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mercoledì 5 luglio 2017

Nascono i Diversity Awards - 13 luglio 2017

LC Diversity Awards 2017: nasce il primo evento di valorizzazione delle aziende e istituzioni che promuovono l'inclusione. 

Promossi da LC Publishing Group, gli LC Diversity Awards 2017 si terranno il 13 luglio a Milano per celebrare le realtà che in Italia si sono distinte nella promozione delle diversità

Diversità come sinonimo di valore e ricchezza. Questo il sottostante alle esperienze che verranno condivise il prossimo 13 luglio sera a Milano all'interno degli LC Diversity Awards 2017, evento alla sua prima edizione.
La soirée, organizzata da LC Publishing Group - gruppo editoriale leader in Italia nell'informazione digitale in ambito finanziario, legal&tax e food - celebrerà le diverse forme di inclusione non limitandosi a quella di genere, ma comprendendo orientamento sessuale, credo religioso, etnia, stato di occupazione, gravidanza, maternità o paternità e disabilità. 
Tra i sostenitori dell'iniziativa alcune tra le associazioni più impegnate in materia come Asla Women, Parks, PWN Milan e Valore D.
"LC Publishing Group in quanto azienda produttrice di contenuti e di idee è da sempre attenta alla promozione dei valori della Diversity – dichiara Aldo Scaringella, ideatore e fondatore di LC Publishing Group.- In modo particolare, auspichiamo un cambiamento di paradigma nel mondo del lavoro a favore di ogni forma di differenza che, in quanto tale, è di per sé portatrice di valori. Con questa motivazione abbiamo fortemente voluto istituire un momento di confronto e celebrazione della diversità che, in Italia, non esisteva".
Durante la serata verranno premiate le aziende e istituzioni che si saranno contraddistinte per il loro particolare impegno a favore dell'inclusione.  
I progetti e le realtà valutate e premiate sono il risultato del lavoro di ricerca delle redazioni e dell'analisi delle candidature ricevute.
Main partner dell'evento gli studi Dentons e Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners e la società SEA, con il sostegno di The British Chamber of Commerce for Italy.

Per richedere l'accredito alla serata: eventi@lcpublishinggroup.it


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QuintilesIMS Italia. Spesa per i farmaci: bene solo la convenzionata, ancora in rosso in ospedale


Milano 5 Luglio 2017 – Luci e ombre sul rispetto del fondo di spesa programmato malgrado le modifiche delle regole sui tetti inseriti nell'ultima finanziaria e la definizione di un budget specifico per i farmaci innovativi (specialmente le rivoluzionarie ma costosissime terapie in grado di eradicare l'epatite C). 


QuintilesIMS Italia, società leader globale nell'offerta integrata di informazioni e tecnologia per il mondo della salute, delinea le previsioni riguardanti la spesa farmaceutica 2017.

 

Le previsioni che risultano dall'analisi di QuintilesIMS restituiscono un quadro contrastante per la spesa farmaceutica convenzionata (medicinali venduti in farmacia a carico del Sistema Sanitario Nazionale) e quella ospedaliera (ora chiamata 'per acquisti diretti') comprendente i farmaci per i pazienti ricoverati e la distribuzione diretta.

La prima è saldamente sotto controllo rimanendo entro il tetto stabilito con un avanzo di spesa tra i 450 – 550 milioni con quattordici regioni in attivo (quindi in linea con il budget) alcune delle quali con scarti positivi del 15-20% rispetto alla spesa programmata (Toscana, Veneto, Emilia Romagna) mentre la maggior parte delle sei regioni 'in rosso' sulla convenzionata presentano differenze in valori assoluti e percentuali tutto sommato contenute: 2% circa il Lazio, 3% la Calabria, per un massimo attorno all'11% della Puglia (tra i 66 e gli 80 milioni).

 

L'ammanco invece è generalizzato sulla spesa per acquisti diretti (ospedaliera o comunque in distribuzione attraverso le aziende sanitarie): un 'buco' che supererà probabilmente i due miliardi di euro e che non è ascrivibile alla spesa sui farmaci innovativi per cui, allo stato attuale, il fondo speciale di un miliardo sembra sarà sufficiente a coprire i costi di trattamento per tutti i pazienti eleggibili.

Lo scostamento è stato stimato considerando l'ipotesi che i farmaci innovativi per Epatite C - HCV e gli oncologici non eccedano le risorse totali allocate (Fondo di 1.000 mln) e che sia possibile una compensazione tra i due fondi.

La previsione è suffragata dall'evoluzione dei primi quattro mesi del 2017 che mostrano il cumulato Gennaio-Aprile della spesa convenzionata in leggera contrazione (-0,5% sullo stesso periodo 2016) mentre il dato della spesa ospedaliera aumenta di quasi nove punti percentuali (+8,7%).

 

'Dopo queste prime simulazioni si confermano i trend storici degli ultimi 5 anni dei due canali di spesa' commenta Sergio Liberatore – General Manager di QuintilesIMS Italia, 'una volta superate le difficoltà politiche derivanti da possibili accorpamenti dei diversi tetti/fondi, le Istituzioni potrebbero spostare risorse da un fondo all'altro oppure valutare compensazioni finali tra i due canali'

 





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ALLERTA GHIACCIO ALIMENTARE | INGA presenta il Manuale di Corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare

È ALLERTA GHIACCIO ALIMENTARE
DOPO L'INCHIESTA CHOC DELLA BBC, L'ISTITUTO NAZIONALE, INGA RICORDA LE BUONE PRASSI DA SEGUIRE PER PRODURRE GHIACCIO IN MANIERA SICURA E A NORMA. 

INGA, ISTITUTO NAZIONALE DEL GHIACCIO ALIMENTARE, SPIEGA COME PRODURRE GHIACCIO ALIMENTARE NON CONTAMINATO TRA LE MURA DOMESTICHE O IN PICCOLI ESERCIZI ANCHE GRAZIE ALLE INDICAZIONI CONTENUTE NEL MANUALE PER IL «GHIACCIO SICURO» APPROVATO DAL MINISTERO DELLA SALUTE.

5 Luglio 2017Nel 30% percento dei casi, il ghiaccio di bevande di popolarissime catene internazionali come Starbucks, Costa o Caffè Nero risulta essere contaminato da batteri fecali coliformi. È quanto emerge dall'inchiesta choc condotta dalla BBC per la trasmissione Watchdog in alcune decine di caffetterie UK. Rilevazioni allarmanti che spingono INGA – Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare a richiamare l'attenzione anche in Italia affinché il ghiaccio alimentare sia prodotto sempre in maniera corretta e perfettamente salutare.

L'indagine della BBC ha dimostrato come la scarsa igiene degli addetti e delle macchine che producono i cubetti di ghiaccio abbia compromesso seriamente la qualità e salubrità dell'alimento, tanto che, secondo l'esperto Tony Lewis del Chartered Institute of Environmental Health, potrebbe esserci il rischio di infezioni e malattie visti i «livelli preoccupanti» di batteri fecali coliformi emersi dalle analisi.

INGA, che da sempre è in prima linea per promuovere l'adozione di precauzioni igieniche nella produzione, stoccaggio e distribuzione del ghiaccio, richiama dunque l'attenzione sul tema consapevole del fatto che non sempre il ghiaccio viene considerato come un alimento e dunque trattato con le dovute accortezze igienico-sanitarie. Per sopperire a questa mancanza, è nato il Manuale di Corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare, approvato dal Ministero della Salute: un documento agile ed esaustivo, unico nel suo genere, dedicato all'industria e alle medie e medio-piccole realtà commerciali di auto-produzione, con utili riferimenti anche per chi produce il ghiaccio in forma domestica.

Nei piccoli esercizi che autoproducono ghiaccio, infatti, accade che non sempre si utilizzi acqua con i requisiti necessari a renderla idonea al consumo umano, non sempre si effettuano con continuità le operazioni di sanificazione delle macchine produttrici e delle attrezzature utilizzate per lo stoccaggio, non si ha alcuna evidenza e certezza che tutti i materiali che vengono a contatto col ghiaccio siano idonei né vi sono procedure chiare e scritte su come gli addetti debbano manipolare il ghiaccio o su come vada stoccato e movimentato. In pratica, la produzione, conservazione e somministrazione di ghiaccio sono attività che oggi nella maggioranza dei casi non vengono eseguite in maniera corretta. Fondamentale è dunque fare informazione, spiegando agli addetti ai lavori, ma non solo, come va trattato questo alimento.

«Molti bar, discoteche, pub, ristoranti e altri operatori del settore turistico e ristorativo anche in Italia, producono ghiaccio che non può essere considerato alimentare, utilizzandolo, lecitamente, per raffreddare le bottiglie e illecitamente a diretto contatto con alimenti e bevande. Anche il ghiaccio prodotto da appositi macchinari, spesso risulta non a norma poiché la macchina non viene sottoposta alle necessarie operazioni di pulizia, manutenzione e sostituzione dei filtri. E in caso di produzioni domestiche, l'attenzione igienica non è certo maggiore – spiega il dott. Carlo Stucchi, presidente Istituto Italiano Ghiaccio Alimentare - Per questo, il primo passo dovrebbe essere proprio quello di includere queste importanti attività di produzione alimentare nel sistema HACCP e, contemporaneamente, lavorare per la diffusione del Manuale, uno strumento inedito per completezza, autorevolezza e specificità dei temi trattati che indica per la prima volta tutte le norme necessarie a garantire che il ghiaccio arrivi al consumatore privo di contaminanti fisici, chimici, ma soprattutto biologici».

In particolare, per la produzione domestica, INGA consiglia sempre di utilizzare solo acqua corrente appena raccolta dal rubinetto o presa da bottiglie di oligominerale non ancora aperte; evitare di toccare il ghiaccio con le mani e usare apposite pinze o un cucchiaio pulito; in caso si preparino scorte da tenere in freezer, sostituire i cubetti almeno una volta ogni 4-6 settimane; pulire spesso il vano refrigerante e lavare con un normale detersivo per piatti le vaschette ogni volta che si produce ghiaccio e, dopo averle riempite d'acqua, coprile con un foglio di alluminio per evitare contaminazioni provocate dagli altri cibi presenti nel congelatore; refrigerare rapidamente l'acqua posta nelle vaschette a -18°C; conservare ad almeno  5 -10 °C sotto lo zero per evitare liquefazioni e ricongelamenti; utilizzare il ghiaccio conservato in ciascuna vaschetta in una volta sola (scartare quello non immediatamente utilizzato); fare attenzione del macchinario usato per tritare il ghiaccio e nel caso di frigoriferi provvisti di preparatore automatico di ghiaccio, si consiglia di seguire le procedure di manutenzione e sanitizzazione dell'apparecchio, contenute nei libretti d'istruzione.

Nel caso di produzione industriale, invece, l'iter da rispettare è più complesso e prevede specifiche attenzioni rispetto alla provenienza dell'acqua (rete o pozzi), l'attivazione di piani di controlli, la manutenzione costante degli impianti, l'utilizzo di materiali idonei al contatto con l'acqua, nonché l'adozione di specifiche modalità di filtrazione e di disinfezione con radiazioni UV.

Ancora, per l'autoproduzione, si consiglia di: inserire nel proprio sistema HACCP almeno un'analisi annuale della potabilità dell'acqua nei punti di utilizzo e di gestire le macchine per l'autoproduzione del ghiaccio tramite contratti di assistenza a cura della ditta fornitrice; inoltre, è bene posizionare tali macchine in ambienti idonei e puliti; fare attenzione ai serbatoi di polmonazione dell'acqua e, al momento dell'acquisto, richiedere al fornitore le dichiarazione di conformità CE e la dichiarazione di conformità dei materiali utilizzati. È poi opportuno prevedere un programma di pulizia e sanificazione anche attraverso lo smontaggio delle parti di macchinario più a rischio contaminazione e avviare la raccolta del ghiaccio subito dopo la produzione in contenitori idonei al contatto con gli alimenti secondo la vigente legislazione; tali contenitori devono essere mantenuti puliti e sanificati e, una volta riempiti di ghiaccio, se non adeguatamente isolati, devono essere deposti in congelatore a – 10 °C al fine di evitare liquefazioni e sviluppi microbici. Nel caso di produzione e stoccaggio per più giorni i contenitori devono essere identificati con un numero di lotto o data di produzione e durante l'utilizzo gli operatori devono sempre rispettare le corrette prassi igieniche per la manipolazione degli alimenti utilizzando attrezzi dedicati.

In alternativa, si può acquistare il ghiaccio confezionato già pronto all'uso da aziende certificate come le molte esistenti in Italia, in particolare in Sicilia – regione in cui il Manuale affonda le sue radici -, tra cui si ricorda IceCube, primo produttore in Italia di ghiaccio alimentare confezionato, che ha collaborato alla creazione e diffusione del Manuale. 



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martedì 4 luglio 2017

#ideefertili: al via la campagna Sifes su giovani e fertilità

#IDEEFERTILI: SIFES LANCIA LA NUOVA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PER SENSIBILIZZARE I GIOVANI ALLA PREVENZIONE CONTRO IL RISCHIO STERILITÀ. 

La Società Scientifica mira a raggiungere i più giovani in luoghi di aggregazione e nelle scuole: debutto in spiaggi a Cattolica l'8 e il 9 luglio. 

 
Qualunque sia la tua idea di futuro, scegli di scegliere: un appello alla consapevolezza per esercitare la propria libertà.
Il Presidente Andrea Borini: "Dobbiamo passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità".
 
Roma, luglio 2017_Una campagna di sensibilizzazione su un tema delicato come quello della prevenzione alla sterilità, indirizzata ai più giovani per fornire loro conoscenze utili a non compromettere scelte che potranno desiderare di fare nel futuro (come l'eventuale maternità o paternità). Un'informazione scientifica senza giudizi, moralismi o costrizioni sociali, che diventa alleata dei ragazzi come strumento di consapevolezza, invito ad amarsi e conoscersi, confrontarsi e discutere per vivere pienamente la propria sessualità.
 
Queste le linee che hanno guidato Sifes – Società Italiana di Fertilità e sterilità, nell'ideazione della campagna di comunicazione #ideefertili, al via l'8 luglio a Cattolica assieme all'RDS Play on Tour, l'evento itinerante che vedrà coinvolte sei località balneari da nord a sud Italia (oltre a Cattolica, Lignano Sabbiadoro, Pescara, Peschici, Sciacca e Capo D'Orlando). Una presenza inusuale, quella di una società scientifica all'interno di un evento leggero e disimpegnato, ma necessaria per intercettare un target prezioso, quello dei ragazzi e delle ragazze, la cui attenzione rispetto alle tematiche della sterilità e della fertilità potrebbe rappresentare un mezzo per frenare l'aggravarsi del problema della sterilità e tentare di invertire il trend negativo dei tassi di fertilità nel nostro paese.
 
La campagna nasce a partire dall'indagine "I giovani e la fertilità" condotta dalla stessa Sifes su un campione di quasi 1500 ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 26 anni: una ricerca tesa ad esplorare il livello di conoscenza delle tematiche afferenti alla fertilità così come il coinvolgimento dei più giovani e la loro sensibilità verso la prevenzione. Se da un lato i giovani hanno mostrato familiarità nei confronti dei temi proposti, ciò che emerge è però una certa confusione ed imprecisione, figlia di un'informazione reperita soprattutto dalla rete, in assenza di una serie di altri punti di riferimento e di produzione di sapere– dalla famiglia alla scuola – che si mostrano più deboli.
 
Di qui la necessità di sopperire ad una mancanza oggettiva di luoghi in cui trovare un'informazione puntuale e semplice, ma non semplicistica, senza però subire pressioni o stigmatizzazioni di sorta. Tanto più che si tratta di un tema, quello di una possibile futura genitorialità, che i ragazzi percepiscono come lontano dal loro orizzonte di problemi ed interessi: in un presente in cui è sempre più spostata in avanti – per una somma di motivi noti - la decisione di procreare, l'età rappresenta infatti uno dei fattori di maggior impatto sulla fertilità.  Così come è necessario mettere al corrente i giovani dei rischi legati a comportamenti ed abitudini, come ad esempio la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, che ancor più di abitudini nocive quali fumo, droghe ed abuso di alcol (sulla cui pericolosità i ragazzi appaiono ben informati), possono compromettere la salute riproduttiva. Pur essendoci attenzione, circa 7 ragazzi su 10 (più o meno il 73%) non hanno mai pensato di fare un controllo medico per assicurarsi della propria salute riproduttiva.
 
 
Informare, dunque, e informarsi, per essere liberi: di qui il claim 'Scegli di scegliere' che accompagna la campagna: un messaggio che si adatterà per strumenti, tone of voice e contenuti al quotidiano dei più giovani, incuriosendoli, spingendoli ad approfondire e condividere.
 
"Come Società Scientifica – spiega il Presidente Borini - sentiamo il dovere di impegnarci nella divulgazione di contenuti corretti, attraverso un'informazione senza pregiudizi né costrizioni sociali, per consentire a tutti di esercitare la propria libertà di scelta nel futuro. Dobbiamo passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità. Affrontare queste tematiche fa parte del processo di conoscenza e rispetto di se stessi, per vivere pienamente la propria sessualità".
 
#ideefertili si pone l'obiettivo di coinvolgere maschi e femmine in ugual misura: se infatti sono le ragazze a mostrare una maggiore attenzione e a sottoporsi ad accertamenti, il genere maschile si dimostra disattento al concetto di procreazione. Un dato che deve portare a importanti riflessioni, soprattutto in considerazione del fatto che è la percentuale di infertilità maschile ad essere costantemente crescente negli ultimi anni.
 
#ideefertili sarà in primo luogo una piattaforma digital di divulgazione, che consenta di fruire di contenuti informativi e scientifici proposti con un linguaggio semplice (infografiche, testi brevi, video); protagonisti della campagna sono Giulia e Luca, due 'cartoon' che guideranno i ragazzi anche nel corso dei prossimi mesi alla scoperta di informazioni utili, anche e soprattutto in forma di corti animati. La piattaforma permetterà di interagire con una rete di professionisti in grado di rispondere ai dubbi e alle domande dei ragazzi e fornirà anche agli 'intermediari' (famiglie e docenti in primo luogo) spunti, materiali e linguaggi per affrontare in modo semplice ma efficace le tematiche legate alla fertilità. Fondamentale sarà l'utilizzo dei social network.
 
 
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S.I.F.E.S. e MR - Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione è la prima Società Scientifica che si occupa di fertilità, costituita nel 1965 con la specifica finalità di organizzare e promuovere le conoscenze nel campo della fertilità e del suo controllo sia in ambito medico sia in ambito sociale, in particolar modo per le classi più deboli della popolazione. Come Società Scientifica si pone l'obiettivo di stimolare la ricerca in tema di riproduzione umana; contribuire alla standardizzazione nazionale ed internazionale della terminologia inerente i problemi della riproduzione e delle procedure diagnostiche e terapeutiche; favorire - attraverso congressi, eventi e campagne informative - lo scambio di conoscenze, ricerche e di esperienze tra i soci, contribuendo alla corretta divulgazione delle stesse verso i cittadini.



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lunedì 3 luglio 2017

#HEALTHCITY, PELLA (ANCI): “PARTE SCAMBIO BUONE PRATICHE CON CITTA’ EUROPEE SU SALUTE, AMBIENTE, BENESSERE E FELICITÀ DEI CITTADINI”

Il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra: "Al centro della nostra agenda, la salute nelle città".
Pella riceve premio per impegno Anci a favorire recepimento manifesto per la salute nelle città

"Avvieremo un lavoro sinergico con i Comuni e le città europee più importanti che hanno fatto esperienze nel settore dell'urban health, prendendo il meglio di ogni realtà in tema di rispetto e tutela dell'ambiente e di qualità della vita delle persone". Lo annunciano il vicepresidente vicario ed il segretario generale dell'Anci, Roberto Pella e Veronica Nicotra, che questa mattina hanno presieduto la riunione del gruppo di lavoro Anci 'Urban Health'. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Copenhagen Ninna Thomsen, il coordinatore del City health think tank Andrea Lenzi, la dirigente del servizio sanità dell'Istat Roberta Crialesi, il direttore del Centro nazionale prevenzione delle malattie e promozione della salute Angela Spinelli, il capo unità sport della Dg Eac della commissione europea Yves Le Lostecque.
Lo stesso Pella ha ricevuto dall'Healthy city Institute un premio per l'impegno dell'Anci nell'aver favorito il recepimento a livello europeo del manifesto per la salute delle città.
"Ambiente, benessere e felicità dei cittadini – aggiunge Nicotra – sono alcuni degli elementi della cosiddetta "healthy city", vale a dire una città conscia dell'importanza della salute come bene collettivo e che, in tal senso, mette in atto delle politiche per migliorarla. Questa è una delle priorità della nostra Associazione, che oggi parte dall'esplorazione dell'esperienza di Copenhagen, la città più sostenibile d'Europa".
"Il gruppo di lavoro riunito questa mattina e formato da sindaci e assessori di Città metropolitane, città capoluogo e piccoli Comuni – spiega Pella - pone la salute nelle città al centro della propria agenda. La salute è importante non solo nel contesto sanitario – aggiunge - ma anche in tema di progettazione urbana, mobilità sostenibile e sport. Quella che a nostro parere deve essere la nuova governance del territorio ruota intorno a figure specifiche come i 'city manager', che si occupano di queste tematiche a trecentosessanta gradi, in previsione di un futuro nel quale la maggior parte delle persone abiterà in centri urbani (il 70% nel 2050) con tutti i problemi che ne deriveranno".
Proprio per questo, Anci insieme a City health, ha deciso di costituire una master class con un corpo docente formato da Anci, Istat, Censis e La Sapienza, dedicata alla formazione di professionisti dell'amministrazione comunale e pubblica, proprio sul tema della salute nella comunità intesa come bene comune.

Roma, 3 Luglio 2017


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sabato 1 luglio 2017

Gravidanza, le analisi preimpianto del globulo polare aiutano a non trasmettere malattie genetiche. ProCrea presenta due studi al congresso Eshre

Tra i principali centri al mondo per le analisi genetiche preimpianto, la clinica di Lugano è presente al 33esimo appuntamento della European Society of Human Reproduction and Embryology in programma a Ginevra dal 2 al 5 luglio

Le analisi genetiche preimpianto sono un valido strumento per i casi di maternità in età avanzata e per prevenire le malattie genetiche trasmissibili per via materna.

Il centro per la fertilità ProCrea di Lugano presenta al 33esimo congresso Eshre - European Society of Human Reproduction and Embryology - in programma a Ginevra dal 2 al 5 luglio, due lavori che si sono focalizzati sul globulo polare. Del resto, ProCrea è tra i centri con la maggiore esperienza a livello mondiale sulle analisi dei globuli polari.

«Parliamo di analisi che hanno come vantaggio quello di non andare a toccare in alcun modo l'embrione. Anzi, il globulo polare, essendo un cosiddetto "prodotto di scarto", non ha nessuna funzione e non sarà parte dell'embrione», spiega Giuditta Filippini, direttore di ProcreaLab il laboratorio di genetica molecolare del centro ProCrea. «La diagnosi genetica preimpianto (PGD) permette di prevenire la trasmissione di una malattia genetica di origine materna al figlio in quanto verifica se la mutazione familiare materna è presente oppure no nell'ovocita che genererà l'embrione; lo screening sui globuli polari (PGS) consente invece di individuare l'ovocita senza alterazioni cromosomiche, quello che ha una maggiore possibilità di portare ad una gravidanza».

Filippini presenta al congresso Eshre uno studio condotto sulla gravidanza nelle donne in età avanzata, «quando per età avanzata intendiamo dai 36-38 anni in avanti», precisa. È ormai assodato nel mondo scientifico che l'età sia il maggior ostacolo alla gravidanza. «L'orologio biologico femminile incide in modo determinante sulla capacità riproduttiva perché uno dei fattori che impedisce la gravidanza è la composizione cromosomica "non normale" degli ovociti prodotti. Numerosi studi dimostrano che nelle donne di età superiore ai 36 anni gli embrioni aneuploidi - ovvero con un numero di cromosomi anormale - vanno dal 63% fino a oltre l'80%, invalidando la possibilità di rimanere incinta». Attraverso una tecnica molto sensibile detta Array-CGH, lo screening preimpianto analizza tutti i cromosomi sia per quanto riguarda il loro numero, sia per eventuali anomalie più sottili all'interno di essi. «Facendo così  è possibile individuare l'ovocita con i parametri normali, quello che ha una maggiore probabilità di dare origine ad una gravidanza», aggiunge la direttrice di ProcreaLab. «I risultati che abbiamo ottenuto nello studio sono significativi, con tassi di gravidanza decisamente elevati rispetto al gruppo di controllo».

L'analisi del globulo polare è utile anche nella prevenzione delle malattie genetiche di origine materna. Al congresso Eshre, Marina Bellavia, specialista in medicina della riproduzione del centro ProCrea presenta due casi relativi alla Sindrome dell'X Fragile e alla malattia di Gaucher. La prima è  responsabile del ritardo mentale ereditario, la seconda del funzionamento alterato di milza, fegato e midollo osseo che, nelle forme più gravi, può arrivare a manifestazioni neurologiche. «I casi analizzati riguardano due donne, rispettivamente di 35 e 37 anni, con elevate probabilità di trasmettere ai loro figli queste malattie genetiche», spiega Bellavia. «Con la PGD siamo riusciti a individuare gli embrioni senza la mutazione. E dall'impianto di questi, sono nati due splendidi bambini».

ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8.



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FRANCHISING: AUMENTANO LE DONNE IMPRENDITRICI E HANNO PIU' SUCCESSO DEGLI UOMINI

IL SUCCESSO DELLE DONNE NEL FRANCHISING

Le statistiche del 2016 confermano il trend di crescita: oggi rappresentano il 35% degli imprenditori franchisee – Le donne chiudono positivamente un contratto in affiliazione il 15% in più degli uomini
 

 
L'imprenditoria femminile cresce in Italia, anche nel franchising, il settore del commercio e dei servizi in affiliazione che ha un giro d'affari di 23 miliardi annui. Tra i 51.000 franchisee titolari di un negozio o un centro servizi in franchising, le donne risultano essere 17.800 a fine 2016, pari al 35% del totale (con un aumento del 2% rispetto al 2015). Una crescita analoga si registra nel popolo del franchising, cioè tra quel mezzo milione di italiani che ogni anno si avvicina con interesse alla formula del franchising: qui le donne sono 160.000, pari al 32% del totale (con un aumento dell'1,8% rispetto al 2015). Ed infine una conferma viene dalla fiera di settore, il Salone Franchising Milano, che ha registrato tra i suoi visitatori il 31% di donne (con un aumento del 4% rispetto al 2015).

Risulta anche che le donne chiudono positivamente un contratto di affiliazione il 15% in più degli uomini, confermando intuito imprenditoriale e spiccate capacità manageriali: pur essendo maggiore il numero degli uomini che si avvicinano al mondo del franchising è maggiore il numero delle donne che chiudono effettivamente un contratto e divengono franchisee.

"Esattamente come gli uomini, ormai le donne sembrano preferire forme di autoimprenditoria – spiega Antonio Fossati, Presidente del Salone Franchising MilanoNel franchising crescono anno dopo anno e sono arrivate ad una quota del 35% sul totale degli imprenditori franchisee. Hanno successo nel commercio in affiliazione anche perché sembrano essere migliori degli uomini nell'organizzare il negozio e la gestione delle risorse e nell'ascoltare la clientela e le loro necessità. Appaiono inoltre più fortemente motivate in quanto intraprendono la nuova avventura come una vera scelta di vita, tanto che le catene franchisor apprezzano sempre più le loro candidature".

I settori merceologici preferiti dalle donne sono, nell'ordine: Food (31%), Fashion (27%), Servizi alla persona (18%), Commercio specializzato (11,5%), Articoli per la casa (6%). Come primo investimento per aprire un punto di vendita, le donne prediligono per il 49% la fascia fino a 25mila euro; per il 26,5% la fascia fino a 50mila euro, per il 13,5% la fascia fino a 100mila euro. Le donne che si avvicinano al franchising appartengono per lo più alla fascia d'età tra i 30 ed i 40 anni ed hanno quasi tutte una precedente esperienza lavorativa: impiegate (24%), commercianti (17%), libere professioniste (16%), imprenditrici (15%) (Dati elaborati dal Centro Studi Rds Expo-Salone Franchising Milano).

Anche in considerazione del trend di crescita delle donne imprenditrici nel franchising, un noto settimanale femminile leader di settore è entrato come partner primario nell'organizzazione del Talent Show, una delle novità dell'edizione 2017 del Salone Franchising Milano (in Fieramilanocity dal 12 al 14 ottobre): verrà premiato il progetto di un negozio innovativo o di un concept rivoluzionario.

E il Salone proporrà servizi pensati soprattutto per le donne che si avvicinano al franchising. F-foryou, un servizio di consulenza gratuito nei giorni della fiera, incluso il Desk Counseling che assisterà le donne che tendono a valutare il proprio ingresso nel franchising come una impegnativa scelta di vita, non come un mero cambiamento di lavoro. E la Franchising School, corsi gratuiti su come mettersi in proprio e costruire la propria evoluzione professionale, evitando errori e truffe.


Salone Franchising Milano (SFM) ha compiuto 31 anni: dal 1985 è un incubatore e rampa di lancio per piccole catene in crescita, ma anche passerella per brand già noti che con il Salone hanno rafforzato la propria reputazione e visibilità. 2.500 aziende e 600.000 i visitatori sono passate da SFM in questi anni. SFM 2017, arrivato alla sua 32° edizione, cresce e raddoppia, grazie alla società Rds Expo, frutto della partnership tra RDS & Company, storico organizzatore di SFM, Fandango Club Spa, società specializzata in event management, marketing e comunicazione, e Fiera Milano. Salone Franchising Milano punta così a rafforzarsi, aumentando la sua forza di comunicazione e inserendo elementi di spettacolarizzazione, che faranno del Salone il  punto di riferimento per i grandi brand di franchising e retail e per i brand con potenzialità di crescita. 
 


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