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venerdì 9 giugno 2017
giovedì 8 giugno 2017
Inizia la stagione dei servizi di VAPE Foundation, da sempre al fianco dei cittadini con i migliori strumenti per evitare il rischio puntura da zanzara
Anche quest'anno, dunque, Vape Foundation aiuterà i cittadini ad evitare il rischio puntura grazie ai molteplici servizi gratuiti disponibili sul sito www.vapefoundation.org, dove sarà possibile consultare: - il Bollettino Zanzare: uno strumento in grado di fornire previsioni e aggiornare gli utenti, attraverso grafici semplici e chiari, sull'intensità dell'infestazione e sul tipo di zanzara presente in ogni regione. In più, offre informazioni sull'andamento delle precipitazioni e della temperatura in Italia e in Europa durante l'estate. Il Bollettino Zanzare viene aggiornato ogni mese per dare una visione di insieme dell'infestazione sul territorio nazionale.
Estate troppo calda? È rischio insonnia per 24 milioni di italiani
Social network ed app: un disastro per le relazioni d'amore
SULLE CHAT PER ARRIVARE A 20 INCONTRI BISOGNA ATTENDERE MEDIAMENTE UN ANNO, COSÍ SEMPRE PIÚ ITALIANI RISCOPRONO IL «RIMORCHIO» TRADIZIONALE. Secondo SpeedDate.it la «digitalizzazione delle relazioni» ha portato a ricorrere troppo spesso ai social network ed alle app con risultati spesso disastrosi.. |
Occhiali con la telecamera, smartwatch, fitness tracker e via dicendo: se oggi i «wearable» in circolazione sono "appena" 120 milioni, entro il 2020 i dispositivi indossabili saranno oltre un miliardo. Tutto sarà sempre più «digitale». Ma la vera rivoluzione deve ancora arrivare. E sarà una sorpresa, perché secondo gli analisti di SpeedDate.it, il più importante sito di incontri reali in Italia, tutto sarà più digitale ma non il modo di relazionarsi che tornerà ad essere più tradizionale. «Sulle chat e sulle app, utilizzate oggi dal 68% dei single che cercano in questo modo di trovare la loro anima gemella, il numero di donne è 10 volte maggiore rispetto a quello degli uomini. Così per arrivare a 20 incontri bisogna attendere più o meno un anno» spiega Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate.it. L'eccessiva diffusione del digitale sta dunque spingendo verso un ritorno al mondo reale, almeno per quanto riguarda le relazioni. Anche perché la «digitalizzazione delle relazioni» ha portato a risultati spesso disastrosi per molti di coloro che per trovare un partner sono ricorsi ai social network o alle app. SpeedDate.it si fa dunque portavoce di questa nuova tendenza di tornare ad un sistema di «rimorchio» più tradizionale, ma in maniera innovativa, con un'offerta profilata per ogni singola esigenza. A volte bastano piccoli accorgimenti: SpeedDate.it ha ad esempio portato nella vita reale il "Super Like", «sdigitalizzandolo». Alle serate organizzate da SpeedDate.it accanto alle risposte «mi piace» e «non mi piace» che tradizionalmente caratterizzano lo speed date si è infatti aggiunto il "Super Like" che permette a ogni partecipante di avere maggiori chance con la persona scelta, esprimendo un interesse ancora più forte. «Alle persone piace sapere che qualcuno le trova speciali, così il "Super Like" consente di arrivare ad un numero più elevato di incontri per ciascun partecipante» aggiunge orgogliosamente Giuseppe Gambardella, ideatore di SpeedDate.it il portale che organizza incontri sempre reali e dove ogni serata si conoscono face-to-face almeno 20 persone. E se si incrociano 2 "Super Like" si ottiene perfino un "Super Match". |
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Il 21 giugno 2017 si festeggia la Giornata internazionale di quest’antica disciplina che conta un numero crescente di praticanti. Vietato rinchiudersi in palestra: ecco dove srotolare il tappetino in luoghi da sogno
Lo Yoga sempre più in voga
domenica 4 giugno 2017
CNR. Dalla flora intestinale nuovi elementi per comprendere l'autismo
Possono fattori ambientali incidere sullo sviluppo dell'autismo? Il tema, da tempo oggetto di ricerche della comunità scientifica di tutto il mondo, è al centro di uno studio pubblicato sulla rivista 'Microbiome', firmato congiuntamente da Cnr, Università degli studi di Firenze, Fondazione 'Edmund Mach' di Trento e Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.
La ricerca, coordinata da Carlotta De Filippo dell'Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba-Cnr), ha preso in esame la composizione del microbiota intestinale di soggetti adulti affetti da autismo, cioè l'insieme di microrganismi che 'vivono' nell'intestino umano. E' noto, infatti, che sostanze presenti nella flora intestinale sono in grado di 'passare' la barriera intestinale e produrre effetti sul sistema nervoso.
"Abbiamo analizzato la composizione del microbiota in soggetti che soffrivano di disturbi gastrointestinali, un disagio molto frequente tra le persone affette da autismo. L'obiettivo era caratterizzare i microrganismi presenti, verificare se vi fossero delle diversità rispetto a soggetti sani, individuare eventuali marcatori. Questo tipo di studio analitico è fondamentale per capire se il microbiota intestinale ha un ruolo nello sviluppo della malattia e, in ultima analisi, comprendere l'influenza di fattori ambientali o alimentari", spiega la ricercatrice.
Lo studio ha utilizzato sofisticate tecniche di metagenomica e bioinformatica per caratterizzare le centinaia di batteri e –per la prima volta- anche di funghi presenti nell'intestino (questi ultimi rappresentano circa l'1-2% del microbiota intestinale). I risultati forniscono un set di marcatori preziosi per valutare e guidare studi di intervento sulla dieta, che è alla base della composizione del microbiota.
"Nei soggetti presi in esame, il profilo di cinque generi microbici e uno fungino, inclusi i coliformi, Clostridium e Candida, appaiono aumentati al crescere della gravità dei sintomi. Abbiamo inoltre riscontrato la presenza di Escherichia coli, un batterio rivelatore di stati infiammatori", prosegue la ricercatrice. "Sebbene non siamo ancora arrivati a definire un 'profilo' di microbiota comune per l'autismo, queste informazioni sono preziose: nell'immediato consentiranno di individuare misure di intervento sull'alimentazione, integrando probiotici e prebiotici, tali da ridurre la sintomatologia gastrointestinale, spesso invalidante. In prospettiva, poi, ci aiuteranno a comprendere la relazione tra regime alimentare e malattia, permettendo di migliorare la qualità della vita dei pazienti".
La scheda
Chi: Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba) del Cnr di Pisa
Che cosa: studio della composizione del microbiota in soggetti affetti da autismo: 'Differential Variance Analysis: Strati F, Cavalieri D, Albanese D, De Felice C, Donati C, Hayek J, Jousson O, Leoncini S, Renzi D, Calabrò A, De Filippo C. New evidences on the altered gut microbiota in autism spectrum disorders. Microbiome. 2017 Feb 22;5(1):24. doi: 10.1186/s40168-017-0242-1.
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