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martedì 17 ottobre 2017

Chirurgia estetica. Via il doppio mento con la "punturina" . Ridisegnare il profilo del volto in due sedute

Arriva la "punturina" che combatte il doppio mento. Ridisegnare il profilo del volto in due sedute

È un farmaco a base di acido desossicolico l'ultima novità in medicina estetica. «Una soluzione che permette di evitare il ricorso alla chirurgia per i casi più diffusi», spiega Patrizia Gilardino chirurgo estetico

Un paio di sedute e poi sparisce. Non mira a garantire l'eterna giovinezza, ma ad alleggerire il profilo del volto. 

L'ultima novità in medicina estetica guarda al doppio mento: per combattere quello che è un cruccio per quasi un italiano su tre viene in soccorso l'acido desossicolico
«Parliamo di un farmaco iniettabile che elimina i depositi di grasso localizzati nella parte sotto  al mento e in più ha sui tessuti un effetto tensore, simile a un mini lifting», premette Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano

«Belkyra, questo il nome, è una novità importante che arriva dopo anni di ricerca e che promette di rivoluzionare la chirurgia estetica quanto lo fece l'arrivo del botulino. 

È il primo farmaco approvato per l'intralipoterapia, ovvero lo scioglimento delle cellule di grasso tramite semplici punture. 

Un modellamento non chirurgico con cui, grazie a infiltrazioni calibrate in punti strategici, si elimina il grasso e si avranno pelle più tesa e sottomento più definito».

Il doppio mento non ha specifiche radici. Non è necessariamente legato al peso di una persona e neppure è per forza l'esito del normale processo di invecchiamento. 


«Non bisogna pensare solamente alle persone in sovrappeso perché sono diversi i fattori che possono dare adito al doppio mento», precisa Gilardino. «Di fatto è un inestetismo che può essere vissuto con disagio e che fa apparire il volto più appesantito e stanco».

Le soluzioni fino ad oggi non davano molte possibilità: «C'era la chirurgia: un intervento di liposuzione tradizionale abbinato al lifting, soluzione vista per lo più come possibilità estrema e per i casi più importanti. In alternativa vengono indicate delle ginnastiche mirate per rafforzare i muscoli della mascella. Tra questi due estremi non c'era nulla», osserva la dottoressa. 


«Belkyra ha colmato questa lacuna. È un farmaco sintetico che si basa sull'acido desossicolico, una sostanza naturale già presente nel nostro organismo che ha un'azione citolitica, cioè rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa, sciogliendo quindi il grasso, che si riassorbe nell'organismo - aggiunge -. A questo primo effetto ne segue poi un altro: la reazione infiammatoria localizzata produce del tessuto cicatriziale che ha un effetto ritraente, con un risultato che è simile a quello di un lifting. Già con due sedute, fatte a distanza di un mese l'una dall'altra, è possibile ottenere risultati significativi nella maggior parte dei casi. Per le situazioni più importanti però l'unica soluzione è la chirurgia».

Trattandosi di un farmaco, per il trattamento è indispensabile rivolgersi ad un medico esperto. Raccomanda Gilardino: «Per quanto efficace e abbastanza semplice nel suo funzionamento, richiede un protocollo di utilizzo molto preciso che varia da paziente a paziente. È bene affidarsi solamente a mani esperte».



Patrizia Gilardino - profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell'Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all'Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all'Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell'Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. 

Esercita la libera professione al Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, al Centro Dermatologico Europeo, nel proprio studio di via Colonna a Milano e nello studio di via Colombo 44 a Piacenza. È membro della Società di verifica e controllo di qualità e della Società americana di chirurgia plastica. È socio Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) ed è iscritta all'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe).

sabato 17 dicembre 2016

Bellezza, la novità è il Microbotox: maggiore diluizione per risultati naturali e per migliorare la qualità della pelle

«Riduce le rughe, anche le più piccole, ringiovanisce e tonifica la pelle di viso, collo e décolleté» dice Patrizia Piersini, medico estetico di Torino e docente della Scuola Superiore di Medicina Estetica dell’Agorà di Milano 


Più diluito, per effetti naturali e per migliorare in modo concreto la qualità della cute. È il Microbotox, una novità nel campo della medicina estetica che consente di avere un aspetto più giovane e rilassato, un nuovo splendore, grazie al botulino. «Oggi i pazienti vogliono avere un aspetto riposato, ma senza stravolgere i lineamenti del volto. “Risultati naturali” è la parola d’ordine, evitando eccessi o visi smaccatamente ritoccati» dice Patrizia Piersini, medico estetico di Torino e docente della Scuola Superiore di Medicina Estetica dell’Agorà di Milano.

Secondo l’American Society of Plastic Surgeons, la proteina botulinica è il trattamento estetico più praticato in assoluto con 6.7 milioni di trattamenti effettuati nel 2015, in aumento del 759% rispetto al 2000. «Una crescita esponenziale, che è andata di pari passo con la richiesta dei pazienti di trattare il viso con procedure che diano risultati naturali, in modo da avere un aspetto solo più disteso, meno stanco, raffinato e non finto o, addirittura, volgare. Il Microbotox è la risposta per chi vuole rinfrescare la propria immagine senza stravolgimenti» afferma il medico torinese.

Il principio attivo è sempre quello della proteina botulinica, proteina altamente purificata prodotta dal batterio Clostridium botulinum  e approvata per l’uso medico-estetico in tutti i paesi del mondo. «Con questa tecnica, la proteina botulinica è presente in micro quantità, risultando comunque efficace: non solo attenua le rughe, ma migliora soprattutto la qualità della pelle, donandole un aspetto più tonico e compatto e restringendo notevolmente i pori dilatati» spiega Piersini.

Cos’è. La tecnica del Microbotox è stata messa a punto da Woffles Wu, chirurgo plastico di Singapore, e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Plastic & Reconstructive Surgery: «La proteina botulinica è utilizzata in dosi molto ridotte e la tecnica di applicazione risulta estremamente semplice e poco dolorosa: si effettuano piccole punture con un ago sottilissimo a livello dermico, quindi superficiale e non muscolare, come avviene di solito con il botulino» dice Piersini.

Come funziona. Le “punturine” sono fatte a distanza di circa un centimetro l’una dall’altra, iniettando piccole gocce di Microbotox con un ago sottilissimo, lungo solo 4 millimetri. Lo scopo non è bloccare il muscolo, ma intervenire sulle fibre superficiali che sono responsabili delle rughe. Le sedute durano circa 10-15 minuti e dopo il trattamento può verificarsi un lieve rossore che scompare in poche ore e si può  ritornare velocemente alle proprie attività sociali e lavorative. I risultati si vedono dopo 2-3 giorni e hanno una durata di circa quattro mesi. Il costo va dai 250 ai 500 euro.

In quali zone. È utilizzato per viso (in particolare fronte, guance e zona perioculare), per collo e décolleté. «Il Microbotox è utile per intervenire in aree particolarmente delicate, come quella che circonda l’occhio, permettendo di correggere le piccole rughe della palpebra inferiore, o per  migliorare le rughe fini e sottili delle guance. È ottimo anche per i pori dilatati, per l’acne rosacea o per l’acne in fase attiva in quanto regola la secrezione di sebo, diminuendo lo stato infiammatorio» spiega il medico estetico torinese.

L’effetto. Il Microbotox corregge le rughe, in particolare le più piccole, altrimenti difficili da eliminare. Si utilizza anche nel décolleté e nel collo o per ridefinire l’ovale. Il Microbotox ha anche un effetto visibile sulla qualità della pelle in quanto regolarizza la ghiandola sebacea e quellasudoripara. La proteina botulinica stimola inoltre fortemente i nostri fibroblasti alla produzione di collagene, rendendo la pelle  più elastica e compatta e più distesa. Il Microbotox va nella direzione di un approccio sempre più personalizzato sul singolo paziente. «Per ogni paziente, in base al tipo di pelle e alle sue esigenze, si mette a punto un piano di ringiovanimento adeguato, spesso combinando tecniche diverse» aggiunge Piersini.

Non per tutto. La nuova tecnica è la soluzione giusta per alcune zone del volto, ma non è indicato in altre, per questo spesso è usato in combinazione con il botulino tradizionale o con i filler riassorbibili per ottenere un risultato ottimale. Il consiglio è di rivolgersi a un medico estetico esperto e affidarsi ai suoi consigli.

I pazienti. Il Microbotox è adatto a pazienti di tutte le età, uomini e donne. «È indicato sia per i più giovani, che iniziano ad avere le prime rughe, sia per migliorare in modo concreto le pelli più mature ma anche per tutti quei pazienti che vorrebbero provare la proteina botulinica ma temono un risultato non naturale. L’età è relativa: le rughe, in particolare quelli mimiche, non sempre sono correlate con l’età anagrafica» conclude Piersini.

Patrizia Piersini
(www.patriziapiersini.com). Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Torino, ha conseguito il diploma di Esperto in Medicina Estetica e quello di Perfezionamento in Laser Chirurgia alla Scuola Superiore di Medicina Estetica di Milano. Ha frequentato corsi di aggiornamento per le tecniche di peeling, filler e laser negli Stati Uniti. 

È stata responsabile del Servizio di Medicina Estetica dell’Ospedale Koelliker di Torino. I suoi campi di specializzazione riguardano gli impianti di filler, i peeling chimici, la laserterapia, la dermocosmetologia, la terapia anti-aging, la biostimolazione, le terapie della cellulite e delle adiposità localizzate. 

Ha partecipato come docente al Corso di perfezionamento in “Chirurgia Estetica e Medicina Estetica” all'Università degli Studi di Torino e al corso “Advanced  Course of Medicine and Cosmetology” al Polo Universitario di Asti. È docente alla Scuola di Medicina Estetica dell’Agorà di Milano.

giovedì 12 novembre 2015

5 cose che non tutti sanno sulla chirurgia estetica, dagli interventi mutuabili alla scelta del medico

L'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) fa chiarezza sugli interventi che si possono eseguire con il Servizio Sanitario Nazionale e su come scegliere il professionista a cui affidarsi

Interventi a scopo estetico eseguiti in modo fraudolento in ospedale, medici senza specializzazione che rifanno nasi e seni. Il mondo della chirurgia estetica ha poche regole ed è bene fare chiarezza per aiutare i pazienti a orientarsi. «Da tempo la nostra associazione si batte per ottenere più regole in questo settore. Intanto vogliamo dare alcune indicazioni per aiutare chi decide di approcciarsi alla chirurgia estetica a comportarsi nel modo opportuno» affermano gli specialisti dell'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), l'unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica. 
Ecco quindi il vademecum sulla chirurgia estetica redatto da Aicpe.

Primo: gli interventi prettamente estetici non sono mai a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, periodicamente le cronache raccontano di casi di medici accusati di operare pazienti per motivi estetici facendoli passare per funzionali, come nell'indagine che riguarda il caso del dottor Matteo Tutino a Palermo.

«Sicuramente la maggioranza dei colleghi ospedalieri sono persone oneste, che lavorano duramente e seriamente in condizioni non sempre ottimali. Dall'altro lato i controlli compiuti dalla Guardia di Finanza nel 2014 parlano di una voragine nei conti dello Stato provocata dalle truffe al Servizio Sanitario Nazionale, fra le quali molto frequenti quelle che riguardano le operazioni di chirurgia estetica spacciate per interventi su gravi patologie, spesso addirittura tumorali– afferma il presidente di Aicpe, Mario Pelle Ceravolo -. Ben diverso è il caso in cui medici operano in ospedale in rispetto della legge in regime privato, il cosiddetto "intra moenia", anche per interventi di tipo estetico: in questi casi l'intervento non è a carico della sanità pubblica ma è pagato dal paziente, con costi equiparabili a quelli dei privati».

Secondo: esistono alcuni casi in cui il Ssn si fa carico degli interventi di chirurgia plastica fra i quali i più comuni sono quelli legati a esiti di malformazioni (acquisite o congenite) e traumi (come incidenti o ustioni). Altre possibili situazioni sono, ad esempio, il labbro leporino, asimmetrie mammarie importanti, il seno tuberoso, la gigantomastia e la ricostruzione del seno dopo un intervento di mastectomia. 

A carico del Ssn anche gli interventi su obesi in casi ben codificati: quando l'obesità è grave, a rischio è anche la salute quindi la sanità pubblica si fa carico sia degli interventi per perdere peso (la chirurgia bariatrica), sia per correggere gli esiti del forte dimagrimento (per esempio l'addome pendulo). «Ci sono poi dei casi "border line", come le orecchie a ventola dei bambini, a carico del Ssn nel caso in cui tale inestetismo causi problemi psicologici. La rinosettoplastica ossia la correzione del setto nasale deviato, può essere eseguita nel pubblico, ma non così la correzione della "gobbetta" o dei difetti estetici del naso» aggiunge Pelle Ceravolo.

Altra cosa da sapere sulla chirurgia plastica è che per legge basta una laurea in Medicina e Chirurgia per operare, anche senza una specializzazione. «In Italia ogni medico appena laureato e abilitato superando un esame post lauream, è autorizzato dal codice civile a esercitare in tutte le specializzazioni, esclusa radiologia e anestesia – afferma il presidente Aicpe -. Dopo la laurea è possibile iscriversi ai corsi di specializzazione, che sono facoltativi e a cui si accede con concorso nazionale. Il titolo di specialista, certifica che è stata approfondita per vari anni una certa disciplina, ma chiunque, anche senza specializzazione, può eseguire tutti gli interventi, dal lifting al trapianto di cuore.

Solo nelle strutture sanitarie pubbliche è richiesta la specializzazione, nel privato non è necessario quindi, soprattutto nella chirurgia estetica, accade molto spesso che molti medici pratichino senza training e senza titoli. Eseguire un lifting o un rinoplastica estetica o un aumento di volume mammario, al contrario di quanto si crede, non sono assolutamente interventi facili; in alcuni casi sono operazioni estremamente complesse che non devono in alcun modo essere effettuate da chi non ha un'adeguata preparazione e i titoli per farlo» continua Mario Pelle Ceravolo

Quarto, per scegliere il chirurgo plastico non fermatevi alle apparenze o al sito internet. «Spesso i pazienti si basano sul passaparola e sul sentito dire, o magari si fanno lusingare dallo studio elegante o dalla pubblicità sulle riviste patinate o sulla" magica rete", o peggio dal prezzo sospettosamente conveniente. Piuttosto controllate il curriculum, l'aggiornamento e l'appartenenza a una società specialistica, come Aicpe» aggiunge Pelle Ceravolo.

Quinto, non fatevi fuorviare dai casi estremi di chirurgia plastica che spesso sono alla ribalta della cronaca. «I disastri chirurgici tanto illustrati nelle trasmissioni televisive esistono, ma sono episodi molto rari e, nella maggior parte dei casi, provengono da isolati sedicenti e purtroppo spesso "seducenti" pseudo-chirurghi, che lavorano senza preparazione e senza scrupoli. Le conseguenze di questi individui non possono e non devono gettare ombra su una specialità composta da professionisti seri preparati ed eticamente corretti. 

Inoltre la stragrande maggioranza dei pazienti di chirurgia e medicina estetica appartengono ad una categoria ben lontana dalle vistose ed esuberanti soubrette  televisive o dei giornaletti scandalistici. Dall'altro lato anche i nostri pazienti sono per lo più persone equilibrate che soffrono per un naso che causa loro disagio o perché si vergognano del torace piatto o di un invecchiamento precoce del volto. Insomma, persone normalissime che attraverso una chirurgia plastica "seria"  ritrovano spesso il sorriso e la felicità» concludono i chirurghi di Aicpe.

AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l'unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, gemellata con l'American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 250 chirurghi in tutta Italia. Membri Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, accomunati da un codice etico comportamentale che li distingue dentro e fuori la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime Linee Guida del settore, consultabili sul sito internet, che stabiliscono i fondamentali parametri operativi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici: disciplinando l'attività professionale con riferimento sia all'attività sanitaria, sia alle norme etiche; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica.



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