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mercoledì 2 ottobre 2013

Palinuro è “Mondo Sposa” con Expo e galà del matrimonio

Mancano pochi giorni a "Mondo Sposa, un ricordo bello come l'amore" l'evento organizzato da Palinuro Fashinweek per domenica 6 ottobre 2013 presso l'Arco Naturale Club a Palinuro.

Un programma ricco che prevede l'apertura dell'Expo per le ore 17.00 dove si potrà trovare tutto ciò che riguarda il matrimonio: fotografia, pasticceria, gioielleria, hair and beauty styling, fiori e addobbi, noleggio auto d'epoca, arredamento, liste nozze.

La serata proseguirà con lo show delle ore 20.00. Un Galà del Matrimonio con sfilate delle collezioni sposa. Presenterà Chiara Mazza con la partecipazione straordinaria di Paola Caruso la "bonas" di "Avanti un Altro" di Canale 5.

«Dopo il successo del premio "Palinuro d'oro" ci proponiamo di lanciare questo nostro nuovo progetto/evento dedicato a tutte le future coppie di sposi» spiega Gerri Guerrieri di Palinuro Fashionweek.

«Abbiamo selezionato tutte le migliori aziende del settore matrimoni ed aperto una collabiorazione con l'event planner Alma Guerrini – continua Guerrieri -. La location è una tra le più belle ed attrezzate del settore, sfileranno dieci splendide modelle, una madrina tra le più belle, per cui un mix di sicuro successo dedicato a tutte le coppie prossime al matrimonio».

Agli sposi che saranno presenti alla serata sarà riservato un regalo.

Oli EcoBio: Olio di Jojoba per una cuta perfetta

Originario dell’Arizona e della California, il Jojoba era già noto agli Atzechi per i suoi effetti benefici sulla pelle. Ancora oggi l’olio di Jojoba (Simmondsia Chinensis), grazie ai propri antiossidanti naturali e all’alto tasso di Vitamina E in esso contenuto, è una delle più valide soluzioni per il trattamento degli inestetismi cutanei. Viaggio alla scoperta del nuovo Olio Corpo Eco Bio all’Olio di Jojoba di Omia Laboratoires.
Come tutti i principi funzionali delle proprie formule, l’olio di Jojoba Omia Laboratoires proviene da agricoltura biologica certificata ICEA e viene estratto con metodi meccanici, a freddo e senza l’utilizzo di solventi sintetici.
Olio Corpo Eco Bio all'Olio di Jojoba cute perfetta con Omia Laboratoires
Testato al nichel, al cobalto e al cromo, l'Olio Corpo Eco Bio all’Olio di Jojoba Omia Laboratoires non contiene né sostanze vietate né OGM, ed è prodotto senza l’uso di radiazioni ionizzanti con l’impiego esclusivo di prodotti agricoli e zootecnici primari certificati. L'Olio Corpo Eco Bio all’Olio di Jojoba Omia dispone inoltre di un flacone PET marrone scuro di tipo farmaceutico, che aiuta a conservare le proprietà naturali dello Jojoba e a preservare la sua fotostabilità, e di un nuovo sigillo di garanzia interno al tappo che impedisce il contatto del prodotto con l’aria, prevenendo ossidazione e manomissioni.
Olio_Jojoba
Olio Corpo Eco Bio all’Olio di Jojoba Omia Laboratoires è consigliato per pelli disidratate, secche e ruvide e per tutti i casi di precoce invecchiamento dell'epidermide. La sua azione idratante ed emolliente inoltre combatte lo sfaldamento dell’epidermide tipico dei mesi invernali.
Non unge, si assorbe velocemente e non ostruisce i pori permettendo così la normale traspirazione cutanea e migliorando la funzione omeostatica delle ghiandole sudorifere e sebacee. La struttura chimica lineare della molecola dell’olio di Jojoba e la peculiarità dei suoi costituenti lipidici garantiscono inoltre sia un forte potere penetrante e un pronto assorbimento epidermico, sia un’elevata attività filmogena. L'Olio Corpo Eco Bio all’Olio di Jojoba Omia Laboratoires ha anche un’importante azione foto-protettiva in virtù della stabilità delle molecole di Jojoba ai raggi UV.
La totale assenza di glicerina indica che l’olio di Jojoba differisce radicalmente da tutti gli altri oli, risulta essere quindi una cera liquida a tutti gli effetti. Dal tipico colore giallo dorato, l’olio di Jojoba favorire inoltre il ripristino del PH naturale, combatte il processo di atrofia delle fibre elastiche e collagene e restituisce alla cute le sue proprietà naturali di elasticità, morbidezza e colorito.
FONTE: Omia Laboratoires

Giappone: donna sterile partorisce dopo trattamento dell'ovaio

Giappone: donna sterile partorisce dopo trattamento dell'ovaio. Per i ricercatori, molto più che un metodo sperimentale. Nuove speranze per le coppie non fertili

 

Una donna sterile di 30 anni ha partorito dopo che i chirurghi una volta rimosse le ovaie e trattato in un laboratorio i tessuti gliele avevano re-impiantate.

La tecnica sperimentale è stato testata solo in un piccolo gruppo di donne giapponesi con un particolare tipo di problema di infertilità, ma gli scienziati sperano che possa anche aiutare le donne anche dopo i 40 anni che hanno difficoltà a rimanere incinta a causa dell'età.

La neomamma ha dato alla luce un figlio a Tokyo lo scorso dicembre, e lei e il bambino continueranno ad essere sani, ha sottolineato il dottor Kazuhiro Kawamura della Scuola di Medicina dell'Università di St. Mariann a Kawasaki, in Giappone. I dettagli della nuova tecnica sono stati descritti in un rapporto pubblicato online lunedì scorso dal Proceedings of National Academy of Sciences.

Alla madre, la cui identità non è stata resa nota, era stato diagnosticata un'insufficienza ovarica primaria, una forma rara di sterilità che a volte è chiamata menopausa precoce, così non comune tanto da apparire in circa l'1 % delle donne in età fertile. La causa della maggior parte dei casi non è nota, ma il risultato è che l'ovaio ha difficoltà a produrre ovuli.

Tale disfunzione lascia solo dal 5 % al 10 % di possibilità di avere un bambino a meno che non si venga sottoposti a particolari trattamenti. Il trattamento standard avviene utilizzando ovuli di donatrici.

Dopo la procedura sperimentale, Kawamura e colleghi sono stati in grado di recuperare ovuli da 5 delle loro 27 pazienti. Tra queste una donna ha continuato ad avere aborti spontanei, una non è rimasta incinta, e altre due non hanno ancora tentato la gravidanza.

L'approccio è diverso da quello che è stato fatto per preservare la fertilità in alcuni pazienti affetti da cancro, per cui normalmente il tessuto ovarico veniva rimosso e conservato. Il nuovo metodo ha coinvolto le ovaie che non riescono a funzionare normalmente.

Nelle ovaie, com'è noto, gli ovuli maturano in strutture chiamate follicoli. Per le donne con la condizione che del nuovo studio mirato, i follicoli non sono presenti o non riescono a produrre ovuli.  Il trattamento sperimentale è stato progettato per stimolare follicoli dormienti.

In primo luogo, le ovaie delle donne sono stati rimosse e tagliate in strisce, che poi sono state congelate. Più tardi le strisce sono stati scongelate e tagliate a piccoli cubetti, un passo destinato a stimolare la maturazione dei follicoli. Quindi i cubetti sono stati trattati con farmaci per stimolare ulteriormente lo sviluppo dei follicoli. Infine i cubi sono stati trapiantati appena sotto la superficie delle tube di Falloppio delle donne. Ovviamente il trattamento non è d'aiuto per le donne senza follicoli

Entro sei mesi, otto donne hanno mostrato segni di maturazione follicolare, e cinque di loro hanno prodotto gli ovuli per la fecondazione in laboratorio con lo sperma del marito. Gli ovuli fecondati sono stati coltivati in embrioni precoci, che sono stati congelati per la conservazione. Nei tre tentativi di gravidanza, uno o due embrioni sono stati impiantati nelle donne.

I ricercatori hanno scoperto che la metà delle 27 pazienti non aveva follicoli, il che significava che il trattamento non si poteva fare, come ha correttamente spiegato Aaron Hsueh dell'americana Stanford University, autore senior dello studio. Ha anche evidenziato che i ricercatori sperano di trovare un modo per stimolare i follicoli senza rimuovere le ovaie. 

Il dottor Sherman Silber del centro contro l'infertilità di St. Louis sempre negli USA, ha criticato l'approccio del metodo, dicendo che ha avuto successo per l'utilizzo di farmaci, piuttosto che per un intervento chirurgico per curare la particolare condizione. È, inoltre, in disaccordo con la spiegazione dei ricercatori per il motivo per cui il loro trattamento ha funzionato.

Alcuni altri esperti hanno sottolineato che il trattamento farmacologico spesso non funziona.

Va detto, però che i nuovi risultati, per gli stessi autori della ricerca, devono essere considerati come preliminari.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", al di là delle vivaci polemiche tra esperti circa tali studi sperimentali, nonostante le critiche, fanno ben sperare che si sia intrapresa la strada giusta per ridare speranza a tutte quelle coppie desiderose di avere dei figli che possano ereditare integralmente il patrimonio genetico di mamma e papà. Ciò anche perché se superassero tali fasi sperimentali con successo, eliminerebbero i noti e aspri scontri bioetici tra pro e contro la procreazione eterologa, riducendone al minimo il ricorso.

 


martedì 1 ottobre 2013

Seminario intensivo: Anoressia Giovanile, Strategie per una terapia efficace ed efficiente



SEMINARIO INTENSIVO
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ANORESSIA GIOVANILE
Strategie per una terapia efficace ed efficiente

con Giorgio Nardone e Camillo Loriedo

10 NOVEMBRE 2013 AREZZO
 
Negli ultimi 15 anni si è osservato una notevole crescita del disturbo anoressico in età giovanile: pubertà e adolescenza. 
Non a caso anche l'età in cui si manifesta si è molto abbassata; il periodo puberale e la prima adolescenza sono sempre più frequentemente il momento di insorgenza del disturbo nella sua forma più eclatante.

Questa patologia nei suoi effetti devastanti, come l'esperienza dei due relatori dimostra, può essere affrontata con successo se si interviene fin da subito o il più presto possibile attraverso strategie costruite ad hoc proprio per la dimensione giovanile dell'anoressia che si differenziano da quelle utilizzate nei soggetti adulti.
 
Camillo Loriedo e Giorgio Nardone, internazionalmente riconosciuti come grandi esperti nel trattamento dell'anoressia esporranno in dettaglio i loro metodi affinati attraverso la loro prolungata esperienza clinica.
 
Rivolto a: Medici, psicologi, psicoterapeuti, specialisti della nutrizione

 

 

Per info conttatare
RICCARDO FALSETTI

Resp. commerciale STC

Cell. 347 5321458
Tel. +39 0575 350 240

Fax. 0575 350 277
Facebook

Giorgio Nardone

STC Change Strategies

Centro di Terapia Strategica



Vi ricordiamo di visitare i nostri siti ricchi di nuovi contributi:

centroditerapiastrategica.org | problemsolvingstrategico.it | giorgionardone.it | psicoterapiabrevestrategica.it




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Andrea Pietrarota
Cavaliere al merito della Repubblica Italiana

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sociologo della comunicazione, giornalista e consulente di comunicazione integrata
direttore responsabile di AlternativaSostenibile e fondatore del CorrieredelWeb.it
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SAVE THE PLANET, WEAR THE FLEXX SHOES!

Il modello "Memorize" The Flexx come tutte le scarpe della collezione dell'azienda toscana è una scarpa eco-sostenibile.  A differenza della maggior parte delle scarpe sul mercato, il pellame non viene conciato utilizzando additivi chimici molto dannosi per l'ambiente come il cromo. Le concerie, rigorosamente italiane, rispettano parametri di certificazione che regolano tutto il ciclo produttivo di the Flexx. La costruzione "stitch and turn" che rende la scarpa estremamente flessibile consente di non utilizzare collanti (altro agente inquinante delle scarpe) e nemmeno rinforzi e sottopiedi per un effetto ultraleggero e un confort percepito.
 
La slip-on tre nappine "Memorize" in vernice nera e melanzana è disponibile anche in cavallino maculato nei colori cocunut, melanzana e sabbia o pelle liscia nera, marrone e cypress. Suola patented design in gomma, prezzo 79 euro.
 
Ecco il link dal quale poter scaricare in una manciata di secondi alcune foto del modello Memorize in HD: http://we.tl/KKquLTRbwS 
 

Novartis rischia indagine in Giappone per un farmaco contro l'ipertensione

Il ministero della sanità giapponese ha comunicato di voler avviare un'indagine sulla filiale locale di Novartis, il colosso farmaceutico svizzero, su richiesta di una commissione interna. L'inchiesta nasce dal sospetto che la multinazionale con sede in Basilea abbia manipolato dati clinici su un medicinale contro l'ipertensione.

In un comunicato ufficiale da parte della citata commissione si può leggere addirittura che:  " È  una vicenda grave che potrebbe nuocere all'interesse nazionale rimettendo in discussione la fiducia negli studi clinici giapponesi, sia all'interno che all'esterno del paese".

Il rapporto raccomanda in particolare al ministero di condurre indagini per stabilire se vi sia stata violazione del codice farmaceutico nipponico.

Diversi ospedali giapponesi hanno cessato di proporre il Diovan dopo la pubblicazione da parte di due università del Paese di articoli sull'efficacia del trattamento per ridurre i rischi di attacchi cardiaci. Anche perché le due università nipponiche - la Scuola di medicina di Jikei e l'università di Kyoto - hanno rivelato di aver riscontrato risultati clinici falsi che avrebbero avuto l'obiettivo di dimostrare che il farmaco Diovan, contro l'ipertensione arteriosa, fosse efficace anche contro l'angina pectoris.

Novartis ha riconosciuto che uno dei suoi ex collaboratori aveva avuto un comportamento inappropriato durante la fase di test. Ma il rapporto del ministero ritiene che il caso coinvolga la responsabilità dell'impresa e non quella dell'individuo.

Dopo la pubblicazione dell'informazione, in una nota Novartis ha espresso le sue scuse e ha annunciato che s'impegnerà a cooperare con le autorità.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" data la possibilità di reperire sulla rete lo stesso farmaco che contiene come principio attivo il Valsartan, tant'è che viene usato come sinonimo di questa molecola, alla luce di quanto scoperto nella nazione del Sol Levante è necessario prestare la massima attenzione anche nel Nostro Paese ed utilizzare il farmaco solo per l'uso specifico per cui è indicato.

 


Bellezza, nuova tecnica made in Italy per ringiovanire il viso senza cicatrici ed effetto "tirato"


Bellezza, nuova tecnica made in Italy per ringiovanire il viso senza cicatrici ed effetto "tirato"
Pubblicata sulla più autorevole rivista americana di chirurgia plastica dello sguardo. Si chiama Mivel ed è una tecnica di ringiovanimento endoscopico messa a punto da due chirurghi italiani, Alessandro Gennai di Bologna e Francesco Bernardini di Genova

Cicatrici vicino alle orecchie e pelle tirata in modo innaturale sono sempre stati segni inequivocabili di un lifting. Da oggi non più. È stato infatti pubblicato su Ophthalmic Plastic Reconstructive Surgery, la più autorevole rivista scientifica per i chirurghi plastici oculofacciali, una nuova tecnica di lifting che apre nuove strade per il ringiovanimento del viso centrate sull'area estetica più importante, quella dello sguardo: si chiama Mivel, acronimo di Minimal Incisions Vertical Endoscopic Lifting, ed è stata messa a punto da due medici italiani, Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna, e Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico di Genova.
«I vantaggi di questa nuova tecnica, rispetto alla blefaroplastica o al lifting tradizionale, sono notevoli - affermano i due "papà" del Mivel -. Non ci sono cicatrici visibili, in quanto con la tecnica endoscopica si eseguono solo delle piccole incisioni che si nascondono tra l'attaccatura dei capelli, e i tempi di recuperi si riducono rispetto a un lifting tradizionale, in quanto la lunghezza e l'entità delle cicatrici è molto ridotta e non viene asportata pelle».

Lo studio si basa su 400 pazienti operati nell'arco di 12 anni, con risultati estetici soddisfacenti nel 95% dei casi. Grazie a questi risultati, e alla tecnica fortemente innovativa con cui è realizzata, i due chirurghi italiani sono riusciti a ottenere la pubblicazione in quella che viene considerata la "bibbia" dei chirurghi plastici oculofacciali statunitensi e non solo, visto che tutto il mondo guarda Oltreoceano per le ultime novità del settore. Insomma, la pubblicazione sancisce il riconoscimento ufficiale del Mivel da parte del mondo scientifico internazionale, facendolo diventare un punto di riferimento che apre nuove strade per il ringiovanimento del volto.

La tecnica del Mivel parte dalla premessa che le parti del viso invecchiano in modo diverso e che, di conseguenza, per ringiovanire bisogna usare metodi differenti. «La parte superiore del viso, ossia fronte, sopracciglio e palpebra, subisce una caduta, scivolando verso il basso per forza di gravità, quindi per mandare indietro le lancette dell'orologio bisogna risollevare con un lifting endoscopico - spiega Alessandro Gennai -. Nelle aree laterali (tempia e zigomo) e inferiori (guancia e palpebra inferiore) l'invecchiamento determina una perdita di con effetto di "pseudo-discesa" del viso subiscono invece, quindi per sembrare più giovani è necessario riempire e ridare volume, utilizzando il proprio grasso con la tecnica del lipofilling». Si lavora quindi non su piani orizzontali, "tirando" la pelle in eccesso, ma verticali, riposizionando i tessuti secondo i vettori naturali.

«Fino a oggi i chirurghi plastici hanno approcciato l'invecchiamento del viso in modo parziale, a volte senza considerare l'insieme - afferma Bernardini -. Abbiamo evidenziato il ruolo fondamentale che l'estetica perioculare, ossia tutta la zona attorno agli occhi, riveste nel viso. In pratica tutta l'area delimitata in alto dai capelli, dall'orecchio ai lati e dalla bocca in basso, deve essere interessata dal processo di ringiovanimento: si tratta di un punto "focale", in cui si concentrano i segni di vecchiaia e stanchezza. Studi scientifici hanno dimostrato che i segni di invecchiamento di una persona, maschio o femmina, sono percepiti dai cambiamenti che avvengono principalmente negli occhi. Quindi tecniche mirate al ringiovanimento di tutta questa area in maniera uniforme hanno impatto su tutto il viso». Insomma, quello che il Mivel propone è un approccio innovativo: non è solo una nuova tecnica di ringiovanimento, ma una nuova filosofia. Non a caso è già stato ribattezzato "il lifting del futuro".

 

Alessandro Gennai - Profilo professionale. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all'Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai (www.gennaichirurgia.it) ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, frequentando la Cattedra di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica per oltre 6 anni, per poi proseguire gli studi all'estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). In particolare è stato negli Stati Uniti, dove ha appreso, tra i primi in Italia, la tecnica del lifting endoscopico dal suo "padre fondatore", Nicanor Isse. Gennai è socio effettivo di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica); socio aderente Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) e socio effettivo Eafps (European Academy of Facial Plastic Surgery). Lo studio si trova in via delle Lame a Bologna.

Francesco Bernardini - Profilo Professionale Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all'Università di Genova, Francesco Bernardini (www.oculoplasticabernardini.it) ha conseguito il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all'Università di Genova. Dopo l'abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996), ha ottenuto una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all'Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti. È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, consulente in diversi ospedali di Genova e Torino ed è professore a contratto per la chirurgia dell'orbita e delle palpebre all'Università di Genova. I suoi studi si trovano a Genova, Torino e Milano.

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