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martedì 5 giugno 2012

CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE - RASSEGNA ESTIVA MUSICA TEATRO COMICO AL FEMMINILE.


 

CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

 

presenta

 

 

 

 

 

 

  Fritte, piccanti, impazzite come la maionese

 

Rassegna di spettacolo dal vivo

 

Roma , 22 giugno - 26 luglio 2012

 

 

 

 

 

 

 

Rassegna di musica e teatro comico al femminile

Fritte, piccanti, impazzite come la maionese

Dal 22 giugno al  26 luglio 2012

 

La Casa internazionale delle donne svolge da più di 10 anni un ruolo di prim'ordine nel territorio, grazie alla sua complessa e variegata architettura di professionalità e di servizi dedicata alla sfera della cura e del benessere multidimensionale delle donne.

 

In questo percorso, appunto, vuole dedicare l'estate ad una rassegna che, se pur con leggerezza e allegria, conservi quell'attenzione privilegiata sul mondo femminile che quotidianamente vede la Casa Internazionale delle Donne in prima linea.

 

Il progetto della Rassegna è un programma artistico che accompagni con spensieratezza le persone che tra giugno e luglio vogliano distrarsi pensando.

 

La rassegna presenta un calendario di 14 serate tra musica e teatro suddivise in 4 Concerti Live con proiezioni multimediali e 10 pièces teatrali comiche.

 

L'idea artistica coerente e unitaria sulla quale è stato strutturato l'impianto della rassegna Fritte, piccanti, impazzite come la maionese ha come tema centrale lo sguardo ironico delle donne sul femminile. Donne che si interrogano, raccontano, giocano partendo dalle loro vite impegnate in casa, nel lavoro, nella ricerca del lavoro, nell'amore, nell'amicizia, nel confronto con sè e l'altro o l'altra.

 

I 4 concerti sono legati alle tematiche della rassegna teatrale, dal racconto, attraverso la musica e le proiezioni, delle esperienze di vita, di gioia e di lotta delle donne nei loro paesi di origine.

 

La selezione artistica, ha come obiettivo quello di favorire le giovani artiste, con la possibilità e opportunità di esibirsi accanto a nomi più conosciuti e navigati dello spettacolo.

 

 


CIECHI, PARTE PROGETTO ASSISTENZA IPAB S. ALESSIO-INPDAP



        

        


Sono 74 gli utenti non vedenti coinvolti nell'iniziativa:


12 residenti in provincia di Frosinone; 15 in provincia di Latina; 6 in provincia di Viterbo,

3 in provincia di Rieti e 38 a Roma e in Provincia

 


Al via il progetto di assistenza domiciliare per ciechi dell'Ipab S. Alessio "A domicilio… e non solo", finanziato nell'ambito del bando "Home Care Premium" dall'Inpdap e realizzato in partnership con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.


A presentarlo questa mattina il Commissario del S. Alessio Donato Robilotta, l'Assessore alla Politiche Sociali della Regione Lazio, Aldo Forte, il Presidente del Municipio XII Andrea Catarci e Anna Maria Di Gianvito, Direttore regionale dell'Inpdap.


Gli utenti non vedenti assistiti dal progetto "A domicilio… e non solo", sono in tutto 74: 12 residenti in provincia di Frosinone; 15 in provincia di Latina; 6 in provincia di Viterbo, 3 in provincia di Rieti e 38 a Roma e in Provincia.


Questa mattina sono stati consegnati, inoltre, gli attestati di frequenza ai 29 operatori che hanno frequentato il corso per assistenti domiciliari e che presteranno servizio nel progetto.


"Il Centro S. Alessio rappresenta un'eccellenza per l'assistenza alle persone cieche e ipovedenti e il finanziamento ottenuto dall'Inpdap, ne è la prova", ha dichiarato il Commissario Donato Robilotta. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, questa iniziativa rappresenta un valido sostegno per tante famiglie in difficoltà e dimostra come le istituzioni siano attente alle problematiche dei cittadini", ha concluso Robilotta.


Oltre all'assistenza domiciliare il progetto prevede anche altre iniziative come i laboratori teatrali, musicali e manuali a cui parteciperanno 18 utenti, la residenzialità temporanea di sollievo per 9 ragazzi ciechi e il Centro Estivo Integrato a cui prenderanno parte 15 bambini.

 



Roma, 5 giugno 2012


lunedì 4 giugno 2012

Cefalea. Innnovativo spray inalatore per combatterla

Cefalea. In vendita in Italia il prossimo anno un innovativo spray inalatore per combatterla. Sono circa 12 milioni i nostri concittadini che soffrono di mal di testa.

 

Nel corso dell'evento del V Congresso Nazionale della Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (Anircef) che si è svolto la scorsa settimana a Napoli è stato presentato in anteprima per l'Italia un inalatore orale alla didroergotamina. Lo spray preso per bocca invece che dal naso, presentato da Alan Rapoport presidente dell'Interantional Headache Society della UCLA University di Los Angeles, risolve i problemi epatici legati ai trattamenti precedentemente usati e sarà disponibile nel nostro paese dall'anno prossimo. Una sostanza usata ormai da anni nel trattamento della cefalea cronica quotidiana negli Stati Uniti. La sostanza aveva fino ad oggi dato problemi di effetti collaterali a livello epatico e per questo non era ancora arrivata in Italia. La nuova via di somministrazione studiata da Rapoport, sembra finalmente aver superato questo problema, restituendo ai medici un'arma di grande efficacia e offrendo al contempo una comoda modalità di impiego domiciliare da parte dei pazienti. Dal punto dei vista della rapidità d'azione, l'insufflatore buccale ha un effetto solo leggermente inferiore a quello ultrarapido dell'iniezione, ma presenta un mantenimento dell'azione di pari durata, mantenendo il paziente protetto per un tempo equivalente, con l'ulteriore nota positiva che si elimina il fastidio dell'iniezione e il rischio di problemi al fegato. Per Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" la cefalea è considerata dal sistema sanitario nazionale una patologia minore, tanto da non risultare nei livelli essenziali di assistenza (Lea), e tanto che non esiste un Drg, un sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale, che lo identifichi. Invece le stime più recenti dimostrano come siano circa 12 milioni i nostri concittadini che soffrono di mal di testa, di cui sei sono affetti da emicrania, ma sono oltre il 90% delle persone ad aver avuto un attacco di cefalea almeno una volta nella vita.

Lecce, 4 giugno 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA



Commercity sostiene il Temporary Shop di Salvamamme


Materiale di prima necessità e capi di abbigliamento per sostenere le oltre 1.000 famiglie assistite dall'associazione

Commercity, la Città del Commercio all Ingrosso di Roma, sostiene il Temporary Shop di Salvamamme, ospitato presso il Centro regionale Sant Alessio, in Via Gregorio VII 601-603, un  negozio  di 300mq a disposizione di più di mille famiglie del Lazio in difficoltà socio-economiche, che potranno così avere abiti ed altro materiale per loro e soprattutto per i propri piccoli.

Commercity si impegna a sostenere il progetto fornendo materiali di prima necessità ed  abbigliamento, in collaborazione con le centinaia di aziende che vi operano.

 Il Temporary Shop di Salvamamme rappresenta una best practice di sinergia tra attori diversi per perseguire un unico, importantissimo scopo: sostenere le migliaia di famiglie in difficoltà. Per realizzare questo progetto sono stati coinvolti 300 enti e associazioni e oltre 100 volontari.   Ha dichiarato Valter Vomiero, Presidente di Icigest/Commercity   Anche Commercity ha voluto dare il proprio contributo, fornendo materiale di prima necessità e abbigliamento per i bambini e i loro genitori.
Sappiamo che il cambio di stagione può essere molto costoso per famiglie con bambini piccoli in termini di spesa per i vestitini. Speriamo che questo nostro gesto possa aiutarli e offrire loro una maggiore serenità.

Il Free Temporary Shop, diviso in sei diversi reparti (neonato, genitori, scarpe, mare, pantaloni e maglieria) resterà aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30. Al suo interno anche un area accoglienza e una ludoteca.


domenica 3 giugno 2012

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venerdì 1 giugno 2012

Equivita: autorizzazione in Italia del pesticida glufosinate


  Autorizzazione In Italia al pesticida GLUFOSINATE, pesticida della "lista nera"

(classificato T-tossico)

 rilasciata per 5 anni dal Ministero "della Salute"

Le pressioni della Commissione europea per l'autorizzazione in Europa delle colture transgeniche si concentrano, a partire dal 2008, in modo particolare su due varietà di mais: il Bt11 della Syngenta e il Bt 1507 della Pioneer. Entrambi sono resi tossici per l'insetto predatore del mais, la piralide, ma appartengono anche alla più diffusa categoria di piante transgeniche: quelle rese resistenti all'erbicida - in questo caso il glufosinate – il cui consumo viene, coltivandoli, fortemente incrementato (l'aumento è in media di 4 volte rispetto alle colture tradizionali)

Succede che nello stesso periodo la Commissione, allertata dai cittadini per l'impressionante crescita di tumori, disturbi neurodegenerativi, endocrini e altri, elabora infine, nel 2009, un Regolamento europeo sui pesticidi (del 13.1.09) per limitarne l'uso. Un regolamento che, come REACH, viene molto edulcorato dalle pressioni delle lobby chimico-farmaceutiche. Tuttavia nel regolamento vi è una lista delle sostanze più dannose, che saranno vietate del tutto: parte includendo un centinaio di sostanze, ma viene ridotta alle 22 più tossiche, considerate cancerogene o interferenti endocrine. Tra queste figura il glufosinate.

Appena si rende conto di questa incongruenza, il Comitato Scientifico EQUIVITA telefona a Bruxelles per parlare con uno degli esperti che forniscono il supporto tecnico ai parlamentari. Sentita la nostra osservazione - come può essere che la Commissione da un lato promuova i due mais resistenti al glufosinate e dall'altro vieti tale pesticida? - il tecnico risponde, dopo una breve pausa di stupore: "Toh, non ci avevo pensato. Vi richiamerò" Richiama il giorno dopo per dire "Tutto bene! L'autorizzazione per il glufosinate scade nel 2017. C'è quanto tempo si vuole per piantare Bt11 e Bt1507 !
Non troviamo parole per replicare …

Dalla notizia oggi uscita su "L'informatore agrario" risulta che in Italia il Ministro della Salute ha recepito in pieno il pensiero della Commissione: un veleno non è tale se non dopo la scadenza della sua autorizzazione. Egli ha di conseguenza revocato la sospensione cautelativa della vendita di glufosinate per autorizzare, con decreto del 27.4,2012, un prodotto fitosanitario al glufosinate ammonio "per vite e fruttiferi". Risulta che tale prodotto è già autorizzato in vari altri Stati europei e che, in definitiva, l'Italia si sta solo "uniformando"…

Peccato che nessuno sull'"Informatore agrario" spieghi la ragione per cui l'autorizzazione appena rilasciata scada il 30.9.2017 !

Per chi volesse conoscerla, la ragione è la seguente:

A partire dal 1.10.2017 il GLUFOSINATE sarà bandito quale prodotto di elevata tossicità, pericoloso per la salute.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA esprime il suo sdegno nel constatare che il Ministero chiamato "della salute" anteponga alla nostra salute e a quella dei nostri discendenti i profitti e gli interessi commerciali di qualche azienda chimica.


Comitato Scientifico EQUIVITA
Sito internet: www.equivita.it



Salvamamme: chi assiste i figli delle badanti romene?


In Romania sono 350.000 gli  orfani bianchi, i bambini lasciati lontani dalle proprie famiglie che lavorano in Italia. Di questo circa 40.000 sono figli di romeni che lavorano a Roma.

E  stato presentato oggi a Roma, in occasione della Giornata del Bambino, il workshop, organizzato da Salvamamme e l associazione Romeni in Italia, per analizzare il problema degli  orfani bianchi , i bambini lasciati lontani dalle proprie famiglie che lavorano in Italia.

Secondo stime sarebbero 350.000 i bambini rimasti in Romania che sono stati lasciati soli dai genitori andati a lavorare all estero. Inoltre, è stato calcolato che 400.000 avrebbero sperimentato, per un periodo della loro vita, la partenza di un genitore all estero. In totale su 5 milioni di bambini romeni, 750.000 sono stati lasciati in patria dai propri genitori partiti in cerca di fortuna. Si calcola che in Romania vi siano almeno 40.000 bambini figli di lavoratori rumeni a Roma.

All incontro hanno partecipato, tra gli altri, l On. Roberta Angelilli, Vice-Presidente del Parlamento Europeo, l On. Federico Rocca, delegato del Sindaco di Roma Capitale ai rapporti con le Istituzioni Europee ed i cittadini comunitari, Oana LISCAN, Ambasciata della Romania in Italia - secondo segretario rapporti con la comunità romena, Grazia Passeri, Presidente di Salvamamme, Eugen  Terteleac, dell associazione Romeni in Italia, il prof. Vincenzo Mastronardi Psichiatra, titolare della
Cattedra di Psicopatologia Forense   I Facoltà di Medicina   Università degli Studi di Roma  Sapienza , l avv. Erminia Cozza, presidente del Centro Studi  Salvamamme Family Support, il dott. Adrian Ianku, psicologo.

l On. Angelilli ha dichiarato  Il tema degli orfani bianchi va affrontato a livello europeo, è un fenomeno che per le sue proporzioni deve essere studiato ed analizzato profondamente. Di recente ho proposto in Europa un progetto pilota per raccogliere più dati possibili, per capire come si sviluppa il fenomeno e quali sono le conseguenze economiche e sociali. Al momento solo le associazioni si sono occupate di questo tema, manca l intervento delle Istituzioni che intendiamo colmare con questo
progetto che avrà l obiettivo di conoscere per mettere in atto strategie adeguate.

Ringrazio Salvamamme per aver posto l attenzione su questo problema, in Italia si calcola che la comunità romena sia di circa 120.000 persone, è quindi doveroso aiutare queste donne e queste mamme a mantenere i propri legami familiari nel paese di origine - ha dichiarato l On. Federico Rocca.

 Durante il tavolo di lavoro di oggi è stato possibile formarsi soltanto un idea parziale di una realtà estremamente variegata e complessa e delle conseguenze che possono emergere - Ha dichiarato Grazia Passeri.   Una strada da percorrere potrebbe essere proprio quella della formazione dei  genitori che si sentono a rischio, fornendo solo la capacità di leggere gli avvenimenti in modo corretto e di saper rispondere alle insidie del rapporto a distanza .

La neuropsichiatra Silvana Madia ha avviato proprio in questa occasione la formazione delle prime famiglie.

In concreto Salvamamme e Romeni in Italia intende mettere in atto interventi con incidenza diretta sulle situazioni emerse, tra le iniziative: sostenere l ambientazione nel nuovo Paese dei figli dopo l eventuale ricongiunzione familiare; sollecitare i sindaci dei comuni di origine per collaborazioni di ordine tecnico e per creare comitati locali a sostegno dei figli rimasti in patria; coinvolgere le grandi realtà associative; erigere comitati possibilmente bi-nazionali e sotto l'egida di un coordinamento nazionale.

Il tavolo di lavoro ha offerto la possibilità di raccontare anche alcune storie di sofferenza, come quella di Maria, una donna emigrata con il marito, e che ha dovuto lasciare le sue due bambine in patria affidate alla suocera, donna violenta e instabile, che non era in grado di sorvegliarle e che chiedeva con urgenza denaro per mantenerle. Salvamamme è riuscita a trovare un lavoro a questa donna presso una famiglia, ciò le ha permesso di recuperare la somma di cui aveva bisogno.


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