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martedì 3 marzo 2015
Diabetes Marathon a Forlì (26 aprile 2015)
L’evento, organizzato dall’Associazione Diabetici Forlivese in collaborazione con Comune di Forlì e U.O. di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì (diretta dal Dott. Nizzoli), e la direzione tecnica di Trail Romagna è stato presentato sabato 15 novembre in occasione della Giornata mondiale del diabete a Casa Artusi. Questo per sottolineare il tema della Diabetes Marathon 2015 che sarà incentrato sull’alimentazione della persona con diabete.
Al cuore della manifestazione, rappresentato dalla gara vera e propria, saranno affiancati tre giorni di eventi dislocati in tutta la Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini) come campi per sportivi, convegni, laboratori e concerti con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione ad un problema sempre più grave come il diabete, spiegandone la patologia dal punto di vista medico-scientifico e socio-culturale.
ALIMENTAZIONE E DIABETE La manifestazione è incentrata sulla corretta alimentazione nella persona con diabete, per questo motivo la location scelta per la presentazione è CASA ARTUSI. La pianificazione di una dieta corretta per una persona con diabete può essere difficile se non si è certi della combinazione di cibi migliore e dell’effetto dei diversi alimenti sui livelli di glicemia. Eppure, è possibile migliorare il controllo della glicemia scegliendo cibi più sani. Il piano alimentare è utile per sapere quando mangiare, in quale quantità e quali tipi di alimenti sono consigliati: in pratica il potere di gestire il diabete è nelle mani del diabetico.
Tutti temi che saranno trattati durante l’evento. Sul tema verrà avviato, in collaborazione con le scuole primarie del forlivese, un progetto per incentivare lo sport e la corretta alimentazione in età pediatrica. In quest’ottica anche la collaborazione con romagnamamma.it, il quotidiano online dedicato a mamma e papà, che in collaborazione con piccolocuoco.com, il portale di ricette bio e naturali dedicate ai più piccoli, realizzerà una sezione interamente dedicata all’alimentazione per bambini diabetici.
TRE GIORNI DI EVENTI Tre giorni, quelli dal 24 al 26 aprile, che saranno ricchi di attività per tutta la famiglia, impostati sulla prevenzione e sul corretto stile di vita, con stand espositivi, zone adibite a laboratori, punti informativi specifici legati al diabete. Nella giornata di sabato 25 aprile verranno effettuati un incontro sulla tecnologia applicata al diabete, laboratori didattici sull'educazione alimentare e una serata di confronto e divertimento tra giovani con diabete.
L’EVENTO SPORTIVO – LE NOVITA’ Il risultato dell’edizione 2014 che con 2000 persone iscritte ha permesso di raccogliere 30.000 euro per i bambini e adolescenti colpiti da diabete mellito di tipo 1, è un successo che ci spinge a guardare oltre con grande ottimismo.
Tante le novità in programma, tutte rivolte ad una maggiore fruizione dell’evento da parte di tutti per arricchire di conseguenza la componente solidale. Il percorso di gara è stato ridotto a 10 Km, una distanza che da una parte rappresenta una misura di riferimento per gli atleti competitivi, dall’altra consente la partecipazione dei ragazzi fin dai 16 anni, un target, quello dai 16 ai 22 anni (allievi, juniores e promesse) al quale sarà prestata grande attenzione ad incominciare da un’importante scontistica ad essi riservata (-5€).
La distanza, ulteriormente ridotta a 7,5 km dovrebbe incentivare la partecipazione dei camminatori che si divideranno tra i gruppi capitanati da Forlì Cammina e gli appassionati di Nordic Walking che avranno la possibilità di seguire i propri istruttori. Sempre a seguito di guide si muoveranno i partecipanti alle camminate del Parco del Novecento, una passeggiata tra le testimonianze artistico-architettoniche che si dipanano in un percorso che da Piazza Saffi conduce al Campo Gotti (5 km circa). Per i più pigri sarà disegnato un percorso di 3 km, adatto a tutti. Ma la novità più importante sarà la gara a squadre, denominata La3, che consentirà ai non competitivi di vestire per una volta i panni degli atleti ‘professionisti’.
Questa formula permette la partecipazione di persone non in possesso di certificato medico agonistico che potranno costituire team di 3 persone – compagni di allenamento o di scuola, amici, familiari etc. – e correre con pettorale e chip per la rilevazione cronometrica. In questo modo, pur non essendoci competizione vera e propria con relative premiazioni, i partecipanti potranno leggere il proprio riscontro cronometrico individuale e quello della propria squadra, frutto della somma dei 3 tempi. Un progetto estremamente innovativo riguarda un campo per podisti con Diabete tipo 1 al quale parteciperanno atleti provenienti da tutta Italia.
Questo campo, che si terrà nei due giorni che precedono la Diabetes Marathon e si concluderà con la partecipazione degli atleti alla gara, dovrà fornire alla persona con diabete gli strumenti e le conoscenze necessarie per ottimizzare la gestione del diabete e indicare la preparazione atletica più corretta per le esigenze dei singoli in modo da godere in sicurezza di tutti i benefici derivanti dall'esercizio fisico. CAMPO GOTTI – È QUI LA FESTA Il Campo di Atletica C. Gotti, reso disponibile dall’Atletica Edera, sarà il cuore della manifestazione. Qui si concentreranno tutte le attività di servizio alle gare e camminate in un clima reso ancor più colorato dalla partecipazione dei bambini – per cui tutte le attività ludico-motorie saranno gratuite – e dall’animazione di Radio Bruno.
Per chi al movimento aerobico della corsa e del cammino preferisce gli esercizi a corpo libero, il Campo si trasformerà in una palestra a cielo aperto, con alcune sessioni di fitness. Ad arricchire la festa la compresenza della “Festa del Volontariato”, che condividerà il parterre del campo con il Village e gli stand del pasta party curato da Associazione Il Molino.
ISCRIZIONI I preparativi per la seconda edizione sono già partiti: le iscrizioni saranno aperte a partire dal 1 dicembre 2014 attraverso il sito Internet www.diabetesmarathon.it. Info tecniche Trail Romagna 338 5097841
La medicina di genere nelle patologie cardiovascolari" Convegno (Forlì, 12 marzo)
lunedì 2 marzo 2015
OMS mette in guardia contro l'ascolto di musica ad alto volume
Per evitare danni all'udito, i giovani dovrebbero ascoltare la musica quotidianamente in cuffia solo un'ora usando il loro smartphone e i lettori musicali moderandone l'utilizzo e abbassando il volume. L'OMS lo ha dichiarato Venerdì a Ginevra. L'organizzazione ha anche avvertito che in ambienti rumorosi è auspicabile indossare tappi per le orecchie.
Il problema era già stato evidenziato negli anni Ottanta, con la crescente diffusione dei walkman. Ma oggi è accentuato, non solo dalla tipologia differente di cuffie usate, ma anche dalle migliori prestazioni dei moderni lettori musicali in termini di durata delle batterie e capacità di archiviazione. Secondo l'OMS, più di un miliardo di giovani nel mondo sono a rischio sordità per l'utilizzo scorretto di cuffie ed auricolari. Ben il 50% degli utilizzatori, di età compresa tra i 12 ed i 35 anni, che ogni giorno ascoltano musica in paesi con reddito elevato e medio, sono quindi esposti a forti rumori.
In media il livello di ascolto è di 78 dB e questo valore non è rischioso ma oltre il 10% dei teenagers usa 100 dB e più esponendosi in tal modo ad un rischio sicuro di trauma acustico. Come spiega l'OMS, i giovani tendono a sentire la musica a volume molto elevato specie quando esiste un rumore di fondo come in metropolitana. Infatti l'85 di decibel corrisponde al rumore in un mezzo di trasporto in città nelle ore di punta.
Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", per contrastare il fenomeno, sarebbe auspicabile una campagna di prevenzione volta a promuovere il corretto modo di ascoltare musica. Anche se difficilmente i giovani ci sentono da questo orecchio, se vogliono salvarli entrambi devono moderare l'uso di questi optional.
Dona una mimosa virtuale alle donne ucraine - Ai.Bi.
Alimenti da ridurre. Il sushi di tonno
Attenzione, quindi, alle mode alimentari.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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Nuovi mestieri "rosa": mercoledì 4 marzo a Roma le Donne in Campo della Cia lanciano l'AgriCatering
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domenica 1 marzo 2015
Epidemia mortale tra le "canne". L'insufficienza renale subita dai lavoratori nei campi di canna ha causato più di 24.000 morti in America centrale.
Siamo nel bel mezzo del periodo del raccolto in America Centrale. Le temperature nei campi di canne sono di solito tra i 32 e i 40 gradi, e l'umidità relativa può raggiungere il 75%. Nel mulino di San Antonio in Chichigalpa, il più grande del Nicaragua, più di duemila operai tagliano la canna da zucchero col machete dalle prime ore del mattino. I reni di molti di loro cominciano a manifestare deficit.
Lo stesso è accaduto a centinaia di persone nelle loro famiglie e tra i loro compagni, metà uomini di Chichigalpa; e 24.000 morti, nel silenzio delle istituzioni internazionali, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", si sono registrati negli ultimi dieci anni in questa regione.Lentamente, questa misteriosa epidemia d'insufficienza renale cronica (IRC), che colpisce la costa del Pacifico centrale, ha falcidiato gli agricoli stagionali, soprattutto tagliatori di canna da zucchero. Una buona parte di loro a Chichigalpa. Nel resto del mondo, le cause della IRC sono spesso il diabete e l'ipertensione.
Non qui, tra la canna da zucchero. Qui addirittura le è stato dato il nome di "nefropatia mesoamericana di origine sconosciuta". Ma un recente articolo pubblicato sull'International Journal of Occupational and Environmental Health dal dottor Daniel Brooks, della School of Public Health della Boston University, ha rivelato che almeno uno dei fattori principali che contribuiscono alla incidenza della malattia in la regione è un lavoro faticoso a temperature elevate praticata nei mulini.
La prova è "il fatto che la funzionalità renale è stata ridotta nella maggior parte dei tagliatori, irrigatori e tagliatori di canna, rispetto ai lavoratori delle fabbriche," sottolinea Brooks, che ha guidato il team di ricerca IRC in Nicaragua.
"Lo stress determinato dal calore è un fattore che contribuisce, probabilmente in combinazione con uno o più fattori professionali o non professionali.
"Uno studio rivelerebbe che le alte temperature sono un fattore importante.In assenza di ulteriori ricerche su altri fattori, come l'esposizione a pesticidi e altre sostanze chimiche, effetti collaterali dei farmaci o di presenza della malattia negli adolescenti, l'evidenza dallo studio della scuola di Boston rappresenta una piccola spinta alle richieste di operatori, e dei pazienti IRC, che si sono rivolte ai rappresentanti degli imprenditori dello zucchero e responsabili politici.
La paura di essere costretti ad assumersi la responsabilità di risarcire le famiglie delle vittime ha spinto i più grossi gruppi di produttori ad offrire forme di aiuto palliative come buoni pasto, borse di studio e altri vantaggi. Ma non hanno soddisfatto le principali richieste dei lavoratori.
Nel frattempo, il governo sandinista tace su un problema che è particolarmente scomodo.L'anno scorso, è stato battuto nel paese un record di produzione: ben otto milioni di tonnellate. I due principali acquirenti di zucchero sono gli Stati Uniti ed il Venezuela, oltre l'Unione europea e altri paesi della regione. La Banca Mondiale ha finanziato l'attività per l'espansione delle colture di canna da zucchero, al fine di aumentare l'esportazione di bioetanolo.
L'IRC è registrata come una delle cause di morte (si stima che ci sono quattro morti ogni settimana). Negli ultimi anni è raddoppiato il tasso di mortalità degli uomini. Ad ogni donna deceduta, ci sono sei uomini, per lo più contadini in età lavorativa.
La città ha dovuto aprire un nuovo cimitero. L'amministrazione comunale fornisce tombe gratuite alle famiglie bisognose. Non esiste una cura e nella sua fase acuta, necessita sedute di dialisi (di solito tre volte la settimana), che costano 140 dollari ciascuna.
Il trapianto di rene, nel caso si sia trovato un donatore ideale costa circa $ 14.000 quando lo stipendio medio è di 100 dollari al mese. Tutto ciò rende la diagnosi di IRC quasi una condanna a morte per i lavoratori che non riescono a vivere con 100 dollari al mese nel migliore dei casi.Anche se, per anni, i zuccherifici hanno dichiarato che l'epidemia di IRC è "multicausale 'e non si possono accusare direttamente le condizioni di lavoro, i lavoratori hanno sempre sospettato che il male era lì, tra le canne.
Come dimostra ora lo studio condotto da Brooks, lo hanno ripetuto centinaia di volte i pazienti IRC.In altri forum internazionale di salute, si è diffuso l'allarme per l'epidemia di IRC.
Alla fine del 2013, la Pan American Health Organization (OPS) ha invitato i governi della regione a prendere atto che la malattia costituisce un problema di sanità pubblica urgente e grave, tenuto conto "la sua alta incidenza, prevalenza e mortalità e l'assistenza sanitaria non sono soddisfacenti, e l'onere per le famiglie stesse, le comunità, i sistemi sanitari e della società in generale". Attualmente, in Nicaragua, uno dei paesi più colpiti, il Ministero della Salute non vuole governare.Lo studio condotto dalla Boston University non esclude l'incidenza di altri fattori professionali e non professionali, ma si sarebbe combinato con condizioni di lavoro nel zuccherificio.
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