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martedì 4 luglio 2017

#ideefertili: al via la campagna Sifes su giovani e fertilità

#IDEEFERTILI: SIFES LANCIA LA NUOVA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PER SENSIBILIZZARE I GIOVANI ALLA PREVENZIONE CONTRO IL RISCHIO STERILITÀ. 

La Società Scientifica mira a raggiungere i più giovani in luoghi di aggregazione e nelle scuole: debutto in spiaggi a Cattolica l'8 e il 9 luglio. 

 
Qualunque sia la tua idea di futuro, scegli di scegliere: un appello alla consapevolezza per esercitare la propria libertà.
Il Presidente Andrea Borini: "Dobbiamo passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità".
 
Roma, luglio 2017_Una campagna di sensibilizzazione su un tema delicato come quello della prevenzione alla sterilità, indirizzata ai più giovani per fornire loro conoscenze utili a non compromettere scelte che potranno desiderare di fare nel futuro (come l'eventuale maternità o paternità). Un'informazione scientifica senza giudizi, moralismi o costrizioni sociali, che diventa alleata dei ragazzi come strumento di consapevolezza, invito ad amarsi e conoscersi, confrontarsi e discutere per vivere pienamente la propria sessualità.
 
Queste le linee che hanno guidato Sifes – Società Italiana di Fertilità e sterilità, nell'ideazione della campagna di comunicazione #ideefertili, al via l'8 luglio a Cattolica assieme all'RDS Play on Tour, l'evento itinerante che vedrà coinvolte sei località balneari da nord a sud Italia (oltre a Cattolica, Lignano Sabbiadoro, Pescara, Peschici, Sciacca e Capo D'Orlando). Una presenza inusuale, quella di una società scientifica all'interno di un evento leggero e disimpegnato, ma necessaria per intercettare un target prezioso, quello dei ragazzi e delle ragazze, la cui attenzione rispetto alle tematiche della sterilità e della fertilità potrebbe rappresentare un mezzo per frenare l'aggravarsi del problema della sterilità e tentare di invertire il trend negativo dei tassi di fertilità nel nostro paese.
 
La campagna nasce a partire dall'indagine "I giovani e la fertilità" condotta dalla stessa Sifes su un campione di quasi 1500 ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 26 anni: una ricerca tesa ad esplorare il livello di conoscenza delle tematiche afferenti alla fertilità così come il coinvolgimento dei più giovani e la loro sensibilità verso la prevenzione. Se da un lato i giovani hanno mostrato familiarità nei confronti dei temi proposti, ciò che emerge è però una certa confusione ed imprecisione, figlia di un'informazione reperita soprattutto dalla rete, in assenza di una serie di altri punti di riferimento e di produzione di sapere– dalla famiglia alla scuola – che si mostrano più deboli.
 
Di qui la necessità di sopperire ad una mancanza oggettiva di luoghi in cui trovare un'informazione puntuale e semplice, ma non semplicistica, senza però subire pressioni o stigmatizzazioni di sorta. Tanto più che si tratta di un tema, quello di una possibile futura genitorialità, che i ragazzi percepiscono come lontano dal loro orizzonte di problemi ed interessi: in un presente in cui è sempre più spostata in avanti – per una somma di motivi noti - la decisione di procreare, l'età rappresenta infatti uno dei fattori di maggior impatto sulla fertilità.  Così come è necessario mettere al corrente i giovani dei rischi legati a comportamenti ed abitudini, come ad esempio la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, che ancor più di abitudini nocive quali fumo, droghe ed abuso di alcol (sulla cui pericolosità i ragazzi appaiono ben informati), possono compromettere la salute riproduttiva. Pur essendoci attenzione, circa 7 ragazzi su 10 (più o meno il 73%) non hanno mai pensato di fare un controllo medico per assicurarsi della propria salute riproduttiva.
 
 
Informare, dunque, e informarsi, per essere liberi: di qui il claim 'Scegli di scegliere' che accompagna la campagna: un messaggio che si adatterà per strumenti, tone of voice e contenuti al quotidiano dei più giovani, incuriosendoli, spingendoli ad approfondire e condividere.
 
"Come Società Scientifica – spiega il Presidente Borini - sentiamo il dovere di impegnarci nella divulgazione di contenuti corretti, attraverso un'informazione senza pregiudizi né costrizioni sociali, per consentire a tutti di esercitare la propria libertà di scelta nel futuro. Dobbiamo passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità. Affrontare queste tematiche fa parte del processo di conoscenza e rispetto di se stessi, per vivere pienamente la propria sessualità".
 
#ideefertili si pone l'obiettivo di coinvolgere maschi e femmine in ugual misura: se infatti sono le ragazze a mostrare una maggiore attenzione e a sottoporsi ad accertamenti, il genere maschile si dimostra disattento al concetto di procreazione. Un dato che deve portare a importanti riflessioni, soprattutto in considerazione del fatto che è la percentuale di infertilità maschile ad essere costantemente crescente negli ultimi anni.
 
#ideefertili sarà in primo luogo una piattaforma digital di divulgazione, che consenta di fruire di contenuti informativi e scientifici proposti con un linguaggio semplice (infografiche, testi brevi, video); protagonisti della campagna sono Giulia e Luca, due 'cartoon' che guideranno i ragazzi anche nel corso dei prossimi mesi alla scoperta di informazioni utili, anche e soprattutto in forma di corti animati. La piattaforma permetterà di interagire con una rete di professionisti in grado di rispondere ai dubbi e alle domande dei ragazzi e fornirà anche agli 'intermediari' (famiglie e docenti in primo luogo) spunti, materiali e linguaggi per affrontare in modo semplice ma efficace le tematiche legate alla fertilità. Fondamentale sarà l'utilizzo dei social network.
 
 
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S.I.F.E.S. e MR - Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione è la prima Società Scientifica che si occupa di fertilità, costituita nel 1965 con la specifica finalità di organizzare e promuovere le conoscenze nel campo della fertilità e del suo controllo sia in ambito medico sia in ambito sociale, in particolar modo per le classi più deboli della popolazione. Come Società Scientifica si pone l'obiettivo di stimolare la ricerca in tema di riproduzione umana; contribuire alla standardizzazione nazionale ed internazionale della terminologia inerente i problemi della riproduzione e delle procedure diagnostiche e terapeutiche; favorire - attraverso congressi, eventi e campagne informative - lo scambio di conoscenze, ricerche e di esperienze tra i soci, contribuendo alla corretta divulgazione delle stesse verso i cittadini.



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lunedì 3 luglio 2017

#HEALTHCITY, PELLA (ANCI): “PARTE SCAMBIO BUONE PRATICHE CON CITTA’ EUROPEE SU SALUTE, AMBIENTE, BENESSERE E FELICITÀ DEI CITTADINI”

Il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra: "Al centro della nostra agenda, la salute nelle città".
Pella riceve premio per impegno Anci a favorire recepimento manifesto per la salute nelle città

"Avvieremo un lavoro sinergico con i Comuni e le città europee più importanti che hanno fatto esperienze nel settore dell'urban health, prendendo il meglio di ogni realtà in tema di rispetto e tutela dell'ambiente e di qualità della vita delle persone". Lo annunciano il vicepresidente vicario ed il segretario generale dell'Anci, Roberto Pella e Veronica Nicotra, che questa mattina hanno presieduto la riunione del gruppo di lavoro Anci 'Urban Health'. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Copenhagen Ninna Thomsen, il coordinatore del City health think tank Andrea Lenzi, la dirigente del servizio sanità dell'Istat Roberta Crialesi, il direttore del Centro nazionale prevenzione delle malattie e promozione della salute Angela Spinelli, il capo unità sport della Dg Eac della commissione europea Yves Le Lostecque.
Lo stesso Pella ha ricevuto dall'Healthy city Institute un premio per l'impegno dell'Anci nell'aver favorito il recepimento a livello europeo del manifesto per la salute delle città.
"Ambiente, benessere e felicità dei cittadini – aggiunge Nicotra – sono alcuni degli elementi della cosiddetta "healthy city", vale a dire una città conscia dell'importanza della salute come bene collettivo e che, in tal senso, mette in atto delle politiche per migliorarla. Questa è una delle priorità della nostra Associazione, che oggi parte dall'esplorazione dell'esperienza di Copenhagen, la città più sostenibile d'Europa".
"Il gruppo di lavoro riunito questa mattina e formato da sindaci e assessori di Città metropolitane, città capoluogo e piccoli Comuni – spiega Pella - pone la salute nelle città al centro della propria agenda. La salute è importante non solo nel contesto sanitario – aggiunge - ma anche in tema di progettazione urbana, mobilità sostenibile e sport. Quella che a nostro parere deve essere la nuova governance del territorio ruota intorno a figure specifiche come i 'city manager', che si occupano di queste tematiche a trecentosessanta gradi, in previsione di un futuro nel quale la maggior parte delle persone abiterà in centri urbani (il 70% nel 2050) con tutti i problemi che ne deriveranno".
Proprio per questo, Anci insieme a City health, ha deciso di costituire una master class con un corpo docente formato da Anci, Istat, Censis e La Sapienza, dedicata alla formazione di professionisti dell'amministrazione comunale e pubblica, proprio sul tema della salute nella comunità intesa come bene comune.

Roma, 3 Luglio 2017


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sabato 1 luglio 2017

Gravidanza, le analisi preimpianto del globulo polare aiutano a non trasmettere malattie genetiche. ProCrea presenta due studi al congresso Eshre

Tra i principali centri al mondo per le analisi genetiche preimpianto, la clinica di Lugano è presente al 33esimo appuntamento della European Society of Human Reproduction and Embryology in programma a Ginevra dal 2 al 5 luglio

Le analisi genetiche preimpianto sono un valido strumento per i casi di maternità in età avanzata e per prevenire le malattie genetiche trasmissibili per via materna.

Il centro per la fertilità ProCrea di Lugano presenta al 33esimo congresso Eshre - European Society of Human Reproduction and Embryology - in programma a Ginevra dal 2 al 5 luglio, due lavori che si sono focalizzati sul globulo polare. Del resto, ProCrea è tra i centri con la maggiore esperienza a livello mondiale sulle analisi dei globuli polari.

«Parliamo di analisi che hanno come vantaggio quello di non andare a toccare in alcun modo l'embrione. Anzi, il globulo polare, essendo un cosiddetto "prodotto di scarto", non ha nessuna funzione e non sarà parte dell'embrione», spiega Giuditta Filippini, direttore di ProcreaLab il laboratorio di genetica molecolare del centro ProCrea. «La diagnosi genetica preimpianto (PGD) permette di prevenire la trasmissione di una malattia genetica di origine materna al figlio in quanto verifica se la mutazione familiare materna è presente oppure no nell'ovocita che genererà l'embrione; lo screening sui globuli polari (PGS) consente invece di individuare l'ovocita senza alterazioni cromosomiche, quello che ha una maggiore possibilità di portare ad una gravidanza».

Filippini presenta al congresso Eshre uno studio condotto sulla gravidanza nelle donne in età avanzata, «quando per età avanzata intendiamo dai 36-38 anni in avanti», precisa. È ormai assodato nel mondo scientifico che l'età sia il maggior ostacolo alla gravidanza. «L'orologio biologico femminile incide in modo determinante sulla capacità riproduttiva perché uno dei fattori che impedisce la gravidanza è la composizione cromosomica "non normale" degli ovociti prodotti. Numerosi studi dimostrano che nelle donne di età superiore ai 36 anni gli embrioni aneuploidi - ovvero con un numero di cromosomi anormale - vanno dal 63% fino a oltre l'80%, invalidando la possibilità di rimanere incinta». Attraverso una tecnica molto sensibile detta Array-CGH, lo screening preimpianto analizza tutti i cromosomi sia per quanto riguarda il loro numero, sia per eventuali anomalie più sottili all'interno di essi. «Facendo così  è possibile individuare l'ovocita con i parametri normali, quello che ha una maggiore probabilità di dare origine ad una gravidanza», aggiunge la direttrice di ProcreaLab. «I risultati che abbiamo ottenuto nello studio sono significativi, con tassi di gravidanza decisamente elevati rispetto al gruppo di controllo».

L'analisi del globulo polare è utile anche nella prevenzione delle malattie genetiche di origine materna. Al congresso Eshre, Marina Bellavia, specialista in medicina della riproduzione del centro ProCrea presenta due casi relativi alla Sindrome dell'X Fragile e alla malattia di Gaucher. La prima è  responsabile del ritardo mentale ereditario, la seconda del funzionamento alterato di milza, fegato e midollo osseo che, nelle forme più gravi, può arrivare a manifestazioni neurologiche. «I casi analizzati riguardano due donne, rispettivamente di 35 e 37 anni, con elevate probabilità di trasmettere ai loro figli queste malattie genetiche», spiega Bellavia. «Con la PGD siamo riusciti a individuare gli embrioni senza la mutazione. E dall'impianto di questi, sono nati due splendidi bambini».

ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8.



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FRANCHISING: AUMENTANO LE DONNE IMPRENDITRICI E HANNO PIU' SUCCESSO DEGLI UOMINI

IL SUCCESSO DELLE DONNE NEL FRANCHISING

Le statistiche del 2016 confermano il trend di crescita: oggi rappresentano il 35% degli imprenditori franchisee – Le donne chiudono positivamente un contratto in affiliazione il 15% in più degli uomini
 

 
L'imprenditoria femminile cresce in Italia, anche nel franchising, il settore del commercio e dei servizi in affiliazione che ha un giro d'affari di 23 miliardi annui. Tra i 51.000 franchisee titolari di un negozio o un centro servizi in franchising, le donne risultano essere 17.800 a fine 2016, pari al 35% del totale (con un aumento del 2% rispetto al 2015). Una crescita analoga si registra nel popolo del franchising, cioè tra quel mezzo milione di italiani che ogni anno si avvicina con interesse alla formula del franchising: qui le donne sono 160.000, pari al 32% del totale (con un aumento dell'1,8% rispetto al 2015). Ed infine una conferma viene dalla fiera di settore, il Salone Franchising Milano, che ha registrato tra i suoi visitatori il 31% di donne (con un aumento del 4% rispetto al 2015).

Risulta anche che le donne chiudono positivamente un contratto di affiliazione il 15% in più degli uomini, confermando intuito imprenditoriale e spiccate capacità manageriali: pur essendo maggiore il numero degli uomini che si avvicinano al mondo del franchising è maggiore il numero delle donne che chiudono effettivamente un contratto e divengono franchisee.

"Esattamente come gli uomini, ormai le donne sembrano preferire forme di autoimprenditoria – spiega Antonio Fossati, Presidente del Salone Franchising MilanoNel franchising crescono anno dopo anno e sono arrivate ad una quota del 35% sul totale degli imprenditori franchisee. Hanno successo nel commercio in affiliazione anche perché sembrano essere migliori degli uomini nell'organizzare il negozio e la gestione delle risorse e nell'ascoltare la clientela e le loro necessità. Appaiono inoltre più fortemente motivate in quanto intraprendono la nuova avventura come una vera scelta di vita, tanto che le catene franchisor apprezzano sempre più le loro candidature".

I settori merceologici preferiti dalle donne sono, nell'ordine: Food (31%), Fashion (27%), Servizi alla persona (18%), Commercio specializzato (11,5%), Articoli per la casa (6%). Come primo investimento per aprire un punto di vendita, le donne prediligono per il 49% la fascia fino a 25mila euro; per il 26,5% la fascia fino a 50mila euro, per il 13,5% la fascia fino a 100mila euro. Le donne che si avvicinano al franchising appartengono per lo più alla fascia d'età tra i 30 ed i 40 anni ed hanno quasi tutte una precedente esperienza lavorativa: impiegate (24%), commercianti (17%), libere professioniste (16%), imprenditrici (15%) (Dati elaborati dal Centro Studi Rds Expo-Salone Franchising Milano).

Anche in considerazione del trend di crescita delle donne imprenditrici nel franchising, un noto settimanale femminile leader di settore è entrato come partner primario nell'organizzazione del Talent Show, una delle novità dell'edizione 2017 del Salone Franchising Milano (in Fieramilanocity dal 12 al 14 ottobre): verrà premiato il progetto di un negozio innovativo o di un concept rivoluzionario.

E il Salone proporrà servizi pensati soprattutto per le donne che si avvicinano al franchising. F-foryou, un servizio di consulenza gratuito nei giorni della fiera, incluso il Desk Counseling che assisterà le donne che tendono a valutare il proprio ingresso nel franchising come una impegnativa scelta di vita, non come un mero cambiamento di lavoro. E la Franchising School, corsi gratuiti su come mettersi in proprio e costruire la propria evoluzione professionale, evitando errori e truffe.


Salone Franchising Milano (SFM) ha compiuto 31 anni: dal 1985 è un incubatore e rampa di lancio per piccole catene in crescita, ma anche passerella per brand già noti che con il Salone hanno rafforzato la propria reputazione e visibilità. 2.500 aziende e 600.000 i visitatori sono passate da SFM in questi anni. SFM 2017, arrivato alla sua 32° edizione, cresce e raddoppia, grazie alla società Rds Expo, frutto della partnership tra RDS & Company, storico organizzatore di SFM, Fandango Club Spa, società specializzata in event management, marketing e comunicazione, e Fiera Milano. Salone Franchising Milano punta così a rafforzarsi, aumentando la sua forza di comunicazione e inserendo elementi di spettacolarizzazione, che faranno del Salone il  punto di riferimento per i grandi brand di franchising e retail e per i brand con potenzialità di crescita. 
 


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venerdì 30 giugno 2017

SALUTE . "Allarme obesità. A Latina un focus a Luglio sulla prevenzione e cura"


Evento promosso dal Centro Medico Nascosa in collaborazione con Tendi La Mano Onlus


Dal 1 al 15 luglio si svolgerà l'iniziativa "Alimentazione e Salute" presso l'Arena di Piazzale Prampolini di Latina, un focus promosso dal Centro Medico Nascosa in collaborazione con l'Associazione Tendi La Mano AIPOM Onlus e Euro Sport Event

Consigli sulla prevenzione che vedrà la partecipazione del dottor Gianluigi Gaspa, nutrizionista presso la Facoltà di Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana del Campus Bio-Medico di Roma, il chirurgo bariatrico Giovanni Lesti dell'Università di Chieti, il medico endocrinologo Roberto Cesareo.

«In Italia l'obesità rappresenta un problema sanitario di crescente e pressante gravità – spiega il nutrizionista Gianluigi Gaspa - la percentuale di soggetti in sovrappeso è di circa il 35%, con una prevalenza del sesso maschile. Abbiamo, di fronte a questa grave e preoccupante emergenza, due assolute priorità: la prevenzione, con la diffusione di nuove abitudini alimentari e maggiore attività fisica, e la terapia chirurgica,  che rappresenta l'unica forma di trattamento che consenta la guarigione in un elevatissimo numero di casi degli obesi gravi e dei superobesi, con un notevole miglioramento della qualità della vita e anche con una notevole riduzione dei costi diretti per la sanità»

«L'obesità è in allarmante aumento in tutto il mondo, tanto da assumere i caratteri di un'epidemia globale – conferma il chirurgo Giovanni Lesti - oltre 1 miliardo di persone adulte sono in sovrappeso e circa 310 milioni sono obese. In Italia vi sono, attualmente, circa 16,5 milioni di soggetti in sovrappeso e circa 5,5 milioni di pazienti obesi. La chirurgia metabolica, o spesso denominata chirurgia bariatrica, è l'unico trattamento in grado di determinare una perdita di peso a lungo termine in soggetti obesi patologici, previene l'insorgenza di complicanze e patologie associate, quando tutti i trattamenti hanno fallito. In più, ha un rapporto costi/benefici vantaggioso, consente un risparmio rispetto all'approccio conservativo. Tuttavia, la chirurgia richiede un supporto psicologico offerto dal team medico nei vari centri per la cura dell'obesità».

«Una ricerca effettuata su 400 studenti liceali di Latina – sottolinea l'endocrinologo Roberto Cesareo – ha fatto emergere che il 28,5% e 12.9%, rispettivamente del campione femminile e maschile, non svolge alcun tipo di attività fisica. in merito alle abitudini alimentari ed agli stili di vita si è potuto rilevare un tasso di fumatori del 35.26% e del 19% (con una media di 6 sigarette/die) rispettivamente della popolazione femminile e maschile. Riguardo il consumo di bevande alcoliche, che a questa età dovrebbe essere sconsigliato, si è potuto constatare che esso è presente nel 50% dei ragazzi con una frequenza di 1-2 volte a settimana.

giovedì 29 giugno 2017

Perchè solo in Italia è previsto l’obbligo per 12 vaccini? Perché siamo un popolo di ignoranti.

Risultati immagini per ,vaccinazioni obbligatorie


Perché, solo facendo il confronto con i Paesi europei, solo da noi bisogna obbligare (e quindi paga lo Stato) per farci vaccinare.

Dalle altre parti le persone si vaccinano, a proprio carico, e anche con più di 12 vaccini.

Perché c'è tutt'altra Cultura e Civiltà.

Ma la scienza deve essere spiegata e comporta uno sforzo di apprendimento.

Alle bufale basta crederci...

Leggere lunghi articoli autorevoli comporta uno sforzo.

E' molto più di impatto e facile credere a fake news d'impatto emotivo...

Di seguito qualche articolo su testate e fonti autorevoli e attendibili, non siti di bufalari e complottisti senz'arte nè parte...


ANSA: Direttrice Oms Europa, su obbligo vaccini bene Italia
Suzanna Jakab, sostegno a Lorenzin per le misure adottate

L'Oms promuove l'Italia per la sua politica sui vaccini. 

Il riconoscimento arriva dalla direttore regionale per l'Europa dell'Oms Suzanna Jakab.
''L'Oms approva le recenti iniziative italiane del Ministro Lorenzin e siamo pronti a sostenerla nel suo lavoro e felici di conoscere il nuovo Piano vaccinale 2017-2019 che identifica l'eradicazione del Morbillo e della Rosolia come un obiettivo politico del Paese'', spiega in una intervista all'ANSA rispondendo sulle misure introdotte per affrontare l'emergenza morbillo e il calo delle coperture vaccinali in Italia, rispetto a quanto e' accaduto in California dove lo scorso anno e' stato introdotto l'obbligo proprio per far fronte alla forte caduta di copertura vaccinale.

''Il piano globale vaccinale dell'Oms raccomanda che ogni paese approvi un piano individuale di programmazioni vaccinali basato sulla situazione epidemiologica, il che vuol dire che l'approccio è basato sul contesto nazionale oggettivo del paese. L'Oma lavora strettamente con ogni singolo Paese Membro - ha aggiunto Jakab - oltre a Francia, Germania ed Austria nella continuazione della politica vaccinale e dei piani di vaccinazione''. Jakab ricorda che per l'Europa l'Oms ha cercato di porsi come obiettivo l'eradicazione di morbillo e rosolia in questi ultimi anni.

''La situazione italiana, recentemente, risulta sotto la media europea, stagnante, se non al ribasso. E' necessario indirizzare tutti gli sforzi per poter eliminare tali malattie ed invertire la tendenza di questi ultimi anni. Mi auguro di poter presto plaudire a questo successo e alle iniziative prese al riguardo dal Ministro Lorenzin affinché l'Italia possa unirsi presto ai sette Paesi Europei che hanno sconfitto la Rosolia e il Morbillo, procedendo con i piani prestabiliti. Noi sosterremo l'Italia fortemente perché anch'essa possa raggiungere questo obiettivo. Oggi il Morbillo è ancora presente in alcuni paesi della Regione Europea, inclusa l'Italia. L'obiettivo fondamentale è l'eradicazione e tutti gli sforzi che dobbiamo affrontare ora devono essere indirizzati a tale eliminazione, grazie ad una forte copertura vaccinale''.
Continua sul sito dell'ANSA


WIRED: Vaccini obbligatori, Italia unica in Europa. Ma è la strada giusta per rilanciare le coperture.
È vero, solo in Italia è previsto l’obbligo per 12 vaccini. Ma i numeri dicono che è il modo più veloce per far risalire le coperture.


L’Italia è l’unico Paese d’Europa a prevedere l’obbligo per 12 vaccinazioni. 
È questo uno degli argomento utilizzati dagli oppositori del decreto legge varato la scorsa settimana dal governo. 

Quello cioè che impone ai bambini da 0 a 6 anni di essere vaccinati contro 12 malattie per potersi iscrivere al nido o alla materna. 

Ai quattro obbligatori fino alla scorsa settimana (difterite, tetano, epatite B e poliomielite), l’esecutivo ne ha aggiunti altri otto. 
Ovvero pertosse, Hib, morbillo, parotite, rosolia, varicella e meningococco di tipo B e C.

Ma è davvero così? 
L’Italia è ora la campionessa europea dell’obbligo vaccinale? 
La risposta è sì. 

Per ricostruire la situazione, Wired ha fatto riferimento ad un articolo dal titolo Mandatory and recommended vaccination in the Eu, Iceland and Norway. 

Un’opera legata al progetto Venice, acronimo che sta per Vaccine European New Integrated Collaboration Effort. 

Il testo risale al 2012, ma è il più recente in materia. Anche se non riporta dati sul vaccino contro il meningococco di tipo B, ora obbligatorio in Italia
Continua sul sito di WIRED


EPICENTRO: Le vaccinazioni in Italia
In Italia sono obbligatorie per legge le vaccinazioni antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatite B. 

Le vaccinazioni contro la pertosse, il morbillo, la parotite, la rosolia e l'Haemophilus influenzae di tipo B sono raccomandate a livello nazionale, e incluse nel vigente calendario nazionale, così come nei Livelli essenziali di assistenza. Recentemente sono stati inoltre introdotti sul mercato tre vaccini, quello per il meningococco C, per lo pneumococco e per la varicella, raccomandati per alcune categorie di individui.

La disponibilità sul mercato di nuovi vaccini contro agenti infettivi quali pneumococco, meningococco C e varicella da una parte fornisce importanti strumenti di prevenzione, dall’altra apre il dibattito sulle loro strategie di utilizzo e sulle modalità dell’offerta. 


Il nuovo Piano nazionale vaccini 2005-2007 fornisce indicazioni sui nuovi obiettivi perseguibili e individua le categorie prioritarie a cui offrire questi vaccini. 

Il piano non contiene, però, un calendario vaccinale nazionale per questi prodotti, demandando alle Regioni e alle Province autonome le decisioni in tal senso, in base alla situazione epidemiologica locale e alla disponibilità economica...

Oltre ai vaccini raccomandati a tutta la popolazione, ci sono vaccini disponibili e raccomandati a chi è esposto a particolari agenti patogeni per motivi professionali (per esempio, la vaccinazione antirabbica per i veterinari).
Continua sul sito di EPICENTRO

martedì 27 giugno 2017

Perchè il vaccino contro il papilloma virus è importante anche nell'uomo


Su Ama Nutri Cresci la riflessione del dottor Filippo Murina, Responsabile Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore, Ospedale Vittore Buzzi, Univesità di Milano
 
Milano, 25 giugno 2017. Oggi in Italia non è facile né popolare parlare a favore dei vaccini. 
Nonostante le veementi reazione agli articoli del Professor Ferrazzi sul dovere di ogni medico di dire solo ciò che è provato scientificamente (http://amanutricresci.us14.list-manage.com/track/click?u=3f5b918beddd5b684da03ef00&id=7b31bcaf57&e=0cf2501526) e del dottor Murina sull'importanza del vaccino contro il papilloma virus anche nella donna adulta (http://amanutricresci.us14.list-manage.com/track/click?u=3f5b918beddd5b684da03ef00&id=b29646dece&e=0cf2501526), Ama Nutri Cresci ha deciso di proseguire la campagna per una corretta e rigorosa informazione riguardo ai vaccini
Precisiamo perciò che Ama Nutri Cresci non è finanziata in alcun modo da case farmaceutiche, ma che tale campagna trova la propria ragione di esistere nelle evidenze scientifiche e nella volontà di combattere il dilagante populismo.

Il vaccino contro il papilloma virus è importante anche per l'uomo?
Se sì, è possibile e consigliabile farlo anche per chi ha più di 12 anni?
Perché tutto questo interesse oggi nei confronti della vaccinazione contro il papilloma anche nel maschio?

Risposta del dottor Filippo Murina. Testo rivisto da Sabino Maria Frassà.
Canada, Australia, Stati Uniti, Austria, Svizzera hanno già introdotto il Vaccino anti HPV (papilloma virus) anche per il sesso maschile. In Italia, alcune regioni (Sicilia, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Calabria e Molise, la Provincia Autonoma di Trento e alcune ASL della Sardegna), hanno già avviato la campagna vaccinale "gender neutral", ovvero chiamando a vaccinarsi i 12enni di entrambi i sessi. Anche nella fascia di età 16-26 anni, il nuovo vaccino attivo nei confronti di 9 diversi genotipi di HPV, è risultato altamente immunogenico, con oltre il 99.5% di siero-conversione ed ottima tollerabilità ...

CONTINUA A LEGGERE - Consultazione gratuita:
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