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mercoledì 26 febbraio 2014

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Le attrici più sexy sono 20enni

Secondo un sondaggio di Aristofonte.com, le donne più sexy
del mondo dello spettacolo sono Emily Bett Rickards (22 anni),
Willa Holland (22 anni), Jennifer Lawrence (23 anni),
Lily Collins (24 anni) e Hayden Panettiere (24 anni)


Quali sono le celebrity preferite dagli italiani? Secondo un recente sondaggio di Aristofonte.com, il portale dedicato alle ragazze in cerca di uomini più grandi e agli uomini maturi desiderosi di trovare una ragazza ventenne, le donne più sexy dello star system sono le ventiduenni Emily Bett Rickards e Willa Holland, entrambe nel cast della serie TV "Arrow", che hanno conquistato il podio con rispettivamente il 26% e il 23% delle preferenze, insieme alla ventitreenne Jennifer Lawrence, protagonista della saga di "Hunger Games", che si posiziona al terzo posto con il 22%.

Aristofonte.com ha intervistato un campione di 1.000 uomini chiedendo loro di scegliere le donne più sexy del mondo del cinema ed ecco così svelati i nomi delle attrici con cui gli italiani avrebbero volentieri una relazione. Tra le altre preferenze espresse dai maschi italiani figurano poi quelle per le ventiquattrenni Lily Collins (10%), protagonista di "Biancaneve" nel film di Tarsem Singh, e Hayden Panettiere,  star della serie TV "Heroes".

«Gli uomini preferiscono una donna più giovane perché -dicono- ci si capisce di più, ci si può confidare e si può costruire una relazione duratura» spiegano i responsabili di Aristofonte.com. E anche le ventenni si sentono attratte dall'uomo maturo.

«Non c'entra il complesso di Elettra, non si cerca un padre, ma qualcuno che ti dia sicurezza. Un uomo più grande è più resistente all'abbandono, non subisce l'innamoramento ma ti sceglie» spiega una delle iscritte al portale Aristofonte.com.

Ma incontrarsi non è così facile nella vita reale, perché spesso si frequentano ambienti diversi. Proprio per questo è nato il portale Aristofonte.com: sul sito è sufficiente registrarsi compilando un semplice form e creare una breve presentazione di se stessi per iniziare.

martedì 25 febbraio 2014

Mamme Caffé in Feltrinelli: "LEGGERE CHE EMOZIONE" con Giorgia Golfetto

  • Mamme Caffé é un ciclo di appuntamenti gratuiti in libreria per neo genitori e bambini ma anche nonni e baby sitter per parlare con gli esperti di pedagogia e buone pratiche familiari.
    Venerdì 28 alla Libreria Feltrinelli di via S. Francesco a Padova ORE 10,30 si parla di Leggere che emozione " con Giorgia Golfetto, dottore di ricerca in Scienze pedagogiche e Membro del coordinamento regionale “Nati per Leggere in Veneto”. Un incontro sul piacere della lettura fin dalla nascita del bambino

    www.leggereperleggere.it/golfetto

    I PROSSIMI APPUNTAMENTI di MARZO     

    RITORNA CINEMAMME AL CINEMA PORTO ASTRA



    OGNI VENERDì ORE 10, BIGLIETTO D’INGRESSO EURO 5,5

  • 7/3   Una donna per amica di Giovanni Veronesi con Fabio De Luigi,Laetitia Casta,Valentina Lodovini,Adriano Giannini
    14/3 Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek con Kasia Smuntiak,Filippo Scicchitano,Carolina Crescentini
    21/3 Supercondriaco di Dany Boon con Dany Boon, Kad Merad,Judit El Zein
    28/3 in via di definizione

    Con il Patrocinio del Comune di Padova – Assessorato alla Cultura e Ufficio Città Sane, Azienda Ospedaliera, Agis Triveneto e Nati per Leggere. Con l’essenziale e prezioso contributo di SocialDent. E l’ indispensabile collaborazione di Tote Adv, Il Mulino a Vento, Cinema Porto Astra, Remedia Internet Emotion Provider,  Feltrinelli

    Trovate gli aggiornamenti sul sito www.cinemamme.net e su FB

     

    Da CITTA’ DELLE MAMME – Padova.

     

    Cinemamme, MammeCaffé e Carrozine Carraresi  sono iniziative dedicate ai neogenitori e ai futuri genitori, pensate come un momento di svago,  informazione, e sostegno. Cinema, incontri in libreria, visite guidate,  insieme ai propri bimbi in età da allattamento, o al pancione,  per ritrovare il piacere di uscire e confrontarsi  con gli altri genitori e con gli esperti.  A disposizione, in ogni sede, fasciatoio,  parking carrozzine, angolo slow food per allattamento.

    SANITÀ, PROGETTO "LA SCUOLA NELLA RETE CIVICA DELLA SALUTE"



     

    Giovedì 27 febbraio, ore 16.00, Istituto Comprensivo “Parini” - Catania

     

    “LA SCUOLA NELLA RETE CIVICA DELLA SALUTE”

    IL CONTRIBUTO DEGLI STUDENTI SICILIANI AL SISTEMA DELLA SANITÀ

     

    Presentazione del progetto sperimentale che prevede laboratori didattici e creativi

     

    CATANIA – Dalla sinergia tra il Comitato Consultivo del “Policlinico-Vittorio Emanuele” di Catania e l’Ambito Territoriale provinciale dell’Ufficio scolastico per la Sicilia (Usr), è nato il progetto sperimentale “La Scuola nella Rete Civica della Salute”, che verrà presentato giovedì 27 febbraio, alle 16.00, nella sede dell’Istituto Comprensivo “Parini” di Catania (via Quasimodo 3).

    Dirigenti scolastici, docenti e studenti, referenti dell’Educazione alla Salute a livello provinciale, nonché cittadini interessanti, sono chiamati a conoscere gli obiettivi e il funzionamento della Rete Civica della Salute in Sicilia, che il ministero della Salute e l’assessorato regionale al ramo, con l'assistenza tecnica di Formez PA, intendono promuovere per migliorare la comunicazione istituzionale sanitaria nell’isola attraverso il coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità.

    All’incontro interverranno Raffaele Zanoli, già vice direttore dell’Usr Sicilia e dirigente dell’Ambito Territoriale di Catania; il Commissario straordinario dell’Asp etnea Gaetano Sirna; il presidente della Conferenza dei Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie siciliane Pieremilio Vasta; la delegata del Comitato Consultivo “Policlinico-Vittorio Emanuele” Maria Genchi. Seguirà un dibattito moderato dalla dirigente scolastica dell’Istituto “Fermi-Guttuso” di Giarre Tiziana D’Anna.

    Il corretto utilizzo dei servizi sanitari da parte dell’utenza, l’apporto delle idee provenienti dal mondo giovanile e scolastico, il contributo della collettività a un sistema socio-sanitario integrato, sono alcune delle principali tematiche che verranno trattate nel corso dell’iniziativa. Si tratta della base teorica da cui prende vita il Progetto, che si svilupperà in un percorso di laboratori, consultazioni e attività didattiche rivolti agli studenti, e attraverso un concorso per la realizzazione di uno spot pubblicitario sulla Rete Civica della Salute che sarà diffuso a livello regionale.

    L’iniziativa è anche l’occasione per far conoscere alle giovani generazioni l’impegno dei Comitati Consultivi che fanno capo a ogni Azienda Sanitaria della Regione Siciliana, e che sono composti da organizzazioni di volontariato e di tutela degli utenti, e da rappresentanti del Servizio Sanitario Regionale.

    «I giovani avranno così esperienza diretta della cultura della partecipazione civica, diventando catalizzatori dello sviluppo di comunità – afferma il presidente Vasta – i Comitati Consultivi, a fronte dei gravi disagi sociali ed economici che oggi minacciano il diritto alla tutela della salute, favoriscono scelte di priorità da perseguire in base al bisogni più diffusi e significativi dei cittadini, contattando l’utenza e richiamando maggiore attenzione sui fattori di umanizzazione, all'interno dei processi organizzativi del servizio sanitario».


    3 italiani su 4 scelgono il dentista in base al costo. E' vero risparmio?


    In Italia 10.000 falsi dentisti e 3 italiani su 4 scelgono solo sulla base delle tariffe più basse possibile. E' vero risparmio?
    Odontoiatria di qualità. 5 buoni consigli per difendersi nella giungla dei dentisti low cost e low competence.

    Dr. Marco Turco (centri dentistici Samadent): "Una visita odontoiatrica deve rispettare determinati standard, verificabili anche da chi non è del mestiere"


    Sul web è facile imbattersi in coupon e offerte di ogni genere, anche per visite mediche, che possono essere prenotate a prezzi scontati fino all'80%. Talvolta capita che, per offrire prestazioni a prezzi inferiori, lo studio decida di lavorare su alti volumi di prestazioni e ridurre il tempo dedicato ai pazienti, altre volte, invece, ad offrire questi servizi è un personale non specializzato.

    In particolare, molti sono i finti dentisti che nel corso degli anni sono stati smascherati dai numerosi programmi televisivi di inchiesta, addirittura in Italia ce ne sono circa 10.000 secondo recenti studi Albo Odontoiatri Fnomceo. Eppure 3 italiani su 4, pur coscienti dei rischi, scelgono il proprio dentista solo sulla base delle tariffe.

    Come fare, quindi, per evitare di finire in mani inesperte e incompetenti?

    "Riconoscere una visita odontoiatrica fatta da un professionista è facile anche per chi non è del mestiere. - Spiega il dottor Marco Turco,  responsabile dei programmi di cura dei centri Samadent. - Ecco 5 buoni consigli da tenere a mente per poter scegliere consapevolmente e non incorrere in forti rischi per la propria salute e per il proprio portafoglio".

    1) Almeno un'ora. Un primo semplice criterio di valutazione è la durata, che per le visite ad adulti non deve essere inferiore ad un'ora. Per avere tutte le informazioni necessarie, infatti, lo specialista deve fare 3 cose:
    - un'anamnesi accurata del paziente e delle sue allergie,
    - fare o richiedere un'ortopanoramica per analizzare i tessuti duri
    - effettuare un'attenta osservazione con occhialini ingranditori della bocca per guardare i denti, le gengive e le mucose e così rendersi conto se ci sono anche piccole carie, infezioni alle gengive (parodontiti) e lesioni precancerose Per i bambini invece non bisogna avere mai fretta e dedicare loro tutto il tempo di cui hanno bisogno.

    2) Fammi vedere. Usare una telecamera intraorale durante la visita mostra anche al paziente su un monitor tutto quello che vede lo specialista per illustrargli quello che è necessario fare.  Chiedere di farsi mostrare come sono sterilizzati gli strumenti ci aiuta a guadagnare fiducia nella professionalità del centro e nei professionisti che ne sono responsabili.

    3) Fammi decidere. Il paziente deve partecipare attivamente alla visita e deve scegliere insieme allo specialista la terapia che pensa sia più adatta a lui in quel momento della sua vita. L'odontoiatra deve fare una corretta diagnosi e prospettare alcune alternative di cura, le terapie da fare vanno decise insieme al paziente.

    4) Verifica come sono retribuiti. Chiedere se i professionisti che collaborano con un centro dentistico sono retribuiti per il loro lavoro a percentuale o no. Quando sono retribuiti a percentuale sappiamo che più costoso sarà il lavoro che faremo più è alto il loro compenso. Se la visita che ci hanno appena fatto è gratuita qualche domanda in più ce la possiamo porre.

    5) Procedi per fasi e verifica ciò che davvero serve. Normalmente i piani di cura odontoiatrici equilibrati prevedono sempre una fase di bonifica preliminare della bocca che elimini le patologie in atto come carie e infiammazioni gengivali e solo successivamente alla bonifica una o più visite di rivalutazione per valutare gli eventuali interventi più invasivi o semplicemente estetici. In questo modo il professionista può meglio valutare l'evoluzione delle cure nel tempo e decidere meglio e nell'interesse del paziente le cure da prestare. Alcune prestazioni ipotizzate in prima battuta, possono essere poi riviste nel corso dell'esecuzione: se un dente si può salvare con un'attenta otturazione perché devitalizzarlo per forza?

    Quando invece un piano di cure e complesso e prevede già tutto fin dalla prima visita e l'importo preventivato è alto e semmai viene anche finanziato da una società di credito al consumo come facciamo a sapere che durante le cure il professionista sia ancora attento ad eseguire solo le prestazioni  che servono effettivamente al paziente e non sia portato invece ad eseguire tutte le prestazioni preventivate e già finanziate (e quindi già incassate)?

    6) E comunque chiedere sempre una seconda opinione, sopratutto in caso di interventi complessi.

    Cgil/Cisl/Uil/Ugl confermano presenza a gli "Stati Generali della Salute"


    GIUSTOZZI, Ass. Dossetti:

     

    CGIL, CISL, UIL, UGL il 7 marzo a gli Stati Generali della Salute

     

    <<CGIL, CISL, UIL e UGL hanno confermato la loro presenza a gliStati Generali della Salute: Art. 32”, venerdì 7 marzo alla Camera dei Deputati - Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari, via di Campo Marzio 74>>, dichiara Giustozzi Segretario nazionale dell’Associazione G. Dossetti, e prosegue: <<Interverranno Stefano Cecconi per la CGIL, Pietro Cerrito per la CISL, Francesco Maria Gennaro per la UIL. E ancora Fiovo Bitti, Ivette Cagliari e Ruggero Di Biagi per l’UGL. Il confronto con i sindacati? L’obiettivo comune di difesa del Diritto alla Salute dei Cittadini>>.

     

    Obiettivo, questo, che lo stesso Ministro Lorenzin, riconfermata nel Governo Renzi, ha definito “primario per garantire la salute pubblica degli italiani”.

     

    A questo punto non ci sono più impedimenti <<Entro il 30 giugno avremo il tanto atteso aggiornamento dei LEA? >> conclude Giustozzi <<Resto in attesa>>.


    CLICCA QUI PER VISIONARE:

    Programma
    Scheda convegno e Iscrizione
    Documento 'La riforma del Titolo V'

    Articolo 32 della Costituzione italiana: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività; e garantisce cure gratuite agli indigenti. (…..)

     

     


    L'Associazione culturale ONLUS "Giuseppe Dossetti: i Valori - Sviluppo e Tutela dei Diritti" utilizza la posta elettronica per diffondere informazioni sulla propria attività, in attuazione dell'art. 21 della Costituzione che recita "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".

     

     


     




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    Redazione del CorrieredelWeb.it


    Mortalità infantile: Save the Children, 1 milione e 200.000 bambini muoiono nel primo giorno di vita.Eva Riccobono, nota attrice in dolce attesa, diventa testimonial della campagna Every One.


    Mortalità infantile: Save the Children, 1 milione e 200.000 bambini muoiono nel primo giorno di vita. 40 milioni di donne partoriscono senza alcuna assistenza specializzata.

    Eva Riccobono, la nota attrice in dolce attesa, aderisce e diventa testimonial della campagna Every One, per dire basta alla mortalità infantile, in occasione del lancio del rapporto Ending Newborn Deaths in cui l’Organizzazione chiede lo sviluppo di un piano globale per ridurre le morti neonatali.

    Dei 6,6 milioni di bambini che ogni anno muoiono prima di aver compiuto 5 anni, quasi la metà - 2,9 milioni - sono quelli che hanno perso la vita nel periodo neonatale, entro cioè i primi 28 giorni dalla nascita. Tra questi, 1 milione di bambini muore nel primo giorno di vita, spesso il più pericoloso, a causa di nascite premature e complicazioni durante il parto – come ad esempio travaglio prolungato, pre-eclampsia ed infezioni - e spesso perché le loro madri – ben 40 milioni ogni anno - partoriscono senza aiuto qualificato. Un altro milione e 200mila bambini nascono già morti ogni anno perchè il loro cuore smette di battere durante il travaglio. 2 milioni di donne sono completamente sole quando danno alla luce il loro bambino.
    Questi alcuni dati diffusi oggi in tutto il mondo da Save the Children  con il rapporto “Ending Newborn Deaths”, nell’ambito della campagna globale Every One, per dire basta alla mortalità infantile, a cui oggi ha aderito anche l’attrice Eva Riccobono.
    “Nell’ultimo decennio sono stati compiuti enormi passi avanti per contrastare la mortalità infantile, passata da 12 milioni a 6,6 milioni, grazie a un intervento globale che ha visto come protagonisti le vaccinazioni, i trattamenti per polmonite, diarrea e malaria, così come la pianificazione familiare e la lotta alla malnutrizione. Ma questo percorso è ormai giunto ad una fase di stallo, se non si interviene immediatamente per contrastare la mortalità neonatale”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.
    Se in Europa 1 neonato su 1000 muore nel periodo neonatale, in Africa o in alcune parti dell’Asia, il rapporto è almeno 5 volte tanto. Il Pakistan è il paese con il più alto tasso di neonati che muoiono il primo giorno o durante il travaglio (40,7 su 1000 nati), seguito dalla Nigeria (32,7) e dalla Sierra Leone (30,8).
    Il rapporto di Save the Children evidenzia come l'assistenza specializzata durante il travaglio e il parto e la tempestiva gestione delle complicazioni, da sola, potrebbe prevenire circa il 50% della mortalità neonatale e il 45% di bambini nati morti intra-partum. Nell’Africa Subsahariana, il 51% dei parti non è assistito e nell’Asia sudorientale la percentuale è del 41%.
    La percentuale di parti che avvengono alla presenza di personale specializzato, inoltre varia molto tra aree rurali e aree urbane, con percentuali che si attestano rispettivamente al 40 e al 76%.
    In Etiopia, ad esempio, solo il 10% delle nascite avvengono in presenza di personale specializzato, mentre in alcune aree rurali dell'Afghanistan c'è solo 1 ostetrica per 10.000 persone. In India, mentre il tasso di mortalità neonatale riferito al 20% più abbiente della popolazione è di 26 neonati morti ogni 1000 nati, quello riferito ai più poveri è di 56 su 1000.
    In paesi come la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica Centrafricana le madri devono pagare per le cure di emergenza legate al parto, che spesso hanno lo stesso costo del cibo per un mese. In alcuni casi, alcune madri sono state trattenute fino a quando non sono state in grado di pagare per il loro taglio cesareo urgente.
     “Il primo giorno della vita di un bambino è il più pericoloso. Sentiamo storie orribili di madri che camminano per ore durante il travaglio per cercare un aiuto, madri che partoriscono da sole, sul pavimento della loro casa o in un cespuglio senza l’aiuto di nessuno che possa salvare la loro vita e quella del loro bambino. Tutte storie che troppo spesso finiscono in tragedia. Tutto questo è assurdo e ognuno di noi deve sentire l’imperativo morale di fare qualcosa. Molti di questi decessi potrebbero essere evitati se solo ci fosse qualcuno per assicurare che la nascita avvenga in modo sicuro e che sappia cosa fare in caso di emergenza", ha commentato Eva Riccobono, nota attrice che ha aderito, anche come futura mamma, alla campagna globale di Save the Children per combattere la mortalità infantile.
    “I nuovi dati diffusi oggi rivelano per la prima volta il reale impatto della mortalità neonatale”, continua Valerio Neri. “Le soluzioni esistono e sono conosciute, ma c’è bisogno di una reale volontà politica per dare a questi bambini una possibilità di sopravvivere, che agisca innanzitutto sulle disuguaglianze. Senza azioni immediate e mirate, il percorso per abbattere la mortalità infantile si arresterà”.
    Il fatto che alcuni Paesi abbiano compiuto significativi miglioramenti nella riduzione della mortalità neonatale testimonia che esistono delle strade percorribili per arrestare questa strage silenziosa: tra il 1990 e 2012, Egitto e Cina sono riusciti a registrare un declino delle morti neonatali del 60%, mentre in Cambogia, una delle nazioni più povere del mondo, si è avuto un decremento del 51%.
    Nel tentativo di salvare milioni di vite di neonati, Save the Children invita i Governi, i grandi donatori e il settore privato ad impegnarsi nel 2014 su un programma volto ad apportare un cambiamento reale, basato su cinque impegni per combattere la mortalità neonatale:
    • assumere un impegno chiaro con obiettivi verificabili, che consenta di salvare ogni anno oltre 2 milioni di neonati e dei 1,2 milioni di bambini che muoiono durante il travaglio;
    • impegnarsi affinchè, entro il 2025, ogni nascita sia seguita da operatori sanitari formati ed equipaggiati che possano offrire interventi sanitari essenziali ai neonati e alle loro madri;
    • aumentare la spesa destinata alla salute per arrivare all’obiettivo di almeno $60 a persona previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
    • investire nella formazione, l'equipaggiamento e il sostegno di operatori sanitari, assicurare la gratuità dei neonati e ai bambini, così come quelle materne gli interventi ostetrici di emergenza.
    • il settore privato, comprese le società farmaceutiche, dovrebbe contribuire ad affrontare i bisogni insoddisfatti, sviluppando soluzioni innovative e aumentando la disponibilità, per le madri, i neonati e i bambini più poveri, dei prodotti già esistenti e ideandone nuovi.

    Per scaricare la foto e il video di Eva Riccobono a supporto della campagna di Save the Children:
    http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/EVA%20RICCOBONO%20New%20Born%201%20min.mp4
    http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/foto%20Eva%20Riccobono.zip

    Per scaricare l’infografica:
    http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/STC-%23FIRST%20DAY%20-%20Italian%20-_Africa.pdf

    Per scaricare il Rapporto Ending Newborn Deaths:
    http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/HIRES-Newborns%20report%20content%20high%20res%20%28NO%20COVERS%29.pdf

    Per scaricare materiale video/storie:
    Engussa, 36 anni, ha avuto 7 gravidanze ma 3 dei suoi figli sono morti per cause che ha scoperto poi essere banalissime e curabili con semplici soluzioni (complicazioni post natali, asfissia e malnutrizione). Ha sempre partorito nella sua capanna. Ora è in attesa di un altro figlio, seguita per la prima volta dagli operatori sanitari Save the Children. http://www.meckifilm.it/everyone/ENGUSSA.mp4

    Urmala, 27 anni, ha perso il suo secondo figlio subito dopo il parto nella sua capanna. Tre anni fa è stata la prima donna del villaggio di Shilla a partorire al presidio sanitario di Save the Children. Era scettica, al villaggio mai nessuna donna prima si era affidata a mani diverse da quelle della levatrice tradizionale. Da allora la sua missione è sensibilizzare le altre mamme sull’importanza di partorire assistite al presidio sanitario Save the Children.
    www.meckifilm.it/everyone/URMALA.mp4

    L’ospedale di Gidole l’unico polo ospedaliero per decine di migliaia di persone che appartengono alle comunità del distretto di Konso, nel Sud dell’Etiopia. Fino a poco tempo fa, prima dell’intervento di Save the Children, in questo ospedale non esisteva un reparto di pediatria. I dottori testimoniano il cambiamento e la grande particolarità del Villaggio Salvamamme, così ribattezzato proprio dalle mamme, una struttura all’interno dell’ospedale dedicata ad accogliere fino al giorno del parto le donne con gravidanze a rischio.
    http://www.meckifilm.it/everyone/OSPEDALE_GIDOLE_breve.mp4

    Per scaricare materiale fotografico:
    http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/Africa.zip
    http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/Asia.zip





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    Redazione del CorrieredelWeb.it


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