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martedì 17 ottobre 2017

Salute. Lorenzin conferma a Greenpeace che l’italia voterà no al rinnovo del glifosato


GLIFOSATO: IL MINISTRO DELLA SALUTE CONFERMA A GREENPEACE CHE L'ITALIA VOTERÀ NO AL RINNOVO

ROMA, 17.10.17 – Questa mattina gli attivisti di Greenpeace hanno offerto un simbolico "aperitivo al glifosato" al ministro Beatrice Lorenzin, aprendo uno striscione con la scritta "La salute non è in vendita, Stop glifosato", di fronte al Ministero della Salute. 

Nel frattempo due attivisti vestiti con tuta protettiva, maschera antigas ed erogatore di pesticidi a spalla, hanno simulato l'irrorazione con il glifosato dell'ingresso, del piazzale antistante il Ministero e di alcuni alimenti esposti.

Durante la manifestazione il ministro della Salute ha raggiunto gli attivisti dichiarando che l'Italia si opporrà al rinnovo dell'autorizzazione al glifosato il prossimo 25 ottobre, quando i Paesi Ue saranno chiamati a votare.

«Siamo molto soddisfatti, finalmente la posizione del governo italiano è chiara e inequivocabile. 
Autorizzare per altri dieci anni una sostanza che sta già inquinando il nostro ambiente ed è classificata come probabilmente cancerogena per l'uomo sarebbe un gesto irresponsabile. Adesso tocca agli altri Paesi europei esprimersi con altrettanta fermezza per tutelare la salute e l'ambiente» dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.


Dopo le rivelazioni che stanno emergendo grazie ai cosiddetti "Monsanto Papers" e lo scandalo del "copia-incolla" - ovvero parti del rapporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha valutato i rischi dell'uso del glifosato sono stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell'autorizzazione di Monsanto - nessuno può affermare con certezza che il glifosato è sicuro. 

Greenpeace chiede perciò di istruire un'inchiesta per verificare l'esistenza di eventuali indebite influenze da parte di Monsanto o di altri produttori di glifosato sulle valutazioni che collegano il glifosato con il cancro negli esseri umani.

La valutazione in discussione in sede europea riguarda, infine, solo il principio attivo, non le formulazioni che vengono effettivamente commercializzate, per le quali nessuno sta verificando i rischi. 

Nella sua valutazione del 2015, l'EFSA ha riferito che non è possibile escludere effetti avversi dei formulati a base di glifosato. Eppure si vuole delegare questa valutazione ai singoli Paesi membri, che dovrebbero valutarne il rischio e garantire la sicurezza.  

Intanto, 1,3 milioni di europei (più di 70 mila persone in Italia), hanno firmato in meno di cinque mesi, l'Iniziativa dei cittadini europei (ECI) per vietare il glifosato, assicurare che le valutazioni scientifiche dei pesticidi per l'autorizzazione in Ue si basino esclusivamente su studi pubblicati, e per proteggere persone e l'ambiente dai pesticidi tossici. 

È l'ECI sottoscritta più rapidamente in assoluto da quando l'Ue ha introdotto questo strumento nel 2012, promossa in Italia da una coalizione composta da oltre 45 associazioni.

lunedì 2 ottobre 2017

Salute e alimentazione: AICS, sul salmone consumatori attendono risposte

Risultati immagini per salmone
Andrea Nesi (AICS): "Nessuno ci ha detto se dobbiamo smettere di consumare salmone d'allevamento norvegese o se i giornalisti di RAI 3 verranno sanzionati"

Sono trascorsi mesi dalla messa in onda della trasmissione di RAI 3 'Indovina chi viene a tavola' dedicata al salmone norvegese d'allevamento (www.raiplay.it/video/2017/03/Indovina-chi-viene-a-cena-5a49ec28-eba6-4454-a09f-f5266e628999.html). 


Un servizio molto accurato e che definisce il salmone norvegese d'allevamento come uno dei cibi più contaminati che finiscono sulle nostre tavole. Qualcosa di estremamente pesante, corredato di testimonianze di scienziati, documentazione varia ivi comprese analisi di laboratorio.

La replica di Eurofishmarket su Il Fatto Alimentare (www.ilfattoalimentare.it/rai3-salmone-replica.html), è molto blanda non entra nel merito in modo accurato. 
Ma in ogni caso si sostiene che i dati siano tutt'altri.

"Il salmone è un esempio importante ed ingombrante ma il principio vale ed è applicabile ad altre circostanze simili in ambito alimentare: a seguito di una trasmissione come quella di RAI 3 sul salmone, non possono esserci terze vie, o il salmone d'allevamento norvegese deve essere vietato perchè attenta alla nostra salute o i giornalisti di RAI 3 devono essere pesantemente sanzionati" così Andrea Nesi responsabile ambiente di AICS 

"Ovviamente visionando la trasmissione RAI e leggendo la replica della controparte, ci si può formare facilmente un'idea sul dove si trovi la verità. Ma noi non siamo giudici e dunque pretendiamo che le nostre autorità si esprimano con chiarezza a riguardo. Verranno puniti gli allevatori di salmone o la RAI?"  continua Nesi

"Per questo, per la necessità di fare chiarezza ripeto, ho parlato con il presidente di Aics, Bruno Molea, anche segretario della commissione di vigilanza Rai, e invierò una lettera al ministero della salute ed al ministero dell'Ambiente affinché sciolgano i nostri dubbi" conclude Nesi.

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