"Questa iniziativa rientra in un piano di attività collegate da una precisa volontà: prenderci cura del benessere visivo dei nostri clienti offrendo in maniera trasparente le migliori soluzioni ai diversi bisogni legati alla vista – prosegue Sacilotto - Il nostro impegno si concretizza nell'attività quotidiana dei nostri ottici, professionisti specializzati, che seguono costantemente programmi di formazione e aggiornamento per essere sempre la migliore risposta alle esigenze delle persone che si rivolgono a noi.Cerca nel blog
martedì 2 febbraio 2016
Benessere Visivo: da Ottica Avanzi e OptissimO 1 euro in meno per ogni anno d'età
"Questa iniziativa rientra in un piano di attività collegate da una precisa volontà: prenderci cura del benessere visivo dei nostri clienti offrendo in maniera trasparente le migliori soluzioni ai diversi bisogni legati alla vista – prosegue Sacilotto - Il nostro impegno si concretizza nell'attività quotidiana dei nostri ottici, professionisti specializzati, che seguono costantemente programmi di formazione e aggiornamento per essere sempre la migliore risposta alle esigenze delle persone che si rivolgono a noi.Trapianto di capelli, le 7 cose da sapere
È uno dei trattamenti più amati dagli uomini. Ma attenzione alle false promesseSono sempre di più gli uomini che non si rassegnano a diventare calvi e che decidono di correre ai ripari. Nel 2014 i trapianti di capelli eseguiti sono stati 4mila (dati Associazione Italiana chirurgia plastica estetica), per la stragrande maggioranza eseguiti su uomini con età che oscilla tra i 20 e i 60 anni. «Avere una chioma fluente è il sogno di molti uomini condannati dalla genetica a perdere i capelli – afferma Luca Cravero, chirurgo plastico di Torino socio del Sitri, la Società Italiana di Tricologia, oltre che di Aicpe e Isaps -. Il trapianto di capelli, tuttavia, è uno di quelli a più alto rischio di cattiva riuscita. Anche perché le false promesse in questo settore abbondano». Ecco quindi una lista delle cose che chi sta pensando a un trapianto di capelli deve sapere.
Primo, imparare a distinguere i veri professionisti dagli imbonitori. «I veri professionisti sono i chirurghi specializzati in chirurgia delle calvizie che hanno dedicato anni della loro carriera specializzandosi in questo intervento, partecipano ai congressi dedicati alla chirurgia della calvizie e ai workshop di aggiornamento delle nuove terapie – spiega Cravero -. Gli imbonitori sono tutti quelli che promettono false aspettative: internet può diventare una vera trappola, ho rioperato diversi pazienti rovinati per essere finiti nelle mani sbagliate, per questo consiglio di essere certi della professionalità di chi scegliete».
Punto secondo, non tutti i pazienti possono sottoporsi all'intervento di autotrapianto. «A seconda del grado di diradamento o di calvizie, scelgo di intervenire chirurgicamente solo quando non si compromette l'esito finale: ci sono infatti terapie di supporto che in alcuni casi possono evitare l'intervento – afferma lo specialista torinese -. Ovviamente mi riferisco a diradamenti recuperabili con le terapie galeniche o il PRP (plasma ricco di piastrine). La mesoterapia e alcuni integratori hanno come scopo quello di aumentare la componente vascolare, ridurre l'eccesso di diidrotestosterone, fornire maggior nutrimento al bulbo pilifero. L'intervento chirurgico diventa necessario solo quando tutte queste alternative risultano inefficaci».
Terzo, il trapianto di capelli è un intervento chirurgico vero e proprio. «L'autotrapianto è un'operazione che presuppone la partecipazione di più figure specializzate e quindi di un team di professionisti che insieme al chirurgo garantiscano il buon esito dell'intervento e la sicurezza del paziente stesso – precisa Cravero -. È necessaria la presenza di un anestesista e di almeno quattro infermiere professioniste e specializzate in chirurgia della calvizie che si occupano della separazione e conservazione delle unità follicolari».
Quarto, per l'autotrapianto di capelli esistono due tecniche, entrambe valide a seconda dei casi e delle aspettative del paziente. «La prima è la tecnica STRIP o FUT che prevede l'escissione di una losanga prelevata chirurgicamente dalla nuca e contenente fino a un massimo di 4000 unità follicolari a seconda della densità per centimetro quadrato e della lunghezza. La seconda tecnica è la FUE che prevede l'estrazione delle singole unità follicolari senza necessità di effettuare il taglio sulla nuca. Con la prima tecnica si recuperano molteunità follicolari da impiantare in una sola seduta, nella seconda le unità follicolari prelevabili sono decisamente inferiori, la scelta dell'una o dell'altra è a discrezione del chirurgo» puntualizza il medico, che è anche socio della Società Italiana di Tricologia.
Quinto, di solito una seduta è sufficiente per rinfoltire in modo importante aree che lo necessitano. «Ma bisogna mettere in conto che, se la densità per centimetro quadrato della zona donatrice non dovesse garantire un così alto numero di unità follicolari, è necessario reintervenire» dice Cravero.
Sesto, il prezzo. «I costi variano poco per le due tecniche, la STRIP/FUT si aggira tra i 3.000 e i 6.500 euro. Per quanto riguarda la tecnica FUE siamo tra i 4.000 e 6.000 a seconda delle unità follicolari».
Ultima cosa da sapere è che l'autotrapianto di capelli è un intervento che riduce le aree glabre o diradate, ma da sola non arresta e cura la caduta dei capelli. «Nella scelta del chirurgo affidate la vostra testa a mani esperte che vi seguano anche dopo l'intervento e che vi accompagnino nel percorso con le terapie mirate al mantenimento della vostra chioma» conclude il chirurgo torinese.
Luca Cravero
Chirurgo plastico di Torino specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Socio Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica), Isaps (International Society of Aesthetic Plastic Surgery), socio Sitri (società Italiana di tricologia) e diplomato alla scuola di medicina a indirizzo estetico (Smiem). Esercita attività libero professionista nel campo della chirurgia e medicina estetica in Piemonte e Lombardia.
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É italiano uno dei maggiori neurochirurghi al mondo
«Qui le persone arrivano con il grande desiderio di ritornare ai loro affetti e alle loro case e sanno che, nonostante le loro condizioni spesso critiche, ce la potranno fare. Sì, perché qui trovano la neurochirurgia di eccellenza data sia dalla perizia dei chirurghi che vi operano che dalle macchine di cui il reparto è dotato: il massimo dell'esperienza ed il massimo della tecnologia. Un'eccellenza, quella del Reparto di Neurochirurgia del Policlinico Gemelli, che abbiamo potuto costatare personalmente» dichiara Emilia Lordi-Jantus, Segretario Generale della WOIR.
I funzionari della World Organization for International Relations hanno riscontrato in questo reparto dell'Ospedale romano un'eccellenza riconducibile al Vaticano ed hanno pertanto deciso di dare ampio spazio a questa realtà nell'ambito del portale Vatican.WoirNet.org dedicato alle notizie che gravitano intorno alla Santa Sede ed alle attività della WOIR al servizio della causa della pace, del dialogo tra i popoli, della cooperazione internazionale, della difesa dei diritti umani, della salute.
Sul portale Vatican.WoirNet.org verrà presto pubblicata un'intervista esclusiva al nuovo Direttore del Reparto di Neurochirurgia del Policlinico Gemelli, il Professor Alessandro Olivi, già direttore dell'Unità Complessa di Neurochirurgia dell'Ospedale Bayview della John Hopkins University di Baltimora, da 14 anni full professor presso il sistema universitario statunitense con un'attività chirurgica articolata in oltre 5 mila interventi a partire dal 1991, «la cui competenza ed umanità sono un sostegno fondamentale per tutti coloro che si trovano ricoverati in questo reparto di eccellenza del Policlinico Gemelli» aggiungono i funzionari della WOIR.
Il Professor Alessandro Olivi è un neurochirurgo di fama mondiale. A lui, luminare italiano che si è distinto negli Stati Uniti, si deve un ambizioso programma che renderà il Reparto di Neurochirurgia la punta di diamante del Policlinico Gemelli.
«La sua è una professione eroica in cui chi la esercita deve confrontarsi ogni giorno con i momenti di maggiore fragilità dell'essere umano: la scoperta di una malattia e la speranza di una cura» puntualizzano i funzionari della WOIR. Infatti, come ogni neurochirurgo, ogni giorno il Professor Alessandro Olivi deve prendere decisioni cruciali che andranno a cambiare il destino dei pazienti in un delicato equilibrio tra il necessario distacco e la compassione: un equilibrio tra speranza e realismo.
La WOIR rende così omaggio ad un luminare italiano la cui carriera universitaria continuativa per oltre 14 anni presso il sistema statunitense lo ha portato ad essere full professor, l'equivalente statunitense di un professore italiano di prima fascia. La sua attività didattica è documentata dai numerosi incarichi ottenuti presso l'Ospedale Bayview dell'Università John Hopkins di Baltimora, dove è stato Vice-Direttore del Dipartimento di Neurochirurgia, Direttore dell'Unità Complessa di Neurochirurgia e Direttore della Neurochirurgia Oncologica.
Per quanto riguarda l'attività chirurgica, dal 1991 il Professor Alessandro Olivi ha realizzato oltre 5 mila interventi, con una media di circa 300 interventi l'anno. Ed ha ottenuto numerosi finanziamenti per la ricerca, portando avanti in qualità di "principal investigator" 9 progetti, tra cui un grant del National Cancer Institute, per un totale di 5 milioni di dollari, oltre all'approvazione e realizzazione di 10 "clinical protocols".
E poi ancora l'attività formativa e congressuale svolta dal Professor Alessandro Olivi lo vede relatore ad un gran numero di eventi in tutti i continenti ed è anche stato sovente presidente di simposi e congressi internazionali, oltre ad avere fatto parte per molti anni del National Comprensive Cancer Network (NCCN) per i tumori del sistema nervoso centrale, il panel di esperti che definisce le linee guida statunitensi, le più consultate al mondo.
La sua produzione scientifica, infine, è di assoluto rilievo, caratterizzata da spunti originali ed apprezzabile rigore scientifico. Autore di 141 pubblicazioni indicizzate su Pubmed il Professor Alessandro Olivi ha un indice di Hirsh che secondo Google Scholar è pari a 41, classificandosi così in una posizione prominente per prolificità ed autorevolezza.
LA WOIR IN SINTESI
Fondata nel 1978 per iniziativa di Emilia Lordi-Jantus, già funzionaria dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e del Programma Alimentare Mondiale (WFP), la World Organization for International Relations (WOIR) si prefigge di contribuire in maniera indipendente allo sviluppo e all'applicazione delle Relazioni Internazionali e di preservare così l'armonia nel mondo.
La WOIR è un'organizzazione internazionale che si propone dunque di sostenere gli sforzi volti ad eliminare i motivi di conflitto tra le nazioni, promuovere la cooperazione internazionale ed operare al servizio della causa della pace e della difesa dei diritti umani.
I settori di intervento prioritari della WOIR (global issues) includono: pace e sicurezza, sviluppo, diritti umani, questioni umanitarie, diritto internazionale, cambiamenti climatici, ambiente, alimentazione e agricoltura, acqua e risorse naturali, salute.
La WOIR è accreditata presso il Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite come organizzazione internazionale non governativa (OING). (Info: www.woirnet.org)
lunedì 1 febbraio 2016
La bellezza certificata NATRUE al centro di VIVANESS 2016

NATRUE parteciperà, inoltre, a diversi momenti di confronto all'interno dei quali si potrà approfondire come la cosmesi biologica sia in grado di coniugare bellezza e rispetto per l'ambiente. Istituto Mediterraneo di Ematologia: Lorenzin nomina Minnella commissario liquidatore
Il dott. Minnella, laureato in Economia e Commercio, iscritto nel registro dei revisori legali dei conti, consulente di direzione su tematiche di controllo di gestione e di sistemi di amministrazione e finanza, funzionario direttivo presso la Direzione generale di un'Agenzia fiscale, è esperto di operazioni straordinarie quali gestioni liquidatorie di società a partecipazione pubblica.
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Immobili commerciali a reddito, un investimento sicuro che rende il 7% all’anno
L’analisi svolta dal Family Office Legura individua negli immobili commerciali la classe
di investimento più redditizia e con maggiori possibilità di crescita in Italia
Il fondatore Roberto Remartini: «Oggi attraversiamo una congiuntura favorevole: le grandi catene puntano allo sviluppo dei punti vendita selezionando partner che investano sui loro immobili; agli acquirenti è garantito un ritorno sull’investimento con performance sconosciute rispetto ad altri impieghi»
La sicurezza di un titolo di Stato con un rendimento medio del 7% annuo: questa è la performance di un investimento tipo in un immobile commerciale già locato a una delle principali insegne della grande distribuzione. Un’opzione che, alla luce dell’instabilità dei mercati e della crisi immobiliare che ha colpito i comparti residenziale e industriale, sta diventando sempre più interessante. L’analisi fatta dalla struttura di Due Diligence del Family Office milanese Legura Srl si è concentrata sulla redditività degli investimenti in campo immobiliare, individuando proprio negli immobili commerciali un’opportunità che coglie una congiuntura favorevole.
«Oggi la grande distribuzione punta all’incremento dei punti vendita e per sostenere questi piani di sviluppo si affianca a società come la nostra per la ricerca di partner investitori interessati all’acquisto degli immobili che le stesse catene condurranno in locazione – spiega Roberto Remartini, fondatore di Legura. La nostra esperienza ci indica che la classe di conduttori più affidabile sono proprio i soggetti della grande distribuzione (ipermercati, supermercati, discount alimentari, catene di ristorazione e alcune insegne non alimentari). Da qui la possibilità di investimenti interessanti per i nostri assistiti, che rendono dal 6 all’8% all’anno, con un contratto tutelato da solide garanzie bancarie a beneficio dell’investitore oltre che dall’impossibilità di recesso per i primi anni di locazione, in genere sei».
Sulla base dei dati forniti da Legura, e a ulteriore riprova della sicurezza di questi genere di investimenti, il turnover annuo è quasi nullo (inferiore al 4%) e il tempo massimo per la sostituzione di un eventuale conduttore che dovesse liberare un immobile è di sole 12 settimane. Per tutte le opportunità di investimento, il Family Office fornisce al potenziale investitore privato un dossier dove l’operazione di investimento è analizzata nel dettaglio dai professionisti della struttura (architetti, fiscalisti, legali, urbanisti).
«Il mercato degli immobili a reddito, in questi anni di crisi, è stato anticiclico -conclude Remartini-; oggi le catene commerciali conoscono una fase di grande dinamismo, quindi si aprono ottime opportunità di investimento. In Italia, poi, dove la penetrazione dell’attività commerciale è circa la metà rispetto ai maggiori Paesi europei, le possibilità di crescita rimangono davvero interessanti».
Sito: http://www.legura.it
Ricerca: San Valentino? Una festa da uomini! il budget dei regali è il doppio di quello delle donne

Secondo una ricerca di vente-privee, a sorpresa il 91% degli uomini celebrerà il giorno degli innamorati.
Il budget degli uomini per San Valentino? Il doppio di quello delle donne.
Si sbaglia chi pensa che il romanticismo sia una prerogativa delle donne. Secondo gli ultimi dati analizzati da Survey
Lab, laboratorio europeo di analisi di vente-privee, è esattamente il contrario.
Il sito pioniere e leader delle vendite-evento online ha infatti analizzato le preferenze e le abitudini degli europei per la festa degli innamorati. Budget, regali peggiori e serate ideali, chi tra uomini e donne europei dimostra di essere il miglior Valentino? A sorpresa, secondo i dati di vente-privee vincono gli uomini.
Regali più acquistati: epic fail ed epic win
Ma quali sono i regali più acquistati? Se gli uomini italiani preferiscono non rischiare acquistando dei regali suggeriti dalle partner (40%), seguiti dall'abbigliamento (31%) e dalla lingerie (29%), i francesi sembrano i più audaci e comprano soprattutto la lingerie (27%), mentre in Spagna i vestiti vanno per la maggiore, scelti dal 34% degli uomini e dal 24% delle donne.
Se l'online è per gli innamorati la piattaforma ideale per fare acquisti in largo anticipo approfittanto delle numerose vetrine e offerte, la cura nella scelta dei regali non è mai abbastanza e l'epic fail è dietro l'angolo. Una volta fatto il danno poi risulta molto difficile recuperare nei confronti del proprio partner..
Ma quali sono i regali peggiori che gli europei hanno ricevuto per San Valentino? Chi pensava che gioielli di dubbio gusto e abbigliamento di taglie sbagliate fossero al primo posto dovrà ricredersi: per il 70% degli italiani il peggior regalo ricevuto il giorno di San Valentino è una rottura con la propria partner. Davanti al tempismo perfetto di un partner senza scrupoli, anche la visita a sorpresa della suocera (34,5%), elettrodomestici (11%) e creme anti rughe (11%), sembrano regali meno dannosi. Dello stesso parere anche francesi e spagnoli: in Francia e Spagna una rottura con il partner è stato il regalo peggiore subito rispettivamente dal 50% e dal 38% delle donne e dal 48% e dal 49% degli uomini.
San Valentino una scusa per chiamare un ex? Perché no: in Italia il 18% degli uomini e il 9% delle donne ha affermato di aver ricevuto notizie dell'ex proprio il giorno di San Valentino.
Il budget degli uomini per San Valentino?
Il doppio di quello delle donne.
Chi l'ha detto che gli uomini spendono poco per le loro partner? In occasione della festa degli innamorati, succede esattamente il contrario e l'Italia è il Paese in cui il dato è più accentuato.
Secondo i risultati della ricerca di vente-privee, il 22% degli uomini italiani spende infatti tra 50 e 100 euro contro il 12,7% delle donne italiane. Il divario tra donne e uomini si amplifica ulteriormente su cifre più alte: in Italia e Francia gli uomini che spendono oltre 100€ per San Valentino sono il triplo delle donne, mentre in Spagna sono addirittura il quadruplo.
Le donne infatti sembrano essere meno legate alle feste comandate e, complice l'online, fanno acquisti per sé e per il partner durante tutto l'anno. Le europee meno generose il 14 febbraio? Sono le spagnole: oltre il 40% delle donne spagnole infatti ha affermato di non fare alcun regalo al proprio partner in occasione della festa degli innamorati, mentre in Francia sono il 12%. E le italiane? Nel nostro Paese le donne che dimostrano di non essere affatto attaccate alla festa sono il 20%.
Il trend trova riscontro anche su vente-privee: se infatti in generale oltre il 60% dei soci del sito è donna, in vista della festa di San Valentino si registra una controtendenza e a comprare di più sono gli uomini.
La serata di San Valentino: gli uomini preferiscono stare a casa con la partner, le donne sognano una cena al ristorante.
Se per quanto riguarda i regali per i partner, la volontà è quella di stupire con pensieri speciali e costosi, la ricetta per una serata di San Valentino perfetta passa attraverso la spontaneità. Tra le preferenze degli uomini europei per San Valentino, gli italiani si dimostrano i più innamorati: per loro una perfetta serata di San Valentino è tra le lenzuola con la propria partner (46%).
Più romantici e tradizionali gli uomini francesi e spagnoli: per loro la serata ideale è una cena romantica in un ristorante chic (46%). E per le donne? All'unanimità, in Italia, Francia e Spagna vince la serata al ristorante (33%, 47% e 50%).
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