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martedì 23 agosto 2016

Maison Signore e HERA Wedding Style Week presentano “The Young Designers Bridal Awards: L'amore cucito addosso”

Il premio accenderà i riflettori sui nuovi stilisti emergenti. Un focus speciale, che rende il premio unico nel suo genere in Italia, sarà dedicato al mondo degli abiti da sposa


Accendere i riflettori sugli stilisti emergenti. Nasce con questo obiettivo "The Young Designers Bridal Awards", il premio destinato a giovani fashion designers promosso da Maison Signore e Hera Wedding Style Week, in collaborazione con L'Accademia della Moda di Napoli.

Il premio è legato al progetto "L'amore cucito addosso", nell'ambito del quale i giovani stilisti dovranno presentare i loro bozzetti "Sposa" e "Alta Moda Donna" fino al 16 settembre (ore 12).

Il bando completo può essere scaricato sul sito www.maisonsignore.it e nella sezione "blog" del sito www.herawedding.it.

Un focus speciale, che rende il premio unico nel suo genere in Italia, sarà dedicato al mondo degli abiti da sposa.

Il premio sarà un contest che si svolgerà nel corso di "HERA. Wedding Style Week", manifestazione organizzata a Napoli nel Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, dall'8 al 16 ottobre.

Una nove giorni che si rivelerà Salone delle Eccellenze nel Wedding e che proporrà eventi arte, moda, food, aperitivi al tramonto, presentando il mondo sposa in una prospettiva inedita e originale.

I selezionati frequenteranno gli spazi del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, per realizzare uno dei tre capi proposti e scelti dalla Commissione esaminatrice, composta da opinion leaders, giornalisti e operatori del settore della moda di rilievo nazionale e internazionale.

L'abito realizzato comparirà sulla passerella della Serata di Gala del 16 ottobre, nel corso della quale i partecipanti avranno a disposizione gratuitamente per la sfilata le modelle, la location, le attrezzature e i service.

Il primo premio sarà uno stage di sei mesi, con successiva possibilità di assunzione, da Maison Signore, azienda leader di settore nella produzione artigianale di abiti da sposa, che vanta numeri da record: più di 40 anni di attività nel mondo del bridal, più di 2.000 metri quadrati di showroom tra gli atelier di Napoli, Aversa e Caserta, le 4 collezioni Signore Excellence, Victoria F, Enzo Miccio Bridal Collection e Valeria Marini Seduction e più di 200 modelli diversi di abiti da sposa realizzati ogni anno.

La Maison, che ha inaugurato ad aprile una nuova sartoria e un nuovo ufficio stile, è considerata un punto di rifermento nel settore e oggi i suoi abiti sono nei più importanti showroom italiani, degli Stati Uniti e del Far East.



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lunedì 22 agosto 2016

[AI] "Il Pazzo Mondo a Stelle e Strisce": editoriali a fumetti sulla politica USA



www.mamma.am/tomtomorrow 
Un nuovo progetto editoriale dell'ass. culturale Altrinformazione

Tom Tomorrow
Il Pazzo Mondo a Stelle e Strisce - Manuale a fumetti per capire gli Stati Uniti.

Prefazione di Michael Moore - Introduzione di Eddie Vedder (Pearl Jam) - Traduzione di Carlo Gubitosa

Formato 21x21, 120 pagine a colori - ISBN 9788897194040

Partecipa al crowdfunding! 

Per le elezioni presidenziali negli USA l'associazione culturale Altrinformazione lancia un nuovo progetto di microeditoria no-profit: una raccolta dei migliori editoriali a fumetti di Dan Perkins, in arte "Tom Tomorrow", pubblicati su testate come New York Times, New Yorker, The Nation, Mother Jones, Esquire e The Economist.

Nel mondo di Tom Tomorrow (
www.thismodernworld.com) il pinguino Sparky ci guida attraverso le nevrosi della societa' statunitense con editoriali a fumetti che parlano di guerre, inganni governativi, manipolazioni mediatiche, turbocapitalismo, estremismo politico e fanatismo religioso

Un genere di racconto nato sugli "alt-weeklies", i settimanali statunitensi di informazione alternativa dove si e' celebrata l'unione tra cronaca e fumetti e dove hanno mosso i loro primi passi autori del calibro di Matt Groening.

In questo universo parallelo dove tutto e' possibile, scopriamo una nazione spogliata dalle sue ipocrisie, dove la realtà e' spesso più assurda della fantasia. 

Tra i fans di Tom Tomorrow ci sono il regista Michael Moore e il leader dei Pearl Jam Eddie Vedder, che hanno scritto la prefazione e l'introduzione al libro.

Tom Tomorrow, al secolo Dan Perkins, e' un fumettista statunitense che vive a New Haven, Connecticut, indicato tra i finalisti del premio Pulitzer 2015 come riconoscimento per i suoi editoriali a fumetti

La sua rubrica "This Modern World" appare con frequenza settimanale da anni su oltre 90 testate sparse tra il nord America e il Canada

Dopo nove libri di antologie che raccolgono il meglio di questi "Editorial Cartoons", questa e' la prima traduzione delle tavole di Tom Tomorrow, una raccolta con il meglio della sua produzione dal 2002 al 2016.

120 Pagine a colori in una edizione de-luxe a tiratura limitata per collezionisti: "Il Pazzo Mondo a Stelle e Strisce" e' un percorso di memoria storica dove scoprirete le magagne dei politici statunitensi che non vi hanno raccontato i grandi media italiani, in una cronaca a fumetti fuori dal coro che inizia con l'avvento dell'era Bush jr e termina al tramonto dell'era obama, coprendo tre lustri e quattro mandati presidenziali.

"In una stagione in cui i giornali stanno abbandonando i cartoons - e in particolare quelli con una connotazione politica - siamo fortunati ad avere tra le nostre mani questa raccolta".

Michael Moore

COME ADERIRE AL PROGETTO EDITORIALE

Basta cliccare su

http://www.mamma.am/tomtomorrow

per contribuire a questo progetto editoriale in tre modi differenti:

LETTORE - 10 euro -> Una copia del volume spedita a casa tua come piego di libri

SOSTENITORE - 15 Euro -> 2 copie, una per te e una da regalare a chi vuoi

DISTRIBUTORE - 50 Euro -> 10 copie da far circolare tra amici e parenti (spedizione tracciabile con Paccocelere)

Per informazioni e contatti:

Associazione Altrinformazione
Conoscere e' cambiare
MicroEditoria no-profit a fumetti dal 2009

tomtomorrow@mamma.am
+390510827854
www.mamma.amwww.altrinformazione.net


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La vita in una foto: concorso fotografico nazionale dell'Ausl Romagna

Giunto alla sua terza edizione il concorso fotografico "La vita in una foto", organizzato dall'Hospice dell'Ospedale "Infermi" di Rimini, "si allarga": potranno infatti parteciparvi non più solo i dipendenti aziendali dell'ambito territoriale di Rimini, bensì chiunque, dipendenti dell'Azienda USL della Romagna (e di tutti gli ambiti territoriali) e non. Ma non finisce qui: chi deciderà di inviare le proprie fotografie parteciperà al concorso aziendale ma anche ad un concorso nazionale.

La giuria, presieduta dal dottor Massimo Ferrari, direttore UOC Sviluppo Sistemi Relazionali, è composta da alcuni membri del gruppo Ausl Romagna Cultura: Stefano De Carolis, Sonia Muzzarelli, Tiziana Rambelli, Nicola Lugaresi e Leonardo Michelini.

Per chi non conosce il concorso, le cose funzionano così: l'Azienda organizza il concorso fotografico "La Vita in una Foto". Chi vuol partecipare può mandare da una a cinque foto, sul tema, appunto "La vita in una foto", entro il 30 settembre, all'Hospice di Rimini (tutte le modalità relative alle foto e al loro invio sono consultabili nell'allegato Regolamento). A quel punto la o le foto, saranno valutate dalla giuria aziendale, rappresentata da alcuni membri del Gruppo Cultura dell'A.USL Romagna con l'aggiunta del primario dell'Hospice di Rimini e di altri giurati. La foto che risulterà vincitrice sarà trasformata in un quadro ed esposta permanentemente presso l'Hospice di Rimini. Tutte le foto pervenute saranno inoltre utilizzate per realizzare un calendario per l'anno 2017 e per una mostra.

Ma le foto saranno anche inviate, a cura dell'Azienda, al concorso nazionale "Lo scorrere della vita - Immagini che catturano Emozioni" (si veda il relativo manifesto) che selezionerà le immagini che saranno esposte in una mostra itinerante che toccherà varie parti d'Italia.

Entrambe le iniziative sono mirate a sensibilizzare rispetto ai temi della palliazione e dei fine vita. E, sebbene in pratica non si vinca nulla se non la visibilità della o delle proprie foto, chi deciderà di partecipare saprà di aver fatto qualcosa in questo senso.

Buone foto allora e... buona vita.

Clicca qui per sapere come partecipare:
https://www.ausl.rn.it/537-comunicazione/news/3175-iniziativa-accoglienza-concorso-foto.html

A Roma l’evento europeo dedicato alla leadership femminile, la Global WIN Conference

Attesi 900 partecipanti per una tre giorni dedicata alle best practice aziendali su conciliazione, pari opportunità e mentoring


Win, Women’s International Networking, torna a Roma dal 28 al 30 settembre (1 Ottobre) per la sua conferenza globale annuale, la 19esima. È la conferenza dedicata alla leadership e al networking femminile più grande d’Europa con circa 900 partecipanti, per il 93% donne.

Si svolgerà all’Ergife Palace Hotel e com’è nella quasi ventennale tradizione delle WIN Conference parteciperanno manager e top manager di aziende multinazionali, rappresentanti della politica, delle istituzioni, del mondo universitario e delle ONG che stanno contribuendo a cambiare il modo lasciando più spazio alle donne, alle loro idee e creatività e che plasmano così il dibattito sulla ‘diversity’ - l’inclusione delle donne e delle minoranze nelle aziende – e sull’uguaglianza di genere.

Durante la tre giorni, si alternano sessioni plenarie, tavole rotonde e workshop dove i partecipanti hanno la possibilità di avere un confronto diretto con gli speaker su best practice di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nuovi trend di mercato, come acquisire nuove capacità e qualità da leader, come rompere il ‘tetto di cristallo’. 

Si affiancano ai dibattiti lezioni di yoga e sviluppo personale per imparare a meglio perseguire gli obiettivi di carriera. Inoltre, sono diverse le occasioni di networking – cocktail, coffee break, cena di gala –utili per trovare un ‘mentor’, una guida nel proprio percorso di carriera e realizzazione personale. 

Il tema di quest’anno è ‘Leading the way, with beauty, connection and confidence’ perché WIN crede fermamente nell’importanza di includere caratteristiche tradizionalmente femminili come l’empatia, la cooperazione, l’intuizione, negli ambienti di lavoro affinché le donne non debbano aderire necessariamente a un modello di successo al maschile. Per fare ciò serve un’alleanza fra tutti: top management aziendale, donne, uomini e la società nel suo insieme.

Kristin Engvig (fondatrice e CEO WIN): “Non bisogna cambiare le donne ma creare il giusto ambiente di lavoro”
“Non bisogna cambiare le donne ma creare il giusto ambiente di lavoro in cui possano esprimere il proprio potenziale” afferma Kristin Engvig, imprenditrice, fondatrice e CEO di WIN. “Se accogliamo la diversità di genere e le diversità più in generale, nuove idee e creatività arriveranno di conseguenza. Promuovo la diversità perché penso che possa portare prospettive più interessanti nella vita e nel lavoro. La diversità comunque è già una realtà” conclude.

La ricerca WIN: le manager ricercano maggiori opportunità di carriera
Una ricerca condotta da WIN tra un migliaio di partecipanti alla WIN Conference negli ultimi sei anni (2009 -2015) evidenzia che aumenta il numero delle donne che si sentono valorizzate in azienda (salgono al 70% dal 54%) ma molte ancora avvertono un’assenza di opportunità professionali per scalare i vertici e occupare posizioni senior (61%) e pensano che sia pertanto necessario introdurre quote di genere nei consigli di amministrazione (66%) e nella fase di entrata nel mercato del lavoro. 
Sempre più donne (+7%) considerano importanti nel business qualità tradizionalmente femminili come l’intelligenza emotiva e vorrebbero avere più tempo per sé (in crescita dal 17% al 31%).

Il contesto italiano e internazionale
I numeri della parità di genere fotografano una situazione in lento cambiamento
L’ultimo rapporto sul ‘Gender gap’ del World Economic Forum (WEF) che misura tra le altre cose la parità economica tra uomini e donne calcola che nell’ultimo anno è cresciuta globalmente solo del 3%; l’Italia si colloca negli ultimi posti, al 111esimo su 145 paesi. 

Da noi le donne occupate o attive sono poche: il 54% contro il 74% degli uomini, guadagnano meno e in troppo poche riescono a rompere il ‘tetto di cristallo’.  
Una buona pratica italiana è rappresentata dalla legge sulle quote rosa nei CDA che ha innalzato il numero di donne che dal 10 al 27,4 % (dati Consob 2015), in linea con paesi come Francia, Finlandia e Svezia che hanno deciso anche loro di introdurre una legge. 
La legge non ha solo cambiato il colore dei board ma ha reso la governance migliore come ha dimostrato una ricerca dell’università Bocconi.

Le registrazioni per la WIN Conference sono ancora aperte, fino al 12 settembre ad un prezzo scontato, cliccando su questo link.

Official hashtag: #WINConference
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SPONSOR - WIN Conference Roma 2016



Alcune delle personalità intervenute come speaker negli ultimi anni  (*titolo riferito alla carica ricoperta allora)

  • On. Laura Boldrini, Presidente della Camera dei deputati
  • Emma Bonino, Vicepresidente del Senato della Repubblica, Italia
  • Cherie Blair QC, Avvocato e attivista per i diritti umani
  • Mikael Ohlsson, Presidente & AD di IKEA Group
  • Seiko Noda, Membro della Camera bassa del parlamento giapponese
  • Irene Dorner, Presidente & AD di HSBC Bank USA
  • Umran Beba, Vice Presidente senior e AD HR Officer, PepsiCo
  • Paul Polman, CEO di Unilever
  • Syeda Hameed, Membro della ‘Planning commission’, Governo indiano
  • Mohau Pheko, Ambasciatrice straordinaria e plenipotenziaria del Sud Africa in Giappone
  • Ing Marie Bilkova, Direttore generale, viceministro, Repubblica Ceca
  • George Kohlrieser, Docente di leadership e organizational behaviour, IMD, Svizzera
  • Eliska Haskova Coolidge, Special assistant di cinque presidenti degli Stati Uniti
  • Masako Mori, Ministro per il declino delle nascite e ‘Consumer Affairs’, Giappone
  • Gertrude Mongella, Presidente del parlamento panafricano e attivista per le donne in Africa
  • Mikael Ohlsson, Presidente & AD di IKEA Group
  • Marguerite Baranktise attivista, fondatrice Maison Shalom



Cos’è WIN
WIN è un’organizzazione internazionale nata a Milano nel 1997 e con sede a Losanna (Svizzera). 
La prima conferenza è stata organizzata nel 1998 a Milano e si svolge da allora tutti gli anni. 
Più di 12 mila persone vi hanno preso parte finora da 129 paesi. 
Oltre alla Global WIN conference, WIN organizza tutti gli anni una conferenza in Giappone e in India oltre a programmi specifici più brevi.  



Bellezza, i 5 consigli per i trattamenti dopo vacanza

«Quando l'abbronzatura sbiadisce, è tempo di pensare alla pelle rovinata da sole e salsedine». 

I suggerimenti degli specialisti di ChirurgiadellaBellezza. 


Sole, mare, vento e aria aperta mettono a dura prova la pelle durante l'estate. Al ritorno è tempo di fare i conti con l'abbronzatura che inizia a sbiadire, lasciando il segno.
«Pelle secca, disidrata e con macchie sono i segnali più evidenti dello stress a cui è stata sottoposta durante i mesi estivi – dicono Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, chirurghi plastici di ChirurgiadellaBellezza, surgery network che si occupa di medicina e chirurgia estetica in Lombardia, Lazio, Campania e Puglia –. A settembre, nella lista di buoni propositi che si fanno al rientro, è bene dedicare spazio alla cura di se stessi per rimediare ai danni provocati dal sole. E perché no, anche per pensare già alla prossima estate, e arrivarci meglio preparati».
Ecco quindi le cose da sapere.

1) Bisogna ricordare sempre che il sole è la principale causa di invecchiamento della pelle. «Non solo è necessario proteggere sempre il viso, anche d'inverno, con la protezione solare, ma bisogna anche tenere presente che l'abbronzatura dura qualche mese, ma i segni che lascia sulla pelle sono permanenti. Per questo bisogna eseguire trattamenti specifici per reidratare l'epidermide e cercare di ridurre al minimo gli effetti collaterali dell'estate» dicono Bove e Rauso.
2) Il trattamento consigliato per il ritorno dal mare è la bioristrutturazione dermica con PRP (plasma ricco di piastrine). «È una tecnica innovativa non invasiva che consiste nell'infiltrazione di plasma ad alto contenuto piastrinico, che stimola e attiva i fibroblasti della cute (cellule che producono fibre di collagene). La bioristrutturazione con PRP è una valida alternativa alle classiche vitamine, che richiedono invece trattamenti piuttosto frequenti (una volta ogni una o due settimane). Il trattamento richiede infiltrazioni a tempi sempre più distanziati: dopo la prima seduta, che dura circa 20-30 minuti, si aspettano 40 giorni per la successiva, poi 3 mesi, fino ad arrivare a due sedute annuali che di solito si effettuano a settembre-ottobre e ad aprile-maggio, quindi per prepararsi all'estate e successivamente per rimediare all'estate» spiegano i chirurghi plastici di ChirurgiadellaBellezza.
3) Per ripristinare lo stato della cute, quando è già molto rovinata, molto utili sono le tecnologie come la radiofrequenza frazionata ad aghi ed il needling. «Si tratta di metodiche che hanno lo scopo di ripristinare lo stato della cute inducendo un trauma "calibrato" che indurrà la riparazione dei tessuti danneggiati. Non è necessaria la degenza ma servono più sedute della durata di 30 minuti, da effettuarsi a distanza variabile (da 2 a 6 settimane inizialmente) in base al tipo di cute, all'intensità del trattamento e di inestetismo da trattare. Dopo il trattamento si può notare un leggero arrossamento, e in alcuni casi possono comparire piccole crosticine camuffabili con il make up» affermano i chirurghi plastici.
4) La medicina estetica è un ottimo alleato per il ringiovanimento, ma non fa miracoli: «Il chirurgo plastico è la persona che può suggerire al paziente qual è la strada migliore da seguire. Oggi i pazienti preferiscono i trattamenti di medicina estetica, che sono meno invasivi, ma bisogna prima avere chiaro qual è il risultato che il paziente vuole raggiungere. Se una paziente di 60 anni vuole la pelle più morbida e compatta, le si spiega che un lifting le permetterebbe di ringiovanire, ma se quello che cerca è un trattamento per "sentirsi curata", anche la medicina estetica può essere sufficiente. Importante è rivolgersi a un esperto serio, per evitare di illudersi con false promesse e spendere soldi inutilmente. Ai pazienti spieghiamo che la medicina estetica è come la palestra: per avere un fisico statuario non bastano 6 mesi di allenamenti, bisognerà cambiare le abitudini di vita e continuare gli esercizi, con uno sforzo progressivamente minore, per sempre. La medicina estetica è molto simile: prevenire nel tempo o ristrutturare col tempo» affermano i chirurghi.
5) Settembre è il mese giusto per pensare a rimettersi in forma in vista della prossima estate. «Spesso in spiaggia o con i vestiti più corti e scollati, molte donne non si sentono a proprio agio con il proprio corpo. Settembre è il mese ideale per programmare da subito la rimessa in forma: consigliamo ad esempio di programmare due cicli di carbossiterapia annuali, uno verso ottobre-novembre ed un secondo da concludersi a maggio dall'anno prossimo, così da non farsi trovare impreparati alla prova costume» concludono Bove e Rauso.

ChirurgiadellaBellezza (www.chirurgiadellabellezza.it) è un surgery network che si occupa di Medicina e Chirurgia Estetica in Lombardia, Lazio, Campania e Puglia. L'équipe, guidata dai chirurghi plastici Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, è composta da anestesisti, infermieri e personal assistant. Gli standard che garantisce sono elevatissimi in tutte le città in cui opera.  La filosofia di ChirurgiadellaBellezza si basa non solo sulla ricerca di risultati armonici e naturali, ma anche sull'assistenza costante al paziente prima, dopo e durante l'intervento.



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sabato 20 agosto 2016

Salute: Post Facebook del ministro Lorenzin: "perché sono contraria alla di proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis.

"Per i problemi complessi non ci sono mai soluzioni semplici e immediate ma ritengo importante che a prescindere dalle posizioni legittime di ognuno se ne inizi a discutere ed il tema ritorni dopo anni al centro del dibattito pubblico. 
La droga, le dipendenze, il disagio giovanile sono tutte facce di una stessa medaglia di una crisi profonda della nostra società che ha tante cause e tanti modi di manifestarsi. 
Per questo ridurre questo tema ad uno scontro è sbagliato, ancora più sbagliato è cercare di rappresentare posizioni legittimamente divergenti come un conflitto tra poteri dello stato o all'interno di essi. 
Significa ancora una volta strumentalizzare un tema rilevantissimo per tutti noi, per il futuro della nostra società, riducendolo ad elemento di una lotta politica che usa questo come uno dei tanti argomenti per fare titoli polemici che durano lo spazio di una giornata. 
Come dico oramai da anni ritengo molto giusto e opportuno un dibattito aperto e profondo nel paese sulla droga e sulle dipendenze, alcol, fumo, gioco d'azzardo etc. 
Non c'è infatti nell'opinione pubblica la consapevolezza di come sia profondamente cambiato il modo di assumere sostanze, le motivazioni, le dinamiche di massa che coinvolgono gli adolescenti e di come si sia abbassata l'età della prima assunzione, facendo dei bambini di 10, 11, 12 anni il nuovo mercato. 
Su gli aspetti che riguardano la lotta alla criminalità e al terrorismo sarò sempre a favore di tutte le iniziative utili a combattere e reprimere il fenomeno ma lascio questo aspetto a magistrati esperti di cui ho letto tutte le posizioni, anche profondamente diverse, con estremo e sincero interesse ma sul merito della proposta di legge sono contraria alla legalizzazione della cannabis. 
Questa proposta ha peró avuto il merito di riportare il tema all'attenzione di tutti, dopo molti anni in cui si sono chiusi gli occhi davanti ad un fenomeno crescente, illudendosi che poiché non c'erano intorno a noi gli zombie dell'eroina il problema droga fosse archiviato. 
Si è abbassata la guardia della prevenzione e abbiamo una nuova generazione di tossicodipendenti che non sa neanche di esserlo. 
Non perdiamo quindi l'occasione di fare un dibattito serio, partendo dal presupposto che sicuramente tutte le posizioni sono in buona fede e tentano di trovare una soluzione al problema, ma ricordiamo qual'è l'interesse prevalente su quelli in gioco e cioè la salute e la vita delle persone. 
Sono molto d'accordo sul fatto che le politiche proibizioniste non sono l'unica soluzione, ma non sappiamo quali sarebbero stati gli effetti di politiche liberalizzatrici, anzi lo sappiamo, basta vedere cosa è accaduto in pochi anni con il gioco d'azzardo, e osservare il consumo in Uruguay. 
Il punto è che proibire è necessario, ma non sufficiente. Bisogna educare, giovani e famiglie. Combattere culturalmente il grande business miliardario della "sostanza" per ogni momento della nostra vita, sia essa legale o non: la sostanza per dimagrire, per la palestra, per dormire, per studiare, per lavorare, per essere vincenti, per essere sicuri, per rilassarsi, per essere felice, per ballare, per socializzare, per non pensare, per non essere.
Dare messaggi chiari ai nostri giovani, strumenti per decidere, scegliere, proteggerli dal pericolo più grande, la confusione di noi adulti alle prese con la velocità del cambiamento che noi stessi abbiamo creato e non sappiamo come gestire".


Ministero della Salute
Ufficio Stampa
www.salute.gov.it
twitter: @UStampaLorenzin


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venerdì 19 agosto 2016

Montagna e Cuore: conoscere il comportamento della pressione arteriosa quando si sale in quota per prevenire i rischi dell'ipertensione arteriosa




Domenica 21 agosto giornata di sensibilizzazione su pressione arteriosa e montagna. 
L'iniziativa organizzata da Commissione Medica del Club Alpino Italiano e Società Italiana dell'Ipertensione arteriosa. 


Milano, 19 agosto 2016

Sensibilizzare i frequentatori della montagna rispetto all'influsso dell'ipossia in alta quota su eventuali patologie cardiovascolari, in particolare per quanto riguarda l'ipertensione arteriosa. 

È questo l'obiettivo dell'iniziativa organizzata da Club Alpino Italiano e Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa nella giornata di domenica 21 agosto in 7 rifugi, dove per l'occasione escursionisti e alpinisti potranno misurare la pressione arteriosa dalle ore 10 alle ore 17. 

Per ogni singola misurazione verrà compilato un questionario e, ove possibile, una ossimetria cioè una misurazione delle percentuale di Ossigeno nel sangue per valutare eventuali stati di iniziale ipossia.

L'iniziativa si basa sui risultati recenti della ricerca sugli effetti cardiovascolari della esposizione acuta all'alta quota, in gran parte basati su una serie di studi effettuati nell'ambito dei progetti HIGHCARE sull'Everest, sulle Ande e sulle Alpi dall'Istituto Auxologico Italiano di Milano e dall'Università Milano-Bicocca. 

Questi studi hanno dimostrato che l'esposizione acuta alla ipossia (ridotta disponibilità di ossigeno) che caratterizza l'alta quota può far salire la pressione arteriosa in modo significativo, sia in chi solitamente ha una pressione normale, sia nei oggetti che già soffrono di ipertensione arteriosa, con differenze legate ad alcune caratteristiche individuali tra cui l'età. 

Conoscere il comportamento della pressione in quota può pertanto consentire a chi ama la montagna di effettuare ascensioni con maggiore sicurezza, mettendo in atto semplici misure protettive adeguate in collaborazione con il proprio medico e/o presso ambulatori specializzati coordinati da SIIA e CAI.

La giornata del 21 agosto, la cui parte logistica ed organizzativa sul campo è stata curara in prima persona dal Presidente della Commissione Medica CAI, Dott Luigi Fiorenzo Festi, sarà inoltre caratterizzata dal coinvolgimento del Club Alpino Svizzero Ticino, preludio ad una più stretta collaborazione con il CAS nazionale e con la Società Svizzera di Medicina di Montagna. 

Il progetto è assolutamente sperimentale ed è funzionale ad un più ampio interessamento del CAI e del CAS, con la prospettiva di arrivare a pubblicazioni scientifiche di rilevanza internazionale, sfruttando la numerosità di casi e misurazioni, in collaborazione con SIIA.

Altrettanto importante il coinvolgimento dei Club Alpini regionali Alto Adige e Lazio e della Commissione Medica del CAI Lombardia e Lazio. 

Per Vincenzo Torti, Presidente Generale CAI: "eventi come quello in programma questa domenica si pongono nella prospettiva di far acquisire una sempre maggiore consapevolezza nelle modalità di frequentazione della montagna. 

La prestigiosa collaborazione di oggi tra la nostra Commissione Medica e la Società Italiana dell'Ipertensione arteriosa e il suo Presidente, Prof. Gianfranco Parati, consente di confidare in ulteriori momenti di collaborazione di alta valenza scientifica, di sicura utilità per alpinisti ed escursionisti".

I rifugi coinvolti saranno:

- Rifugio Curò, Orobie Bergamasche, presenti il Dott. Agazzi, segretario della Commissione Medica Centrale del CAI e il Dott. Pellegrini,  Ospedale S. Luca, Istituto Auxologico Italiano e Università Milano-Bicocca, inviato dalla SIIA;
- Rifugio Michela Motterascio, Canton Ticino, presente il Dott. Beppe Savary Borioli, figura di rifermento nel campo dell'emergenza in ambito svizzero;
- Rifugio Kostner al Vallon in Alto Adige, presente il Dott. Sala ed altro medico specializzando di cardiologia, Ospedale S. Luca, Istituto Auxologico Italiano e Università Milano-Bicocca, inviati dalla SIIA;
- Rifugio Città di Milano in Alto Adige-Val Solda, presente il Dott. Dario Benedini, presidente della Commissione Medica del CAI Lombardia;
- Rifugio Martello in Alto Adige, presente il Prof. Tozzi e il Dott. Fanchin, chirurghi vascolari dell'Università dell'Insubria-Ospedale di Circolo Varese;
- Rifugio Rinaldi, Monte Terminilletto, presenti il Prof. Ferri e il Dott. Tocci, della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa;
- Rifugio Duca degli Abruzzi, Monte Portella, L'Aquila, presente il Prof. Desideri della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa  e il Dott. Garufi.



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