essenza è anche rilassante, é anche un poderoso antidepressivo ed aiuta ad alleviare i dolori muscolari. Molteplici sono, tra l'altro le modalità di utilizzo. Può essere usata nei bagni serali, in una lampada per aromaterapia collocata nella camera da letto oppure mettendone una goccia sul guanciale o anche sulle tempie e i polsi per avere un effetto relax. Molte donne, infine, ma non per ultimo, la utilizzano per lenire i fastidiosi effetti della menopausa.Nel caso delle tipichevampate di calore o improvvise sudorazioni è possibile assumere 1-2 gocce di olio su una zolletta di zucchero o su un cucchiaino di miele,1-2 volte al giorno.
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venerdì 2 novembre 2012
Omia Laboratoires e Acquisti Verdi
E’ così che con la Nuova Linea Eco Biologica all’Aloe Vera Omia Laboratoires inaugura il proprio spazio all’interno di Acquisti Verdi.


giovedì 1 novembre 2012
Latte materno. Molte mamme non lo producono più
Latte materno. Molte mamme non lo producono più. Subito un'indagine epidemiologica del Ministero della Salute e dell'ISS
È giusto premettere, prima di affrontare quanto segnalato allo "Sportello dei Diritti", che non si è a conoscenza di dati ufficiali, ma proprio per tali motivi stante la delicatezza del tema è opportuno che qualcuno cominci ad indagare. E questo "qualcuno" sono le istituzioni, in particolare quelle deputate alla tutela della salute dei cittadini.
Non sono solo voci di corridoio negli ospedali, tra i pediatri, ma sono le mamme, tante mamme a segnalare ciò che sino a qualche anno fa era un caso abbastanza raro: quello della mancata o della scarsa produzione di latte materno.
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda l'allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari. Suggerisce inoltre di proseguire l'allattamento fino ai due anni e oltre, se il bambino si dimostra interessato e la mamma lo desidera. Mentre l'Unicef da anni raccomanda ai governi nazionali il dovere di informare le donne sui benefici dell'allattamento al seno.
Non si tratta, qui, di censurare le campagne informative sull'allattamento al seno perché si è raggiunto, anche nel nostro Paese, un adeguato livello d'informazione circa l'importanza del latte materno per le sue irriproducibili capacità nutritive, idratanti, antibatteriche, antivirali, antibiotiche che ha determinato un'accresciuta consapevolezza tra le puerpere e i loro familiari.
Fatto sta che sono numerose, le donne, che hanno segnalato quello che potrebbe essere considerato un preoccupante fenomeno.
Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", a tal proposito evidenza che al momento non si conoscono i numeri, ma in alcuni reparti di ostetricia e ginecologia e pediatria, un notevole numero di neomamme ha accusato il problema che le ha costrette alla cosiddetta "aggiunta" o alla sostituzione completa con il latte artificiale.
Allo stesso modo, non se ne comprendo le cause che potrebbero essere attribuite a fattori ambientali o alimentari.
Per tali ragioni, pur non volendo destare alcun allarme in assenza di numeri e dati certi, lo "Sportello dei Diritti" si rivolge al Ministero della Sanità e all'Istituto Superiore di Sanità affinché avviino comunque un'indagine epidemiologica per verificare se quanto lamentato è un fenomeno reale e su larga scala e per appurarne le cause.
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Redazione del CorrieredelWeb.it
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