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giovedì 2 ottobre 2014

Aggiornamento epidemiologico: primo caso di Ebola diagnosticato fuori dall'Africa dell'Ovest


Il 30 settembre 2014, come si è andato rapidamente diffondendo sui media e sulla rete, il centro statunitense per la prevenzione e il controllo delle malattia (CDC) ha annunciato il primo caso importato di Ebola collegato all'attuale epidemia in Africa occidentale.Fin dall'inizio dello scoppio che interessa quattro paesi africani ad ovest ci sono stati più di 6.500 casi di malattia di virus Ebola (EVD), di cui più di 3.000 persone sono segnalati come decedute, secondo i rapporti dell'OMS.

All'individuo che era recentemente arrivato dalla Liberia il virus è stato diagnosticato a Dallas, in Texas. Questa persona non è un operatore sanitario ed era in visita parenti negli Stati Uniti.Il caso è stato segnalato in quanto asintomatico quando aveva lasciato l'Africa occidentale ed è rimasto asintomatico durante il viaggio e all'arrivo negli Stati Uniti il 20 settembre. La persona ha sviluppato i sintomi intorno al 24 settembre, ed ha chiesto assistenza medica il 26 settembre, mentre è stato ricoverato in ospedale e isolato il successivo 28 settembre 2014.Le autorità sanitarie degli Stati Uniti stanno studiando le persone entrate in contatto con il paziente negli Stati Uniti che potrebbero essere a rischio di infezione. 

Essendo asintomatico mentre viaggiava dalla Liberia agli USA, è molto improbabile che l'individuo avrebbe infettato altri durante i voli. La persona segnalata ha sviluppato sintomi solo diversi giorni dopo i voli e quindi non era contagioso durante quel periodo.Non è inaspettato che una persona che ha viaggiato partendo da una zona colpita da Ebola sviluppi la malattia dopo il suo arrivo in un paese non colpito durante l'epidemia in Africa occidentale.Come indicato nell'ultimo aggiornamento dell'ECDC per la valutazione rapida del rischio, il rischio di trasmissione del virus Ebola dipende dall'individuazione precoce dei casi sospetti di EVD importati in un paese non interessato, tra cui l'Unione Europea. 

L'intervallo temporale per il più alto rischio di trasmissione potenziale varia dall'insorgenza dei primi sintomi e il riconoscimento della possibilità di EVD di professionisti sanitari.Una volta che viene rilevato un caso e sono attuate misure appropriate di controllo dell'infezione Ebola, il rischio di trasmissione diventa estremamente basso. Interventi per ridurre il rischio di diffusione da un caso importato, pertanto, dovrebbero mirare a limitare questa finestra temporale.

Questo, come ricordano le istituzioni sanitarie internazionali può essere fatto per esempio informando i passeggeri che arrivano da paesi interessati, della possibilità di sviluppare EVD e ricordando ai professionisti sanitari di questa possibilità nel valutare un caso di provenienza da paesi colpiti nelle ultime tre settimane. Ciò è particolarmente rilevante per una situazione come il caso di Dallas, Texas.



Calvizie e lozioni. Ci salveranno le staminali?


Roma, 2 Ottobre 2014. E' arrivato l'autunno e insieme alle foglie sembra che devono cadere anche i capelli, sicche' in questo periodo la pubblicita' dello lozioni anticalvizie e' piu' insistente. Servono?
"Lasciate ogne speranza, voi ch'intrade". Ci siamo permessi di citare il Sommo Poeta (sperando di essere perdonati) per affrontare un tema che interessa il 48% dei maschi: la calvizie. "Intrare" nel club dei calvi significa lasciare ogni speranza di uscirne. Come abbiamo detto, se la caduta delle foglie e' collegata ad un aumento della perdita dei capelli in autunno il problema si ripropone: sono efficaci i prodotti contro la caduta dei capelli e per la loro ricrescita? Non ci risulta che un calvo abbia riacquistato la capigliatura utilizzando i vari prodotti in commercio e il motivo e' semplice: non e' possibile. La perdita dei capelli ha diverse motivazioni, dalla componente genetica, all'eta', alla produzione ormonale, allo stress, ad una cattiva alimentazione ad un'alterazione della funzionalita' epiteliale. Se in qualche modo e' possibile limitare i danni dovuti a situazioni contingenti (stress, alimentazione, ecc.), ben diverso e' il caso di situazioni legate a fattori
 come
l'eta' o le caratteristiche genetiche. In commercio, oltre a shampoo, lozioni o balsami, vi sono anche prodotti farmaceutici, come il minoxidil e il finasteride, che danno qualche risultato ma che devono essere usati per lunghissimi periodi o per sempre. Un gruppo di ricercatori dell'università della Columbia (Stati Uniti) e dell'università di Durham (Gran Bretagna) hanno pubblicato uno studio, su  Proceedings of the National Academy of Science, che offre qualche speranza, futura, ai calvi: l'uso di cellule staminali. Vedremo.

Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc

Almax e Smart Beacon presentano "Smart Mannequin": IL MANICHINO PER LO SHOPPING INTEGRATO





Almax, azienda italiana leader mondiale nella produzione di manichini, presenta Smart Mannequin, il manichino ad alto contenuto tecnologico, realizzato in collaborazione con la società di software italiana Workshop & Design con il marchio "Smart Beacon", destinato a rivoluzionare, nel prossimo futuro, il mondo del retail e il modo di fare shopping dei consumatori.

Dopo Eye-See, il manichino intelligente ed I-light, il manichino ad energia solare, arriva Smart Mannequin, un manichino innovativo che, sfruttando il protocollo BLE (bluetooth low energy) e grazie alla tecnologia iBeacon, è in grado di dialogare con gli smart-phone dei clienti all'interno del negozio; un vero e proprio strumento di comunicazione, capace di registrare i comportamenti di acquisto, raccogliere dati ed offrire un'esperienza della visita in-store customizzata per il cliente.

Basta aver scaricato l'App Maison Almax e trovarsi nei pressi di uno Smart Mannequin per iniziare a ricevere sul proprio smart-phone messaggi di prossimità e informazioni, approfondimenti sui prodotti, disponibilità di taglia e colore, offerte personalizzate, video di presentazione della collezione e molto altro.

Non solo un prototipo ma una realtà, che i clienti possono già trovare e provare nello showroom Maison Almax di Milano e presto anche in quelli di Parigi, New York, Shanghai.



CRISI: COLDIRETTI, IMPRESE ROSA AUMENTANO, IL 30% IN AGRICOLTURA


Salgono a 220.079 le imprese agricole guidate da donne in Italia dove ormai nelle campagne quasi una azienda su tre (28,9 per cento) è rosa anche grazie all'allargamento delle attività che è stato recentemente riconosciuto anche nel ricalcolo del Pil. E' quanto emerge dall'analisi di Coldiretti donne impresa sui dati Unioncamere relativi al secondo trimestre del 2014, in occasione del 60esimo anno dalla nascita che è stato ricordato con la prima mostra sul business della tradizione  con le innovazioni (provenienti da tutte le regioni) che hanno trasformato i ricordi del passato in moderne idee imprenditoriali. 


Dopo quello del commercio il settore agricolo è  - sottolinea la Coldiretti - quello in cui la presenza femminile è maggiore tra le diverse attività economiche. L'ingresso progressivo delle donne nell'agricoltura italiana – precisa la Coldiretti –  è stato favorito dagli effetti della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti, che ha di fatto rivoluzionato l'attività d'impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali. 


La presenza innovativa delle donne è infatti piu' diffusa nelle attività connesse a quella agricola come la trasformazione dei prodotti, il settore dell'agribenessere, le fattorie sociali, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, la pet-therapy fino al protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi o nelle associazioni per la valorizzazione di prodotti tipici nazionali come il vino e olio.  "Questa multifunzionalità, che è la caratteristica principale delle aziende agricole condotte da donne,  genera piu' occupazione perche sviluppa attivita' particolari che si affiancano a quella principale per fornire un prodotto o un servizio particolare", afferma Lorella Ansaloni, responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti. La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sembra essere - conclude Ansaloni - è una delle principali ragioni della presenza femminile nelle campagne.

 


mercoledì 1 ottobre 2014

Viagra pericoloso per la vista? Lo dice uno studio australiano

La dubbia storia di un ingrediente del più famoso farmaco anti-impotenza.

A rischio ... un ingrediente attivo del Viagra che può creare problemi agli occhi in alcuni uomini nei casi peggiori. Lo dice uno studio australiano pubblicato sulla rivista Experimental Research Eye.. Secondo i ricercatori australiani, un ingrediente del farmaco anti-impotenza Viagra può influenzare in modo permanente la vista di alcuni uomini con problemi agli occhi.E 'già noto che il Sildenafil, il principio attivo di farmaci per la disfunzione erettile, può causare problemi di vista temporanea in alcune persone sane.I medici avvertono anche che il trattamento non può essere sicuro se una persona ha la retinite pigmentosa, una delle più comuni malattie ereditarie della retina.Le persone che sviluppano recessiva retinite pigmentosa comunemente hanno due copie del gene mutante PDE6.

Tuttavia, ci sono anche portatori della malattia che hanno una sola copia del gene difettoso, ma hanno una visione normale.Circa uno su 50 persone rischiano di essere portatori di caratteri recessivi che portano alla degenerazione della retina.I ricercatori dell'università di NSW hanno testato sildenafil su topi sani e su topi con una copia di questo gene mutante.Hanno trovato i topi sani che hanno avuto problemi con gli occhi per circa due giorni e ha interessato la vissta di topi portatori per due settimane.Inoltre hanno trovato i primi segni di morte cellulare negli occhi dei topi di laboratorio, ipotizzando che Sildenafil può causare la degenerazione in portatori di malattie della retina.La dottoressa Lisa Nivison-Smith, della Scuola UNSW of Optometry and Vision Science. ," ha dichiarato: " Le cellule in realtà muoiono nella retina che avrebbe portato alla cecità ".

La Dr Nivison-Smith ha inoltre espresso preoccupazioni insieme al suo team per il fatto che le persone che hanno una vista normale, ma che portano una sola copia del gene mutante per la retinite pigmentosa, potrebbero essere più suscettibili ai cambiamenti causati dalla sildenafil. I farmaci per la disfunzione erettile che lavorano per combattere l'impotenza possono anche inibire la PDE6, un enzima che è importante per la trasmissione di segnali luminosi dalla retina al cervello.  Questo è probabile che sia un problema per soli portatori del gene mutante PDE6, perché producono meno dell'enzima rispetto al normale.Il caso del Sildenafil non può non far venire il lecito dubbio sulla circostanza, che anche nel recente passato non tutti i protocolli di sperimentazione dei farmaci siano stati minuziosamente rispettati dalle grandi case farmaceutiche.



L'auto campione di auto Gp 2014 all'ospedale di Forlì

Durante tutta la settimana del Buon Vivere l’auto che ha corso con il logo della Campagna Viva 2014 sarà esposta nell’atrio del Padiglione Morgagni. E sabato 4 ottobre l’ospedale di Forlì sarà sede di un Convegno sull’arresto cardiaco Dopo la realizzazione a Forlì del video ufficiale della campagna Viva 2014 per la rianimazione cardiopolmonare e la diffusione del logo dell’iniziativa sulla macchina del campione 2014 di Auto GP, la comunicazione della campagna "entra" in ospedale. In occasione della Settimana del Buon Vivere (2-5 ottobre) la vettura del Team Euronova Racing, che ha vinto il campionato Auto GP 2014, esponendo il logo della campagna Viva, sarà in mostra nell'atrio dell'ospedale di Forlì a disposizione di tutti coloro che vorranno visitare lo stand allestito dai volontari della campagna, magari facendosi una foto, o un selfie, accanto all’auto campione e collaborando, con questo gesto, all’obiettivo di sensibilizzazione della campagna Viva. L’evento, organizzato dal dottor Francesco Landi, coordinatore della task force di Viva per il Dipartimento di Emergenza dell' Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, l'imprenditore forlivese Daniele Versari di Estados Cafè e la collaborazione di Tiziana Rambelli, direttrice dell'ufficio Comunicazione dell'Ausl Romagna - Forlì, fa parte della campagna Viva! 2014 per la sensibilizzazione dedicata all’arresto cardiaco, che si propone di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini e degli operatori sanitari sulla rianimazione cardiopolmonare. La campagna si fregia dell’alto patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Senato della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell'Ausl Romagna Vicino alla prestigiosa auto, che sarà esposta nell'atrio del Padiglione Morgagni dell'ospedale forlivese dal 2 al 5 ottobre, verrà allestito un punto informativo con materiale cartaceo e video sulla Campagna Viva, gestito dal team di volontari della task force forlivese. Sabato 4 ottobre, poi,sempre nell’ambito della Settimana del Buon Vivere, il Dipartimento di Emergenza di Forlì, diretto dal dottor Marcello Galvani, organizzerà un evento presso la Sala Pieratelli del Padiglione Morgagni, dal titolo "Arresto cardiaco: un problema di comunità". Dopo il Convegno, alle ore 13 circa, visiteranno lo stand allestito nell'atrio dell'ospedale con l'auto Euronova campione 2014, le autorità, la dottoressa Simona Bianchi, direttrice del Presidio Ospedaliero di Forlì, il dottor Marcello Galvani, direttore del Dipartimento di Emergenza di Forlì, il dottor Andrea Fabbri, direttore del Pronto Soccorso 118 e Medicina d’Urgenza, il dottor Stefano Maitan, direttore dell’UO di Anestesia e Rianimazione, Vincenzo Sospiri del team Euronova, la task force di Viva e di Daniele Versari di Estados Cafè, che ha contribuito all'iniziativa. Tutti coloro che lo desiderano possono partecipare alla visita. Tiziana Rambelli

Ospedale di Enna e assenza di personale infermieristico e ausiliario. Primario spinge il paziente in barella, CNI-FSI: "Crocetta deve incontrarci"


Manca il personale infermieristico e il primario spinge il paziente in barella fino in sala operatoria. E' accaduto nel reparto di Chirurgia generale dell'ospedale Umberto I e non si tratta di un caso isolato. Il Cni-Fsi Sicilia, Coordinamento Nazionale Infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti rilancia così l'allarme sulla situazione dell'organico nei reparti degli ospedali siciliani. 


"Come già denunciato più volte da questo sindacato – spiega Calogero Coniglio, segretario regionale del Cni-Fsi e delegato regionale Fsi - la carenza di personale infermieristico è diventata allarmante e non più sopportabile. Il personale è gravato oltre misura di ritmi di lavoro che non consentono la resa ottimale del servizio stesso ai pazienti. La carenza di personale infermieristico nell'Ospedale di Enna sta determinando livelli assistenziali non più sostenibili dal restante personale in servizio". 


Già alcuni mesi fa, il Cni-Fsi aveva inviato una lettera sulla situazione dell'ospedale di Enna al Commissario Straordinario dell'Azienda Sanitaria Provinciale  di Enna e al Direttore Sanitario. Ma non si è avuta alcuna risposta. 


"La drammatica situazione in cui si trovano i reparti sprovvisti di personale necessario quali ausiliari, medici, Infermieri e professioni sanitarie – precisa Maurizio Libro Segretario Provinciale Territoriale FSI Enna -  in tutti presidi ospedalieri dell'Asp, potrà essere risolta non solo con le assunzioni ma facendo uscire fuori gli imboscati dagli uffici, si potrebbero recuperare più di 50 unità di personale sanitario di varie figure. Fino a quando la direzione non interviene a far uscire questo personale, il problema sarà sempre rinviato e le criticità aumenteranno a danno del personale che si ritrova a lavorare con turni massacranti e pesanti carichi di lavoro, senza dimenticare che continuerà a diminuire la qualità dell'assistenza al paziente". 


"Occorre, altresì, aggiungere che la situazione di carenza di infermieri e personale socio sanitario viene ulteriormente aggravata dalla mancanza di un razionale utilizzo del personale e una migliore organizzazione da parte della struttura dirigenziale preposta ai vari livelli di responsabilita'. Questa situazione, non è più tollerabile – commenta Coniglio - perché porta a casi di malpractice. Parecchie segnalazioni sull'Ospedale Umberto I di Enna ci giungono anche dai dipendenti che ci riferiscono come in ospedale la confusione regni sovrana e che le ore di attesa sostenute dai pazienti perché il personale medico ed infermieristico è insufficiente, sono insostenibili. Chiediamo pertanto un incontro urgente con il Presidente Crocetta. Dopo proteste, presidi, audizioni in commissione regionale, denunce alle procure e alle prefetture, tre interrogazioni parlamentari ai Ministri dell'Interno e della Salute, la Regione siciliana continua a rimanere inerte e indifferente".



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