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martedì 29 aprile 2014

Chirurgia intima femminile, Aicpe: «Importante superare tabù e pregiudizi, ma sbagliato operarsi solo per seguire una moda»


A Padova un corso multidisciplinare tra novità, tecniche ed etica

Chirurgia intima femminile, Aicpe: 
«Importante superare tabù e pregiudizi, ma sbagliato operarsi solo per seguire una moda»

Ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali si sono riuniti a Padova per un corso su novità e tecniche in uno dei settori in più forte crescita in questi anni
Meno tabù, la moda dell'epilazione totale e il prolungamento della vita sessuale ben oltre la menopausa spingono un numero crescente di donne a rivolgersi a un medico per risolvere problematiche estetiche e funzionali nella zona intima.


Pur restando un fenomeno di nicchia, gli interventi di chirurgia plastica femminile sono in fortissima crescita:in Italia, dal 2011 al 2012, si è registrato un aumento del 24% (dati Aicpe), mentre negli Usa c'è stato un balzo in avanti del 50% (dati Asaps).

Proprio a novità e aggiornamenti sul trattamento di disfunzioni, segni d'invecchiamento e inestetismi della regione corporea più intima della donna è stato dedicato il corso "Medicina e Chirurgia Intima Femminile - salute e ringiovanimento, funzione ed estetica", che si è svolto a Clinica Cittàgiardino di Padova, con il patrocinio di Aicpe (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica) e sotto la direzione di Luca Siliprandi, vicepresidente di Aicpe. All'evento di Padova hanno partecipato gli specialisti interessati all'argomento: ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali.

«Riceviamo sempre più richieste e di diverso tipo: pur trattandosi di interventi delicati sia dal punto di vista tecnico, sia sotto il profilo etico, è un fenomeno che comunque non può essere ignorato - afferma il vicepresidente di Aicpe, Luca Siliprandi -. Le più giovani richiedono la labioplastica, ossia il rimodellamento delle piccole labbra troppo sviluppate, evidenti per via della moda dell'epilazione pubica e perineale; le meno giovani richiedono non solo il sollievo dalla secchezza e dal prurito dovuti alla carenza estrogenica, ma anche la riacquisizione di un maggior tono vaginale per poter vivere con soddisfazione una prolungata vita sessuale che oggi prosegue anche per 30 anni dopo la menopausa. Crescenti sono anche le richieste di ricostruzione dell'imene da parte di giovani donne mussulmane, per simulare una nuova verginità, necessaria a evitare non solo il rifiuto da parte del promesso marito, ma anche il definitivo allontanamento da parte della famiglia d'origine».

I "canoni estetici" relativi alla zona genitale femminile sono recenti e si fondano su basi piuttosto incerte: «Di solito si richiedono piccole labbra simmetriche e che non fuoriescano eccessivamente dalle grandi labbra - spiega Siliprandi -. È bene ricordare che l'esigenza di rimodellamento di questa zona, che nasce dalla moda dell'epilazione totale, non ha nessuna base scientifica: le piccole labbra corte non sono affatto un segnale di giovinezza, ma semplicemente una caratteristica individuale.

Probabilmente il modello di riferimento in questo campo sono le attrici dei film a luci rosse, che hanno piccole labbra corte per evitare i danni conseguenti ad attriti prolungati. Pur trattandosi di un intervento eseguibile ambulatorialmente in anestesia locale, va progettato ed eseguito con la massima cura ed attenzione, evitando asportazioni eccessive per non incorrere in problemi futuri: con la menopausa, la diminuzione estrogenica induce l'ipotrofia dei tessuti vulvari che potrebbe ridurre ulteriormente le dimensioni di piccole labbra eccessivamente accorciate, venendo così a mancare la fisiologica protezione della vagina».

Problematiche etiche, deontologiche e legali, oltre agli aspetti psicologi e sociali, devono essere considerati negli interventi nella zona genitale: «Per il perseguimento del benessere della paziente, è fondamentale valutare il reale spessore del suo disagio. Lo specialista non deve ridurre all'aspetto meramente "tecnico" il suo operare, ma anche almeno tentare di chiarire le motivazioni da cui è spinta la richiesta e quali siano le aspettative della paziente» aggiunge Siliprandi.

Il confronto e la collaborazione tra specialisti di diverse discipline, come al corso di Padova, deve proseguire non solo per affinare le tecniche, ma anche «per sviluppare la sensibilità e la diffusione di una cultura, non condizionata dai dettami della moda corrente, che insieme al benessere fisico sostengano il benessere psicologico della donna, accompagnandola nell'invecchiamento e superando tabù e pregiudizi che ancora oggi limitano la sua serenità».

Le novità. Esistono trattamenti mini-invasivi per risolvere problemi di tipo funzionale. Le incontinenze urinarie femminili, che comportano forte imbarazzo e disagio oltre a una spesa economica di milioni di euro l'anno per l'acquisto di assorbenti, possono essere risolte in molti casi con interventi mini-invasivi eseguibili a regime ambulatoriale o di "day surgery". Una novità è rappresentata dall'utilizzo di una banderella ("Miniarc") inseribile in pochi minuti per la sospensione dell'uretra.


Per ridare benessere alla sessualità femminile ci sono trattamenti ambulatoriali e indolori con laser Erbium-Yag o CO2 frazionato che rigenerano la mucosa vaginale risolvendo la secchezza che limita o impedisce i rapporti sessuali.


L'involuzione e la secchezza della vulva (in particolare il lichen sclero-atrofico che colpisce migliaia di donne) possono essere curate, con eliminazione del prurito, mediante trattamenti ambulatoriali con PRP (Plasma Ricco di Piastrine): un semplice prelievo ematico consente di ottenere, nel corso della seduta, un liquido contenente alte concentrazioni di piastrine autologhe (della stessa paziente) che viene inoculato con micro-aghi nello spessore della mucosa favorendo, nella parte trattata, l'aumento della vascolarizzazione ed una stimolata produzione di fibre collagene ed elastiche da parte dei fibroblasti.


L'utilizzo dell'acido jaluronico (ne esiste oggi in Italia solo un tipo autorizzato per l'utilizzo nella regione vulvare) è utile per aumentare, anche se temporaneamente, la tumescenza delle grandi e delle piccole labbra e può contribuire al controllo della secchezza e del prurito della regione, non solo in virtù del suo potere idratante, ma anche grazie alla sua azione di stimolo alla produzione di nuove fibre collagene ed elastiche.

AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l'obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari.


Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi.


Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

“Bolon variations – from material to product” : la mostra di Istituto Marangoni Design School e Bolon



Fuori Salone Via Cerva & Istituto Marangoni Design School: "Bolon variations – from material to product"

07 Aprile 2014, Milano - In collaborazione con Bolon, nota azienda di design, Istituto Marangoni Design School porta in mostra i progetti finalisti del concorso "Bolon variations – from material to product"  realizzati dai migliori studenti utilizzando l'esclusivo materiale Bolon, prodotto dall'omonima azienda svedese.



L'esibizione sarà ospitata all'interno della nuova scuola del design, in via cerva 24 a Milano:  dieci i prototipi in mostra, prodotti molto diversi tra loro ma tutti realizzati interpretando il materiale Bolon, la cui varietà estetica e potenzialità espressiva ha ispirato i giovani creativi delle scuole fashion e design di Istituto Marangoni.

Sotto la guida del designer e art director della scuola, Giulio Cappellini, gli studenti sono stati invitati a presentare nuovi oggetti,  a scelta tra abbigliamento, accessorio moda e prodotto funzionale, utilizzando il materiale Bolon, normalmente impiegato nella pavimentazione, sperimentandone nuovi utilizzi in chiave altamente innovativa. 

Una speciale giuria, composta dal management di Istituto Marangoni e dell'azienda Bolon, e da Giulio Cappellini, ha infine valutato i lavori e selezionato le dieci migliori proposte, delle quali saranno realizzati i prototipi protagonisti della mostra.

"La collaborazione con Bolon costituisce un'interessante opportunità per i nostri studenti, che hanno l'occasione di lavorare in stretto contatto con un'azienda internazionale di design e mettere alla prova creatività e innovazione, per raggiungere risultati a volte sorprendenti." commenta Roberto Riccio, Direttore Generale del Gruppo Istituto Marangoni.

Marie Eklund, chief creative officer di Bolon, aggiunge "noi crediamo in una collaborazione continuativa con i giovani creativi. In questo caso, stiamo valutando le infinite possibilità e potenzialità che possiede il nostro prodotto, non solo quando applicato al pavimento".


"Bolon variations – from material to product"
Istituto Marangoni Design School
Via Cerva 24, Milano
Dal 8  al 13 aprile 2014 – dalle h. 10.00 alle ore 19.00




Istituto Marangoni  
Istituto Marangoni nasce nel 1935 a Milano come Istituto Artistico dell'Abbigliamento Marangoni. Da allora ha al suo attivo un bilancio formativo di quattro generazioni di studenti dai 5 continenti ed è stato il trampolino di lancio per oltre 40.000 professionisti della moda e del lusso, tra i quali citiamo Domenico Dolce (Dolce & Gabbana) e Franco Moschino. Istituto Marangoni conta oggi ogni anno oltre 2.500 studenti provenienti da 92 differenti nazioni, nei quattro campus di Milano (moda e design), Parigi, Londra e Shanghai, le capitali internazionali della moda, del design e del lusso.

L'offerta formativa, ampia e articolata, propone corsi undergraduate (preparatori, triennali, intensivi annuali), postgraduate (preparatori e master annuali) e corsi brevi. Da febbraio 2014 la nuova Design School di Istituto Marangoni di Via Cerva a Milano si aggiunge alle attuali location della moda. Visita istitutomarangoni.com


 


Bolon
Bolon è un'azienda di design svedese all'avanguardia diretta dalle sorelle Annica e Marie Eklund, che rappresentano la terza generazione della proprietà dell'azienda.
Sotto la loro guida, Bolon si è trasformata da una tessitoria tradizionale in un marchio di design internazionale, con particolare attenzione a pavimenti innovativi e interni creativi. Tra i propri clienti, Bolon annovera Armani, Google, Mercedes, Adidas, Reebok e Sheraton, oltre ad architetti e designer di primo piano come Jean Nouvel e Cappellini. Il design e la produzione avvengono interamente a Ulricehamn (Svezia)"


Clorofilla - Campus estivo 2014


Il campus estivo di Clorofilla 2014
Il nido scuola Clorofilla propone per questa estate il suo speciale campus estivo pensato appositamente per i bambini curiosi di fare nuove scoperte.

Il campus estivo ha come base i nuovissimi e luminosi locali di Clorofilla e sarà bilingue (italiano-inglese) con educatrici di madrelingua anglofona che, in copresenza a quelle di lingua italiana, accompagneranno i piccoli in tante avventure coinvolgenti:

-          laboratori di giardinaggio nel giardino interno per conoscere i segreti dell'orto
-          laboratori di cucina nel nostro atelier del gusto con la cuoca Paola, garanzia di prelibatezze da gourmet
-          corsi di acquaticità per i bambini più piccoli (a partire dai 24 mesi) e di nuoto per i più grandi nella piscina interna riscaldata per incontri straordinari con l'acqua
-          attività motorie nella palestra e nel giardino interno, il rilassamento è garantito!
-          attività di creatività ed espressività artistica nei mini-atelier
-          letture, racconti e invenzione di storie a partire dall'angolo dei travestimenti dove la fantasia non ha più limiti…

 Età dei bambini ammessi: nido (12-36 mesi) - scuola dell'infanzia (3-6 anni)

Date: 4 settimane differenziabili in 4 tranche: 30 giugno-4 luglio, 7-11luglio, 14-18 luglio, 21-25 luglio 2014
Orari: 8,00 - 16,30 con pasti e merende cucinati internamente
Costi per settimana:
Nido 240,00 € (compresi pannolini, piscina, pasti, materiale didattico)
Scuola 210,00 € (compresi piscina, pasti, materiale didattico)
Iscrizioni: entro il 15 giugno 2014
Sconto del 5% per chi si iscrive per 3 settimane e del 10% per chi si iscrive per 4 settimane

Per informazioni e prenotazioni:
Segreteria Clorofilla tel. 02 58110091 o email info@nidoscuolaclorofilla.it

Clorofilla, il primo nido scuola progettato a Milano con la consulenza di Reggio Children, offre nel centro di Milano un ambiente esclusivo con 2000 mq complessivi su due livelli, 7 sezioni di 45 mq ognuna capaci di accogliere 150 bimbi. 

Ogni sezione ha al suo interno un mini-atelier, un bagno attrezzato e un soppalco per la nanna, 300 mq open space per le attività comuni, 300 mq per il giardino pensile con orti e serra al primo piano, 30 mq per la piscina riscaldata con balconata, 50 mq per lo spazio dedicato alla motricità.

Clorofilla Via Cesare da Sesto 5, Milano (MM2 Sant'Agostino – Sant'Ambrogio)

Cnr: microbiota intestinale degli Hadza della Tanzania

L'intestino, campione dell'evoluzione

Il microbiota intestinale degli Hadza della Tanzania, gli ultimi cacciatori-raccoglitori, confrontato con quello degli italiani, ne conferma l'adattamento all'ambiente. La nostra flora batterica è più 'povera' e ci espone alle malattie tipiche delle nazioni industrializzate: i nostri antenati paleolitici erano più 'sani'? Alla ricerca internazionale, pubblicata su Nature  Communications, ha partecipato l'Itb-Cnr

Le comunità microbiche intestinali hanno un ruolo essenziale nella nostra fisiologia, essendo un fattore chiave per la nutrizione, il funzionamento del sistema immunitario e la protezione da microorganismi patogeni. E studi recenti hanno dimostrato come il microbiota intestinale agisca in maniera adattativa, ottimizzando le performance metaboliche e immunologiche in risposta ai diversi alimenti.

Al fine di comprendere meglio questo aspetto evolutivo, un team internazionale di ricercatori, del quale fa parte Clarissa Consolandi dell'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Segrate (Mi), ha sequenziato per la prima volta il microbiota intestinale degli Hadza della Tanzania, una delle ultime popolazioni di cacciatori-raccoglitori, confrontandolo con quello degli italiani, quali rappresentanti di uno stile di vita occidentale. 

I risultati, recentemente pubblicati sulla rivista Nature Communications, hanno evidenziato nel tratto gastrointestinale degli Hadza un profilo microbico mai osservato in nessun'altra popolazione umana, a conferma del ruolo essenziale nell'adattamento dei batteri simbionti dell'intestino.

"Gli Hadza, una tribù di circa 200-300 individui, rappresentano una testimonianza unica dello stile di vita dei nostri predecessori paleolitici, che ha caratterizzato il 95% della storia dell'evoluzione umana", spiega Consolandi. "I risultati dimostrano come l'assetto funzionale della loro comunità microbica intestinale sia altrettanto unico. È perfettamente adattato a metabolizzare e a ricavare energia dagli alimenti fibrosi che essi abitualmente consumano, grazie alla particolare produzione del propionato, un acido grasso, rispetto al butirrato più abbondante negli italiani. Inoltre, il microbiota di uomini e donne di questa tribù differisce in maniera sorprendente, mai vista in altra popolazione umana, e riflette le divisioni del lavoro nella comunità, con implicazioni per la fertilità femminile".

Gli Hadza possiedono insomma un ecosistema microbico intestinale estremamente diverso e più variegato rispetto a noi occidentali. "Quest'elevata diversità potrebbe corrispondere alla maggiore complessità funzionale di estrema rilevanza nell'ambito della salute", prosegue la ricercatrice Itb-Cnr, "mentre il suo successivo impoverimento si lega a fattori quali igienizzazione e alto contenuto di zuccheri e grassi nella dieta, ma anche a malattie croniche emergenti delle nazioni industrializzate, quali sindrome del colon irritabile, cancro al colon-retto, obesità, diabete di tipo II, morbo di Crohn". 

Il microbiota degli Hadza è arricchito di microrganismi che noi consideriamo batteri patogeni come il Treponema, mentre è povero di gruppi considerati benefici quali i probiotici bifidobatteri. "Il fatto che però gli Hadza non siano soggetti a malattie infiammatorie croniche frutto di disbiosi microbiche porta a ridefinire i concetti di 'sano' e 'malato' del microbiota intestinale, in funzione del contesto", conclude Consolandi. "Lo studio dimostra dunque come i microrganismi residenti nell'intestino siano partner essenziali per adattarsi a stili di vita e ambienti diversi, di cui dobbiamo preservare la diversità funzionale".

La ricerca, che ha inoltre valutato l'attività metabolica dei microrganismi intestinali misurando la produzione di acidi grassi a corta catena, è stato condotto da un team internazionale di ricercatori provenienti anche da Max Planck Institute, Università di Bologna, Università di Dar es Salaam (Tanzania), di Cambridge (Uk) e Nevada (Usa).

Giocare online senza rischi: l'importanza dell'AAMS

Chi frequenta già da tempo i casinò online sa bene quale sia l’importanza di giocare all’interno di case da gioco autorizzate dal AAMS (Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato), l’Ente preposto dal nostro Ministero dell’Economia al controllo del gioco d’azzardo nel nostro Paese.

Chi invece è un novellino dei casinò online ne avrà sentito parlare qualche volta o avrà forse visto qualche banner pubblicitario che richiama a questa attenzione. Ma cosa vuol dire in soldoni?

Il modo migliore per capire di cosa stiamo parlando è "toccare con mano" visitando direttamente un sito specializzato in giochi di casinò online come questo, così potrete voi stessi reperire tutte le informazioni necessarie.
Detto in parole semplici, in Italia, tutti i casinò che non sono autorizzati dal AAMS sono illegali. Domanda: affidereste i vostri soldi ad una banca illegale? Ed allora perché dovreste farlo con un casinò illegale che magari opera da Singapore e contro il quale, in caso di problemi, non avete nessuna manleva legale?

E non è solo una questione di etichetta o di autorizzazioni amministrative. I Casinò online licenziati dall’AAMS sono più sicuri perché utilizzano giochi certificati che non arrecano danni ai nostri pc, e che utilizzano connessioni ad internet sicure, a prova di hacker. Ma non solo. I casinò online licenziati dal AAMS sono obbligati dallo stesso Ente a restituire sotto forma di vincite, una percentuale molto alta (superiore al 90%) di quello che raccolgono dalle scommesse dei giocatori; in pratica nei casinò legali si vince più spesso e di più.

Inoltre questi casinò sono tenuti a fornire ai propri clienti un servizio di assistenza in italiano che deve essere attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, attivandosi sia tramite i canali tradizionali come il telefono, sia attraverso le chat.

Cosa accade se nonostante tutte queste avvertenze si continua ad utilizzare casinò illegali? Il rischio principale è quello di perdere tutto il proprio credito (ed i propri dati personali, carta di credito inclusa) da un giorno all’altro, visto che questi casinò vengono periodicamente oscurati via internet dalla Polizia Postale o dalla Guardia di Finanza.

Ricetta per la primavera: PIZZA CON ASPARAGI VERDI DAL RICETTARIO STUFFER

DAL RICETTARIO STUFFER: PIZZA CON ASPARAGI VERDI

Per 4 persone
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: 1 ora

Pizza con asparagi verdi

Ingredienti
400 g di salsa di pomodoro
400 g di asparagi verdi
100 g di prosciutto cotto
150 g di mozzarella
Un po' di basilico, olio d'oliva, sale
e pepe

Preparazione
1 Srotolate la base per pizza e spalmateci sopra la salsa di pomodoro.
Mondate gli asparagi verdi, tagliateli a pezzetti, fateli ammorbidire in padella
con un po' di olio d'oliva, sale e pepe, quindi insaporiteli con il basilico.
Tagliate la mozzarella a dadini e distribuitela sul pomodoro.


2 Aggiungete le fette di prosciutto.


3 Guarnite con i pezzetti di asparagi


4 Una volta guarnita Fate cuocere nel forno preriscaldato a 180 °C per 10 minuti.

Chirurgia intima femminile, Aicpe: «Importante superare tabù e pregiudizi, ma sbagliato operarsi solo per seguire una moda»


A Padova un corso multidisciplinare tra novità, tecniche ed etica

Chirurgia intima femminile, Aicpe: «Importante superare tabù e pregiudizi, ma sbagliato operarsi solo per seguire una moda»
Ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali si sono riuniti a Padova per un corso su novità e tecniche in uno dei settori in più forte crescita in questi anni

Meno tabù, la moda dell'epilazione totale e il prolungamento della vita sessuale ben oltre la menopausa spingono un numero crescente di donne a rivolgersi a un medico per risolvere problematiche estetiche e funzionali nella zona intima. Pur restando un fenomeno di nicchia, gli interventi di chirurgia plastica femminile sono in fortissima crescita:in Italia, dal 2011 al 2012, si è registrato un aumento del 24% (dati Aicpe), mentre negli Usa c'è stato un balzo in avanti del 50% (dati Asaps).


Proprio a novità e aggiornamenti sul trattamento di disfunzioni, segni d'invecchiamento e inestetismi della regione corporea più intima della donna è stato dedicato il corso "Medicina e Chirurgia Intima Femminile - salute e ringiovanimento, funzione ed estetica", che si è svolto a Clinica Cittàgiardino di Padova, con il patrocinio di Aicpe (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica) e sotto la direzione di Luca Siliprandi, vicepresidente di Aicpe. All'evento di Padova hanno partecipato gli specialisti interessati all'argomento: ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali. 


«Riceviamo sempre più richieste e di diverso tipo: pur trattandosi di interventi delicati sia dal punto di vista tecnico, sia sotto il profilo etico, è un fenomeno che comunque non può essere ignorato - afferma il vicepresidente di Aicpe, Luca Siliprandi -. Le più giovani richiedono la labioplastica, ossia il rimodellamento delle piccole labbra troppo sviluppate, evidenti per via della moda dell'epilazione pubica e perineale; le meno giovani richiedono non solo il sollievo dalla secchezza e dal prurito dovuti alla carenza estrogenica, ma anche la riacquisizione di un maggior tono vaginale per poter vivere con soddisfazione una prolungata vita sessuale che oggi prosegue anche per 30 anni dopo la menopausa. Crescenti sono anche le richieste di ricostruzione dell'imene da parte di giovani donne mussulmane, per simulare una nuova verginità, necessaria a evitare non solo il rifiuto da parte del promesso marito, ma anche il definitivo allontanamento da parte della famiglia d'origine». 


I "canoni estetici" relativi alla zona genitale femminile sono recenti e si fondano su basi piuttosto incerte: «Di solito si richiedono piccole labbra simmetriche e che non fuoriescano eccessivamente dalle grandi labbra - spiega Siliprandi -. È bene ricordare che l'esigenza di rimodellamento di questa zona, che nasce dalla moda dell'epilazione totale, non ha nessuna base scientifica: le piccole labbra corte non sono affatto un segnale di giovinezza, ma semplicemente una caratteristica individuale. Probabilmente il modello di riferimento in questo campo sono le attrici dei film a luci rosse, che hanno piccole labbra corte per evitare i danni conseguenti ad attriti prolungati. 

Pur trattandosi di un intervento eseguibile ambulatorialmente in anestesia locale, va progettato ed eseguito con la massima cura ed attenzione, evitando asportazioni eccessive per non incorrere in problemi futuri: con la menopausa, la diminuzione estrogenica induce l'ipotrofia dei tessuti vulvari che potrebbe ridurre ulteriormente le dimensioni di piccole labbra eccessivamente accorciate, venendo così a mancare la fisiologica protezione della vagina».

Problematiche etiche, deontologiche e legali, oltre agli aspetti psicologi e sociali, devono essere considerati negli interventi nella zona genitale: «Per il perseguimento del benessere della paziente, è fondamentale valutare il reale spessore del suo disagio. Lo specialista non deve ridurre all'aspetto meramente "tecnico" il suo operare, ma anche almeno tentare di chiarire le motivazioni da cui è spinta la richiesta e quali siano le aspettative della paziente» aggiunge Siliprandi. 


Il confronto e la collaborazione tra specialisti di diverse discipline, come al corso di Padova, deve proseguire non solo per affinare le tecniche, ma anche «per sviluppare la sensibilità e la diffusione di una cultura, non condizionata dai dettami della moda corrente, che insieme al benessere fisico sostengano il benessere psicologico della donna, accompagnandola nell'invecchiamento e superando tabù e pregiudizi che ancora oggi limitano la sua serenità».

Le novità. Esistono trattamenti mini-invasivi per risolvere problemi di tipo funzionale. Le incontinenze urinarie femminili, che comportano forte imbarazzo e disagio oltre a una spesa economica di milioni di euro l'anno per l'acquisto di assorbenti, possono essere risolte in molti casi con interventi mini-invasivi eseguibili a regime ambulatoriale o di "day surgery". 

Una novità è rappresentata dall'utilizzo di una banderella ("Miniarc") inseribile in pochi minuti per la sospensione dell'uretra. Per ridare benessere alla sessualità femminile ci sono trattamenti ambulatoriali e indolori con laser Erbium-Yag o CO2 frazionato che rigenerano la mucosa vaginale risolvendo la secchezza che limita o impedisce i rapporti sessuali. L'involuzione e la secchezza della vulva (in particolare il lichen sclero-atrofico che colpisce migliaia di donne) possono essere curate, con eliminazione del prurito, mediante trattamenti ambulatoriali con PRP (Plasma Ricco di Piastrine): un semplice prelievo ematico consente di ottenere, nel corso della seduta, un liquido contenente alte concentrazioni di piastrine autologhe (della stessa paziente) che viene inoculato con micro-aghi nello spessore della mucosa favorendo, nella parte trattata, l'aumento della vascolarizzazione ed una stimolata produzione di fibre collagene ed elastiche da parte dei fibroblasti.


L'utilizzo dell'acido jaluronico (ne esiste oggi in Italia solo un tipo autorizzato per l'utilizzo nella regione vulvare) è utile per aumentare, anche se temporaneamente, la tumescenza delle grandi e delle piccole labbra e può contribuire al controllo della secchezza e del prurito della regione, non solo in virtù del suo potere idratante, ma anche grazie alla sua azione di stimolo alla produzione di nuove fibre collagene ed elastiche.

AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l'obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. 

Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. 

Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.



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Redazione del CorrieredelWeb.it


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