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lunedì 4 febbraio 2013

Sicurezza alimentare: biossido di titanio colorante presente in alcuni prodotti sia alimentari che cosmetici

Sicurezza alimentare: biossido di titanio colorante presente in alcuni prodotti sia alimentari che cosmetici. Le prove sui rischi per la salute sono contrastanti. Uno studio dice che a rischio sono i bambini, ma le industrie alimentari potrebbero sostituirlo con additivi naturali

 

Lo avremo letto di sfuggita sulla confezione di qualche prodotto alimentare come un'innocua sigla, la E171, un additivo, colorante per meglio dire, che in realtà ha un nome chimico che ricorda un metallo. Si tratta del biossido di titanio (TiO2).

Il Biossido di titanio, in inglese "Titanium Dioxide", è un minerale naturale utilizzato principalmente come pigmento bianco. È rinvenibile sotto forma di polvere bianca amorfa. Tale  polvere possiede un elevato indice di rifrazione ed è in grado di assorbire, riflettere e disperdere la luce solare. Per questo motivo, è uno filtri fisici più utilizzati nei prodotti solari anche perché è in grado di consentire protezione sia nei confronti dei raggi UVA (anche se è meno efficace tra 350 e 400 nm) che UVB.

Non solo per i cosmetici (come detto i filtri solari), ma il biossido di titanio è usato principalmente nell'industria delle vernici; ma lo si può rinvenire in molteplici altri prodotti che sono a contatto diretto con l'uomo e tra questi quelli per l'igiene personale (dentifrici), e per l'appunto, anche in molti alimenti.

Da tempo, non pochi anche nell'ambiente scientifico hanno sollevato dubbi sulla sicurezza del biossido di titanio in forma di nanoparticelle, soprattutto per il rischio che tali infinitesime parti di minerale possano penetrare nell'organismo attraverso la pelle provocando danni cosiddetti "da accumulo". Ad oggi, studi di approfondimento di questi aspetti sono in corso e in attesa di verifiche.

Ora rimarremmo ancora nel dubbio, visto che viene utilizzato da anni nell'industria alimentare senza che ne venissero acclarate conseguenze pregiudizievoli per la salute, ma una recente indagine pubblicata sulla rivista ACS, pubblicazione scientifica che si occupa del mondo delle nanotecnologie, ha rivelato che i bambini sarebbero più esposti alle nanoparticelle di biossido di titanio presenti in molti tipi di caramelle, solitamente consumate molto più dai più piccoli che non da adulti.

L'indagine scientifica di cui parlavamo costituisce il primo studio serio sulla presenza dei nanomateriali di biossido di titanio - causa di preoccupazione per ciò che concerne il loro potenziale impatto sulla salute e sull'ambiente in particolare dei suoi composti usati in forma nanometrica (nano TiO2) – relativamente ad una vasta gamma di beni di consumo.

L'equipe che ha svolto lo studio, partendo per l'appunto dal presupposto della presenza del biossido di titanio in moltissimi prodotti di consumo - molti dei quali oggetto dell'analisi in questione - ha precisato che l'organismo elimina le nanoparticelle attraverso le feci e l'urina e che queste confluendo quindi agli impianti di trattamento delle acque reflue arrivano nei laghi, nei fiumi e quindi nel mare.

Gli studiosi hanno sottolineato come l'utilizzo alimentare di quest'additiv




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Redazione del CorrieredelWeb.it


domenica 3 febbraio 2013

La "lista nera" dei farmaci presentata sulla rivista medica francese "Prescrire"

Giovedì scorso l'autorevole rivista medica francese "Prescrire"ha presentato la sua lista di "farmaci più pericolosi che utili", per i quali chiede il ritiro dal mercato a causa di rischi per la salute "sproporzionati" se confrontati con i benefici.

L'interessante articolo, rivela Giovanni D'Agata, fondatore dello  "Sportello dei Diritti", parte dalla considerazione che ogni anno, molti nuovi farmaci sono consentiti, nonostante la mancanza di prove di progressi in relazione alle patologie di riferimento. Nella pratica e non rare volte risultano essere meno efficaci o più dannosi. Ma in generale, campagne pubblicitarie massicce riescono a favorire anche oggi un'immagine positiva agli occhi degli operatori sanitari e dei pazienti.

Per altri farmaci, anche quelli più vecchi, le aspettative iniziali di efficacia sono deluse dai progressi nella loro valutazione. Oppure i loro effetti collaterali sono più importanti di quanto si pensasse.

Infine, per tutti questi motivi, molti farmaci tuttora utilizzati, sono più pericolosi che utili, rispetto ad altri medicinali in commercio.

Sulla base di analisi pubblicate su Prescrire 2010-2012 (sui nuovi farmaci, ma anche i vecchi) Prescrire raccoglie nel suo numero di febbraio una serie di diverse decine farmaci "più pericolosi che utili".

La rivista anche sul suo sito on line invita i pazienti e gli operatori sanitari a rivedere gli attuali trattamenti per rimuovere dal mercato questi farmaci, e preferire altri tipi di trattamenti.

In tutti i casi indicati, la rivista individua una migliore opzione di cura disponibile.

Questo articolo ha lo scopo di aiutare a reperire le migliori cure per i pazienti, tenendo conto dei risultati di valutazioni cliniche dei farmaci rigorose e indipendenti. Essa mira inoltre a sfidare le autorità per dare priorità alle iniziative al servizio della salute pubblica. E incoraggiarle a prendere provvedimenti in grado di proteggere realmente i pazienti.

Nella lista nera compaiono diverse decine di farmaci e tra questi i seguenti:

Primalan, Protopic, Motilium, Mopral, Zyban, Ketum

L'elenco completo è disponibile nel foglio allegato in lingua originale.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

sabato 2 febbraio 2013

Scoperto il gene dell'eterna giovinezza. Un passo avanti per future terapie volte a contrastare le malattia degenerative

Scoperto il gene dell'eterna giovinezza. Un passo avanti per future terapie volte a contrastare le malattia degenerative

 

Secondo quanto descritto in un articolo sulla rivista Cell Reports, i ricercatori dell'Università di Berkeley e Stanford in California tramite un gene applicato alle staminali del sangue di un topo "anziano", hanno ridato loro la capacità di rigenerare i tessuti, propria degli individui giovani e che va persa con il progredire dell'età.

E' il primo studio a dimostrare la possibilità di invertire il processo di invecchiamento, "un passo avanti nella ricerca "della fonte molecolare dell'eterna giovinezza".

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", la scoperta rappresenta un passo avanti per future terapie volte a contrastare le malattia degenerative.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Pericolosi per la salute molti inchiostri e colori per tatuaggi e trucchi

Da tempo lo  "Sportello dei Diritti" ha messo in guardia i cittadini sui pericoli connessi alla pratica,   diffusissima tra giovani e meno giovani dei tatuaggi.Ulteriori conferme arrivano da un

recentissimo studio svizzero, che ha stabilito come molti inchiostri per tatuaggi e colori per il trucco permanente comunemente utilizzati, anche tra quelli di ultima generazione, sono pericolosi per la salute. Sono due le diverse équipe mediche che hanno effettuato analisi di laboratorio su 60 campioni tra inchiostri per tattoo e colori per trucchi indelebili, appena l'anno passato, e che hanno sollevato dubbi per i due terzi di essi, arrivando a proibirne oltre la metà. In particolare, su 26 inchiostri, analizzati ben 22 hanno fatto sollevare obiezioni ossia ben l'85 %. A seguito di questi test l'81 % di questi inchiostri sono stati vietati.Dev'essere precisato, per non destare alcun inutile allarme che le percentuali così elevate sono state determinate dalla circostanza che i test hanno riguardato i prodotti che avevano già una dubbia reputazione o che non erano ancora stati sottoposti ad analisi. Per ciò che riguarda i diversi 34 colori per il trucco permanente per cui sono state effettuate analisi, la metà sono stati giudicati problematici e un terzo è stato vietato. In questo caso, si tratta soprattutto di prodotti per le labbra e le sopracciglia. Le indagini scientifiche effettuate unicamente per i prodotti di nuova generazione o per quelli già da tempo in commercio ma non sottoposti a test in precedenza, secondo un laboratorio di Basilea hanno dimostrato addirittura che i produttori dei coloranti in questione non si preoccupano per nulla del rispetto delle esigenze legali.

Due inchiostri esaminati, infatti, contenevano idrocarburi aromatici policiclici (noti anche con gli acronimi IPA o HAP), che sono cancerogeni. Proibiti in Svizzera, si trovano principalmente nell'inchiostro nero. Il caso limite é quello di un inchiostro giapponese che ne conteneva 100 volte di più del limite autorizzato in Europa. Ancora una volta, spiega Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", ci troviamo di fronte a prove pressoché inconfutabili che troppo spesso le mode ci fanno dimenticare la necessità di stare attenti alla nostra salute prima di tutto. La pratica dei tatuaggi é una scelta individuale che comporta rischi soventemente sottovalutati. È chiaro che chi è determinato a farlo deve prestare la massima attenzione in primo luogo al centro dove dovrà essere effettuato, verificando la sussistenza di tutte le autorizzazioni, con particolare riferimento a quelle sanitarie, e che utilizzi prodotti clinicamente testati e strumentazioni assolutamente sterili.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


giovedì 31 gennaio 2013

Sicurezza alimentare: Bruxelles faccia più controlli nell'industria alimentare dell'est

Sicurezza alimentare: Bruxelles faccia più controlli nell'industria alimentare dell'est. I casi della Polonia sollevati in Slovacchia

 

Il mercato unico e senza frontiere nel quale circolano liberamente cittadini, prodotti e servizi é una bella conquista della civiltà europea, ma presenta anche delle criticità che le autorità e le

istituzioni europee che vigilano sulla sicurezza dei beni in particolare farmaci e alimentari e che quindi riguardano maggiormente la salute dei cittadini dovrebbero tentare di limitare al massimo per salvaguardare la sicurezza alimentare troppo spesso messa a dura prova da fatti che sovente diventano di cronaca.Questa volta, l'attenzione di Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" é puntata su beni alimentari polacchi messi all'indice dalla stampa della confinante Slovacchia. Non si tratta però di mero campanilismo, ma di fatti realmente accaduti tipo quello degli hamburger inglesi, prodotti per l'appunto in Polonia, che si è scoperto contenere fino al 20%

di carne equina all'insaputa degli ignari consumatori. Altri eventi che sono stati segnalati dalle autorità sanitarie e alimentari slovacche sono ancora più preoccupanti perché non sono classiche frodi alimentari come quella segnalata, ma riguardano concreto rischi per la salute se questi prodotti dovessero raggiungere mercati più ampi. Tra i fatti più eclatanti lo scandalo sollevato l'anno scorso di alcuni alimentari polacchi che contenevano sale industriale di solito cosparso sulle strade in inverno. In ultimo, la scorsa settimana sono state avviate indagini da parte delle autorità di sanità pubblica regionale sempre della Slovacchia nelle pasticcerie, alla ricerca di dolciumi importati dalla Polonia. In particolare, le ricerche sono state indirizzate su prodotti dolciari fabbricati dalla ditta Magnolia, che avrebbe utilizzato latte in polvere contenente addirittura veleno per topi.L'inchiesta non ha prodotto granché, però se si pensa che lo stesso rapporto dell'ufficio nazionale, ha rilevato che su oltre 1.780 snack bar, caffè e pasticcerie controllati, soltanto un caso ha mostrato di essere potenzialmente pericoloso. Si tratta di cuori di cialda Stilla Dolce trovati a Ziar nad Hronom (regione di Banska Bystrica). Nella circostanza anche se il prodotto non conteneva latte in polvere, è stato ovunque ritirato dal commercio.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

Stefanel è passione per la Maglieria

Stefanel è un marchio italiano con più di 50 anni di storia e il suo DNA è la maglieria che da sempre, è considerata sinonimo di creatività, artigianato, qualità italiana. Sappiamo coniugare innovazione tecnologica con l'amore per la tradizione e per il design. L'azienda nasce nel 1959 con Carlo Stefanel che fonda il Maglificio Piave. Negli anni '70, il figlio Giuseppe, da poco entrato in azienda, decide di usare il nome di famiglia come marchio e nel 1980, vede la luce il primo negozio ad insegna Stefanel. E' il punto di partenza di un grande successo che porterà Stefanel ad essere uno dei primi marchi Italiani con un profilo internazionale. La maglieria è da sempre il cuore delle collezioni Stefanel che, nel tempo ha saputo trasformare un prodotto considerato "basico" in uno stile moderno, sensuale e confortevole. La maglieria è estremamente duttile e si trasforna sul corpo di chi la indossa. Sa essere rigorosa e sexy, si presta ad innumerevoli lavorazioni e funzioni e attraverso la competenza e la passione dei nostri tecnici e designers, è diventata un total look per tutte le occasioni anche quelle più eleganti. Stefanel predilige i filati naturali come la lana, il cotone, la seta o il lino, ma non rinuncia alla sperimentazione tecnologica e ai trend della moda proponendo collezioni complete, con una innovazione costante. L'amore per la moda ci guida costantemente, e i nostri capi ne sono la dimostrazione più tangibile: massimo confort, lusso quotidiano al giusto prezzo, capi chic, moderni e destinati a durare. Stefanel, da oltre 50 anni, trasforma il filo in moda sapendosi costantemente reinterpretare e rinnovare. Il rispetto per il consumatore ci guida nello sviluppo delle nostre collezioni che sono sempre innovative e mai banali

mercoledì 30 gennaio 2013

Pillole contraccettive: la Francia vieta la vendita della pillola Diane 35

L'Agenzia nazionale di sicurezza del farmaco (ANSM) ha annunciato oggi il divieto di vendita in Francia della pillola anticoncezionale e anti-acne Diane 35 perché accresce i rischi di trombosi e di embolia polmonare. In Italia sono circa 250'000 le donne che assumono il prodotto, fabbricato dalla Bayer.

La sospensione prenderà effetto fra tre mesi e riguarderà anche i farmaci generici corrispondenti.

Stando a quanto precisato dal direttore dell'agenzia, Dominique Maraninchi, il prodotto è stato autorizzato per il trattamento dell'acne, ma i medici la prescrivono come contraccettivo perchè arresta l'ovulazione. Negli ultimi 25 anni, quattro donne sono morte per trombosi causate dalla Diane-35, secondo l'agenzia.

In attesa della sospensione, le donne che prendono questa pillola non dovranno interrompere il trattamento, ha spiegato l'ANSM, ma dovranno consultare il loro medico. Alla luce di tale notizia, Giovanni D'Agata, fondatore dello  "Sportello dei Diritti", chiede all'Agenzia Italiana per il farmaco (AIFA) di fare altrettanto anche perché in Italia la pillola in questione é disponibile previa prescrizione sotto i marchi di Diane 35, Minerva e nella versione non di marca sotto il nome di Ciproterone acetato / Etinilestradiolo ed invita tutte le donne che la prendono a ricorrere sempre alla supervisione di un medico in caso di utilizzo.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


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