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martedì 6 gennaio 2015

EPIFANIA, 2 KG IN PIU' IN REGALO DALLE FESTE


 

L'effetto del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche ha portato un aumento di peso fino a 2 chili per quanti non sono riusciti a resistere al tour de force alimentare durante il quale sono state assunte circa 15mila-20mila chilocalorie. E' quanto rileva la Coldiretti nel sottolineare che nel nuovo anno da smaltire per gli italiani ci sono i quasi cento milioni di chili tra pandori e panettoni, cinquanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 6,5 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo vicino ai 4,1 miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno, senza contare il boom finale dell'Epifania.


Ad aggravare la situazione il fatto che - sottolinea la Coldiretti - l'abbuffata per le festività è stata anche accompagnata spesso dalla sospensione delle attività sportive e da una maggiore sedentarietà con le lunghe soste a tavola con parenti e amici che - sottolinea la Coldiretti - hanno ridotto il movimento fisico e favorito l'accumulo di peso. Con l'inizio del nuovo anno la dieta diventa dunque un obiettivo prioritario per molti italiani. Per rimettersi in forma secondo i dietologi non aiutano i drastici digiuni e i "salti del pasto", ma adottare una dieta a base di cibi leggeri, ricca di frutta e verdura con il consumo di molta acqua.


Per aiutare le buone intenzioni la Coldiretti ha stilato una lista dei prodotti le cui proprietà terapeutiche e nutrizionali sono utili per disintossicare l'organismo e per accompagnare il rientro in salute alla normalità dopo gli stress dei viaggi e dei banchetti natalizi. In questa stagione - continua la Coldiretti - tra la frutta da non dimenticare ci sono arance, mele, pere e kiwi mentre per quanto riguarda le verdure quelle particolarmente indicate sono spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote. Tutte le insalate e le verdure vanno condite - sottolinea la Coldiretti - con olio d'oliva, ricco di tocoferolo, un antiossidante che combatte l'invecchiamento dell'organismo e favorisce l'eliminazione delle scorie metaboliche, e abbondante succo di limone che purifica l'organismo dalle tossine, fluidifica e pulisce il sangue, e' un ottimo astringente e cura l'iperacidità gastrica.


Le arance - informa la Coldiretti - sono una notevole fonte di vitamina C che migliora il sistema immunitario e aiuta a fronteggiare l'influenza, favorisce la circolazione, ossigena i tessuti e combatte i radicali liberi. Le mele per il loro modesto apporto calorico e per la prevalenza del potassio sul sodio sono capaci di svolgere un'azione antidiarroica e di regolare la colesterolemia. Ancora, le pere che oltre ad avere un buon potere saziante, contenendo zuccheri semplici come il fruttosio, fibra, molta acqua e poche calorie, sono adatte per chi soffre di intestino pigro. I kiwi ricchi di vitamina C, fosforo e potassio sono particolarmente indicati per migliorare il funzionamento dell'intestino, i semini neri in esso contenuti, infatti, ne stimolano le contrazioni.


Tutta la verdura a foglie verde scuro come spinaci e cicoria - continua la Coldiretti - contiene acido folico, gruppo vitamine B, essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue per la sua azione sul midollo osseo. Ancora, l'insalata conferisce volume e potere saziante con un apporto calorico estremamente limitato ed assicura anche un certo contributo di vitamine, calcio, fosforo e potassio. Le carote sono ricche di vitamina A, indispensabile per la salute degli occhi e della pelle, i finocchi, risultano ottimi per combattere la nausea, la digestione difficile e la stitichezza. Nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli e lenticchie) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l'organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali ma - conclude la Coldiretti - sono anche una notevole fonte di carboidrati a lento assorbimento, che forniscono energia che aiuta a combattere il freddo.



lunedì 5 gennaio 2015

Guarire dall'asma senza farmaci. Un nuovo trattamento rivoluzionario sta aiutando le persone con asma grave.


Secondo l'OMS, ci sono più di 300 milioni di persone in tutto il mondo che soffrono di asma, una ogni 20. Classificata come la terza piaga mondiale dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità, l'asma interessa una grossa percentuale della popolazione, sempre in aumento. In Italia, si stima che ogni anno circa 9 milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell'aria e quattro milioni di essi ricorrono a cure. Si calcola che circa il 15-20 per cento della popolazione italiana soffre di allergie, fenomeno in crescita, soprattutto tra i più giovani e le donne.

Le cause e le cure di questo fenomeno sono ancora indagate. Gli pneumologi le cercano tra i fattori genetici, soprattutto per l'asma che si manifesta nei bambini. Per i soggetti con asma grave, le opzioni sono spesso limitate a farmaci come alte dosi di steroidi che possono causare gravi effetti collaterali tra cui l'osteoporosi, depressione e aumento di peso.

Ora una nuova procedura chiamata termoplastica bronchiale, tuttavia, sta offrendo a chi soffre d'asma la possibilità di facilitare il loro fardello quotidiano senza farmaci. Ossia una procedura broncoscopica che, mediante la radiofrequenza, comporta il riscaldamento controllato delle pareti di un tratto delle vie respiratorie che è solitamente più spessa in chi soffre di asma, riscaldandolo a 65C. L'applicazione del calore riduce l'eccesso di muscolatura liscia presente nelle pareti bronchiali limitandone l'azione di contrazione alla base del restringimento delle vie aeree, tipico dell'asma.

Per eseguire il trattamento completo di termoplastica bronchiale sono sufficienti 3 sedute, a circa tre settimane di distanza l'una dall'altra. Gli studi clinici effettuati negli adulti affetti da asma grave sottoposti a termoplastica bronchiale hanno dimostrato che il trattamento ha ottenuto benefici e portato a un miglioramento della qualità di vita rispetto a una procedura di controllo con sola terapia farmacologica, durante un follow-up a lungo termine, dimezzando quasi il numero di attacchi di asma grave.

In sintesi la termoplastica bronchiale è una procedura non farmacologica, mini-invasiva, per il trattamento dell'asma grave nell'adulto, usata in associazione a trattamenti farmacologici meno aggressivi, che mira al miglioramento dei sintomi e conseguentemente della qualità della vita dei pazienti, per quei casi di asma grave in cui non si riesce a controllare la sintomatologia nei pazienti a causa dei limiti farmacologici.

Clinical Interventional Forum Gise (Bologna, 23- 24 gennaio)

CLINICAL INTERVENTIONAL FORUM GISE "La rivascolarizzazione coronarica e periferica nel paziente diabetico", Complesso Aule Belmeloro - Università degli Studi di Bologna,Via Belmeloro 14, Bologna 23-24 gennaio. L’iscrizione potrà essere effettuata inviando una mail entro il 19 gennaio al seguente indirizzo: g.spiga@planning.it specificando categoria di appartenenza, recapito cellulare e giornata/e di interesse. CLINICAL INTERVENTIONAL FORUM GISE "La rivascolarizzazione coronarica e periferica nel paziente diabetico", Complesso Aule Belmeloro - Università degli Studi di Bologna,Via Belmeloro 14, Bologna 23-24 gennaio. Clicca qui per scaricare il programma dell'evento Tiziana Rambelli

domenica 4 gennaio 2015

"Binge drinking". La cattiva "moda" di bere sino a stordirsi danneggia il sistema immunitario, secondo un nuovo studio


Lo "Sportello dei Diritti", ha più volte denunciato i pericoli di un fenomeno sempre più diffuso, specie fra i giovani, facendo riferimento a studi che ne rilevano gli aspetti devastanti per la salute. Un'altra recentissima ricerca, rileva Giovanni D'Agata presidente dell'associazione, ha ulteriormente verificato che anche il sistema immunitario di coloro che si sottopongono a questa prassi subisce danni con ciò confermando che gli effetti possono permanere a lungo anche dopo che è finita la sbornia.

Lo studio in questione effettuato dai ricercatori dell'equipe del professor Majid Afshar della Loyola University Chicago Stritch School of Medicine e pubblicato sulla rivista Alcohol ha scoperto che bere smodatamente ostacola i sistemi immunitari dei giovani. L'esperimento è servito a studiare la reazione immunitaria di soggetti (otto uomini e sette donne, età media 27 anni) che avevano bevuto quattro o cinque bicchierini di vodka, a seconda del proprio peso corporeo.

Venti minuti dopo il picco dell'intossicazione, il sistema immunitario appariva su di giri: i ricercatori hanno osservato livelli più alti della norma di leucociti, monociti e linfociti natural killer. Erano anche presenti in numero maggiore le cosiddette citochine, proteine coinvolte nei processi di attivazione delle risposte immunitarie. Due e cinque ore dopo l'intossicazione, comunque, la situazione cambiava diametralmente. I ricercatori hanno misurato livelli più bassi di monociti e linfociti natural killer nel sangue e livelli più alti di un altro tipo di citochine, quelle che inibiscono le reazioni immunitarie.

Mentre gli altri effetti dell'alcol e del binge drinking, come cadute accidentali e incidenti stradali, sono noti da tempo, "Ma c'è meno consapevolezza degli effetti nocivi dell'alcol in altri settori, come il sistema immunitario," ha detto il co-autore della ricerca Elizabeth Kovacs, direttore del programma di ricerca sull'alcol della Loyola.



Salute. Stop all'acquisto di pappagalli ed altri uccelli selvatici da tenere in casa in gabbia

Anche il Ministero della Salute argentino raccomanda di non acquistarne per il pericolo della psittacosi. La malattia si trasmette per gli escrementi o le secrezioni degli uccelli in cattività. I sintomi e le raccomandazioni 

La nostra associazione è impegnata, fra l'altro da anni non solo nella tutela della salute dei cittadini che spesso si lega con altre lotte di civiltà come quella nel caso specifico che andiamo ad affrontare contro il commercio illegale di fauna selvatica ed esotica per gli effetti che da una parte può causare sulla salute dell'uomo e soprattutto dall'altra sugli ecosistemi per il depauperamento delle specie nei loro habitat naturali.

In questo caso, Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ritiene opportuno segnalare quanto ha consigliato il Ministero della Salute dell'Argentina, attraverso il Dipartimento di Malattie Zoonotiche e Vettoriali, che in un recente intervento ha raccomandato di non comprare pappagalli e altri uccelli esotici per il rischio sussistente negli esseri umani di essere contagiati dalla psittacosi, una malattia diffusa tra gli uccelli selvatici.

Dall'anno 2013 fino ad oggi, a Mendoza, una città dell'Argentina centro-occidentale sono stati segnalati diversi casi di psittacosi negli uomini, legati principalmente al possesso di pappagalli.I sintomi della malattia che porta a infezioni, febbre o polmonite aspecifica, si manifestano con febbre, anoressia, dispnea, diarrea, cefalea, mialgia e tosse.

Può tuttavia complicarsi con epatite, endocardite e coinvolgimento neurologico. La forma di trasmissione si verifica quando gli uccelli che sono portatori di batteri nell'ambiente attraverso le secrezioni degli occhi, respiratorie, fecali e polvere delle piume. Queste particelle restano nell'aria e vengono inalate dalle persone che così vengono infettate.La psittacosi sinonimo di ornitosi, è una malattia causata dal batterio Chlamydia psittaci e che viene trasmessa agli esseri umani tramite tutti i tipi di uccelli, come pappagalli, are, tacchini, oche e persino canarini.

Quando gli uccelli selvatici entrano nel circuito illegale del marketing sono trasportati e conservati in condizioni di sovraffollamento, sporcizia, mancanza di cibo e acqua. Tutto ciò, abbinato con il cambiamento di habitat, diventa un fattore di stress per gli uccelli, dove molti finiscono per morire. Quelli che sopravvivono a questa situazione, diventano immunodepressi tanto da favorire la comparsa di malattie umane trasmissibili come psittacosi. Di seguito si riportano le raccomandazioni del Dipartimento di Malattie Zoonotiche e Vettoriali del Ministero della Salute argentino:

-Non catturare uccelli selvatici. Godetevi gli uccelli in libertà, non rinchiudeteli. Lo stress di un uccello in cattività potrebbe mettere in pericolo la vostra salute e quella della vostra famiglia.

-Non comprare uccelli sulla strada o da venditori ambulanti poiché sono quelli che soffrono di maggiore stress e favoriscono il commercio illegale di uccelli selvatici.

-Acquistare uccelli di cui è nota la provenienza (da fattorie o che sono nati in cattività) in magazzini attrezzati e che hanno ricevuto pareri veterinari.

-Richiedere il certificato salute firmato da un veterinario professionista registrato e chiedere la prova di acquisto.

-Per gli uccelli in cattività, disinfettare ogni giorno gli alimentatori e le gabbie con candeggina diluita (2 cucchiai per litro d'acqua) e tenerli ventilati, ben nutriti e senza fattori di stress.

-Non rilasciare gli uccelli malati o per i quali si sospetta la sussistenza di malattie, andare da un veterinario per il giusto trattamento per gli uccelli.

-Se si è in possesso di un uccello malato che sta manifestando i sintomi precedentemente citati, consultate il vostro veterinario di fiducia o recarsi al centro di zooprofilassi più vicina.

-Nel caso in cui l'uccello di casa, dovesse morire in un modo sospetto o a seguito dei sintomi descritti, avvolgerlo in un giornale bagnato con candeggina, collocarlo all'interno di un sacchetto di plastica e portarlo dal veterinario affinché esso sia sottoposto a diagnosi.

-Non portare gli uccelli morti in pubblico, perchè si può compromettere la propria salute e quella degli altri.

Lecce, 4 gennaio 2015    



venerdì 2 gennaio 2015

Il cancro potrebbe essere dovuto alla "sfortuna". Due terzi dei tumori sarebbero delle mutazioni genetiche casuali del Dna


Fino ad ora si pensava che il cancro era il risultato di un cattivo stile di vita (per esempio uso e consumo di tabacco, alcool, ecc..) o ad ereditarietà genetica. Queste certezze sono seriamente messe in discussione da uno studio condotto dagli scienziati della Johns Hopkins University, Baltimora e pubblicato oggi sulla rivista Science. Secondo lo studio, circa due terzi dei tumori degli adulti sono scatenati principalmente da mutazioni spontanee del Dna, con un apporto minimo o nullo al rischio da parte di stili di vita o cause ereditarie che ha individuato 22 tipi di cancro in cui la "sfortuna", intesa come una replicazione casuale delle cellule di alcuni tessuti tale da scatenare la malattia - ha un ruolo primario e nove in cui invece prevalgono gli altri fattori.

Uno degli autori,  Bert Volgenstein, ha spiegato che tutti i tumori sono causati da una combinazione di sfortuna, ambiente e ereditarietà, e i ricercatori hanno creato un modello matematico che può quantificare ogni contributo. Il modello si basa sulle replicazioni del Dna delle staminali di vari tessuti che possono dar vita a mutazioni casuali che portano al cancro, concentrandosi su 31 diversi tessuti, dai polmoni al colon all'intestino. In 22 casi, spiegano gli autori, che vanno dal cancro del duodeno a diversi tumori del distretto testa-collo, le mutazioni casuali hanno un peso preponderante, mentre negli altri nove, fra cui polmoni, fegato e tiroide, sono i fattori ambientali e familiari a decidere, anche se sempre combinati con la "sfortuna".

"I rari casi di fumatori che non sviluppano tumori sono spesso attribuiti a 'buoni geni' , ma la verità è che sono invece solo fortunati. I cambiamenti di stili di vita possono avere un grandissimo impatto su alcuni tipi di tumori ma sarà molto efficace per gli altri.

Saldi. Istruzioni per l'uso


Roma, 2.1.2015. Inizia la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novita'. Per fortuna e meno male. Perche' vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l'abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l 'acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di "fare l'affare", a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L'ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell'avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L'ACQUISTO - PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita' della merce di riferimento (dopo non si potra' rivendicare il cambio di un prodotto perche' il negozio a cento metri piu' in la' vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se' e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu' ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo "49,90" euro vuole dire "50,00" e non "49,00".
DURANTE L'ACQUISTO - PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche' siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo' chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all'istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L'ACQUISTO - QUALITA'
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu', quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo' variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d'abbigliamento riportano l'etichetta con le modalita' di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio' che e' indicato: la sua esperienza puo' servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e' portato il capo d'abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e' di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo' essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d'abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e' molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l'occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L 'ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo "la merce venduta non si cambia": esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche' difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e' sbagliata la taglia o si e' semplicemente cambiato idea, e' solo la disponibilita' del commerciante che puo' ovviare al problema, ma non c'e' un diritto del consumatore.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc




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Redazione del CorrieredelWeb.it


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