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mercoledì 4 ottobre 2017

Health in Italy promuove il Turismo Sanitario in Italia, con il sostegno dei Ministeri Esteri, Salute e Beni Culturali

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Health in Italy, il brand che unisce le strutture sanitarie italiane di eccellenza che operano nel Medical Tourism, è stato presentato oggi presso la Farnesina, nel corso del convegno “Qualità del sistema sanitario italiano, turismo e attrattività dei territori”, promosso da Ministero degli Esteri, Ministero della Salute e MIBACT.
Per Medical Tourism (o Turismo Sanitario) si intende qualsiasi viaggio al di fuori del proprio Paese di residenza allo scopo di ricevere prestazioni medico/sanitarie, preventivamente concordate, nonché l’insieme delle relative attività di organizzazione di viaggio e di permanenza nel Paese estero.
In un contesto globale in cui si avverte la mancanza di un brand di sistema che rappresenti l’Italia nel mondo, l’obiettivo dell’associazione senza fini di lucro “Health in Italy” è la promozione dell’intera filiera della salute (ospedali, alimentazione, benessere, stili di vita e strutture alberghiere), per aggiungere quindi l’eccellenza nella sanità alle altre dimensioni per le quali l’Italia è già famosa in tutto il mondo. 
Il sistema sanitario italiano viene infatti collocato ai primi posti nei ranking mondiali e in Italia vi sono già strutture sanitarie di assoluta qualità, che attraggono numerosi pazienti dall’estero e stanno puntando a crescere ulteriormente nel Medical Tourism.
La Farnesina supporta lo sviluppo internazionale del sistema Italia e nel settore del Medical Tourism l’Italia può competere ai massimi livelli mondiali. L’Italia si classifica prima al mondo sia per la qualità della vita secondo il Bloomberg Global Health Index 2017, sia nella classifica dei Siti Unesco. 
Lo sviluppo dell’Italia come destinazione di Medical Tourism consentirà a regime la creazione di 8.000-10.000 nuovi numerosi posti di lavoro e contribuirà a valorizzare le professioni mediche e sanitarie.
Il network Health in Italy include strutture sanitarie e non sanitarie in base a criteri molto selettivi ed esigenti, basati sull’analisi dell’efficacia delle cure (outcome), della qualità e della sicurezza dei pazienti (ispirati agli standard Joint Commission International), e delle capacità di accoglienza di pazienti internazionali (secondo gli standard di hospitality).
Nel network Health in Italy sono finora entrate sia strutture pubbliche che strutture private di alta qualità. Ne fanno parte l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, la Fondazione Poliambulanza, l’Humanitas Research Hospital, il Policlinico Universitario Campus Bio-medico, il C.O.T. di Messina, il Centro Chirurgico Toscano, l’ISMETT e il Gaslini. Numerose altre strutture hanno fatto richiesta di entrare e sono attualmente in fase di valutazione.



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Negli ultimi anni la facilità degli spostamenti internazionali ha spinto milioni di persone ad affrontare un viaggio al di fuori del paese di residenza allo scopo di ricevere assistenza medica. Per Medical Tourism (anche turismo sanitario) si intende qualsiasi viaggio al di fuori del proprio paese di residenza allo scopo di ricevere prestazioni medico/sanitarie, preventivamente concordate, nonché l’insieme delle relative attività di organizzazione di viaggio e di permanenza nel paese estero.
Nonostante tale mercato sia in forte espansione a livello globale, anche grazie ai costi decrescenti dei viaggi internazionali, in Italia si avverte la mancanza di un brand di sistema che rappresenti nel mondo il nostro Paese.
Nel corso del convegno “Qualità del sistema sanitario italiano, turismo e attrattività dei territori”, promosso da Ministero degli Esteri, Ministero della Salute e MIBACT, che si è tenuto il 4 ottobre 2017 presso la Farnesina, è stato presentato il brand che unisce le strutture sanitarie italiane di eccellenza che operano nel Medical Tourism, “Health in Italy”.
L’obiettivo di “Health in Italy” (www.healthinitaly.org), associazione senza fini di lucro, è la promozione dell’intera filiera della salute (ospedali, alimentazione, benessere, stili di vita e strutture alberghiere) aggiungendo quindi l’eccellenza nella sanità alle altre dimensioni per le quali l’Italia è già famosa in tutto il mondo.
La Farnesina supporta lo sviluppo internazionale del sistema Italia e nel settore del Medical Tourism l’Italia può competere ai massimi livelli mondiali. L’Italia si classifica prima al mondo sia per la qualità della vita secondo il Bloomberg Global Health Index 2017, sia nella classifica dei Siti Unesco. Lo sviluppo dell’Italia come destinazione di Medical Tourism consentirà a regime la creazione di 8.000-10.000 nuovi numerosi posti di lavoro e contribuirà a valorizzare le professioni mediche e sanitarie.
Al riguardo, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, ha dichiarato: “L’Italia è per Bloomberg il Paese più sano al mondo e al primo posto per la qualità della vita. E quali sono le ragioni di questo primato se non il vivere all’Italiana, il sistema sanitario, le sane abitudini alimentari, la bellezza storica e paesaggistica da cui siamo circondati? Facendo squadra presentiamo per la prima volta in maniera integrata la qualità del sistema sanitario e la ricchezza culturale e turistica dei nostri territori, uno sforzo di sistema che vede al fianco del Ministero degli Esteri il Dicastero della Salute e quello dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, le Regioni, l’ENIT e una serie di prestigiose e qualificate strutture sanitarie pubbliche e private. Puntando su questo settore, l’Italia, secondo i più recenti studi, potrebbe registrare un incremento del fatturato della filiera della salute di oltre 5 miliardi di euro l’anno”.
L’iniziativa “Health in Italy” ha ricevuto il plauso dell’Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri. Secondo il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti, il Medical Tourism rappresenta anche un modo per mettere a frutto gli investimenti che l’Italia ha fatto nella formazione dei suoi professionisti: “Nel Rinascimento dall’estero si veniva in Italia per prendere ispirazione dalla nostra accademia medica. Oggi, sempre di più, sono i medici laureati nelle università italiane che emigrano facendo la fortuna dei Paesi che li fanno specializzare e li assumono. Il turismo medico  rappresenta un’opportunità per invertire questa tendenza, creando nuovi posti di lavoro in Italia e restituendo alla nostra sanità il ruolo di primo piano che ha sempre avuto nella storia. Allo stesso tempo si tratta di una spinta a tutto il sistema sanitario pubblico e privato che avrà l’occasione di mostrare le proprie eccellenze e, dove necessario, sarà incentivato a migliorarsi per attirare nuovi pazienti”.
Il network Health in Italy include strutture sanitarie e non sanitarie in base a criteri molto selettivi ed esigenti, basati sull’analisi dell’efficacia delle cure (outcome), della qualità e della sicurezza dei pazienti (ispirati agli standard Joint Commission International), e delle capacità di accoglienza di pazienti internazionali (secondo gli standard di hospitality).
Nel network Health in Italy sono finora entrate sia strutture pubbliche che strutture private di alta qualità. Ne fanno parte: l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, la Fondazione Poliambulanza, l’Humanitas Research Hospital, il Policlinico Universitario Campus Bio-medico, il C.O.T. di Messina, il Centro Chirurgico Toscano, l’ISMETT e il Gaslini. Numerose altre strutture hanno fatto richiesta di entrare e sono attualmente in fase di valutazione.
Il sistema sanitario italiano viene collocato ai primi posti nei ranking mondiali e in Italia vi sono già strutture sanitarie di assoluta qualità che attraggono numerosi pazienti dall’estero e che stanno puntando a crescere ulteriormente nel Medical Tourism. L’auspicio è che queste best practice si diffondano sempre più.
“Il primo obiettivo del Network Health in Italy è quello di far conoscere sui mercati internazionali e presso tutti gli operatori internazionali di Medical Tourism (assicurazioni, multinazionali, facilitatori) la punta di diamante del sistema sanitario italiano mediante un brand di sistema. A breve sarà pubblicata la prima Guida di Medical Tourism di Health in Italy, che ovviamente sarà disponibile anche online, mentre i passi successivi saranno la promozione dell’Italia sul mercato del Medical Tourism e la creazione di una piattaforma di informazioni/prenotazioni web-based” - ha dichiarato il prof. Gianluca Oricchio, Presidente del Comitato Promotore di Health in Italy.
L’Italia è famosa nel mondo per la sua arte, i paesaggi e le bellezze naturali, la moda, lo stile di vita, il cibo ed il vino di qualità. Ciò che tuttora la maggior parte della popolazione mondiale ignora è che l’Italia offre anche servizi sanitari di qualità assoluta a prezzi accessibili. L’obiettivo principale di Health in Italy è di promuovere questa eccellenza, per poi poter accogliere il turista-paziente internazionale ed offrirgli non solo un servizio medico e sanitario di assoluta qualità, ma anche l’opportunità di vivere le bellezze del nostro Paese a 360°” - dichiara il prof. Pier Paolo Bucalo, Presidente di Health in Italy, che aggiunge:
Al momento stiamo collaborando con alcune tra le principali realtà del Made in Italy, al fine di esplorare sinergie volte alla creazione di valore per l’intera filiera italiana della salute e del benessere. Desideriamo in tal modo supportare il processo di sviluppo del Medical Tourism nel nostro Paese in combinazione con i servizi di Digital Health. Tra i progetti in cantiere, la prima piattaforma domestica di Digital Medical Tourism”.
Il network Health in Italy offre la possibilità di ottimizzare gli investimenti in conoscenza e penetrazione nei mercati esteri, lo scambio di esperienze, la facilitazione nel processo di start up di business unit dedicate al Medical Tourism all’interno delle maggiori strutture sanitarie e la condivisione di un osservatorio specifico di questo nuovo mercato per il Made in Italy, aperto al contributo delle migliori realtà del Paese.

venerdì 29 settembre 2017

Forum della Leopolda: Enrique Häusermann (Assogenerici): "Trasparenza sull'uso delle risorse e riordino del copayment per garantire l'omogeneità delle prestazioni"

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Firenze, 29 settembre 2017  Una norma di legge che impedisca alle Regioni di dirottare le risorse liberate dai farmaci equivalenti e biosimilari verso capitoli di spesa diversi dalla farmaceutica; la totale esclusione delle quote versate di tasca propria dal cittadino dall'ammontare di spesa soggetta al tetto programmato; la compensazione tra i tetti per consentire l'uso cumulativo delle risorse disponibili; il riordino del copayment per fasce di reddito; l'inserimento della spesa farmaceutica nel sistema dei DRG. Queste le proposte avanzate da Enrique Häusermann, presidente Assogenerici, intervenuto stamattina, a Firenze, alla sessione inaugurale del Forum della Leopolda, dedicata alla Governancedel sistema Sanitario tra Stato e Regioni. 

"La creazione di due Fondi ad hoc – uno per i farmaci innovativi e uno per gli oncologici – fuori dal tetto per la farmaceutica diretta non risolve del tutto i problemi di sotto finanziamento della spesa farmaceutica diretta - ha spiegato Häusermann. - Solo nei prossimi 18 mesi con l'arrivo dei farmaci equivalenti di diverse molecole in scadenza potranno essere liberate ulteriori risorse per quasi 700 milioni di euro: è indispensabile che ogni euro risparmiato con generici e biosimilari sia destinato  al Fondo per i farmaci innovativi, con una norma di legge vincolante  che impedisca alle  Regioni di dirottare queste risorse verso altri capitoli di spesa. Questo contribuirebbe ad aggredire una parte del problema relativo al finanziamento del Fondo per gli innovativi - non solo nel breve periodo - e alleggerirebbe anche l'eventuale ripiano a carico delle aziende che hanno avuto accesso a tale fondo".

Per quanto riguarda invece il tema del finanziamento pubblico, il presidente Assogenerici ha rinnovato la richiesta di una maggiore trasparenza sui conti di settore: "La Spending Review 2, del 2012, ha già previsto l'esclusione dal tetto dei differenziali di prezzo versati per l'acquisto di prodotti con prezzi superiori a quelli di rimborso, ma non è accaduto altrettanto con i ticket in quota fissa - ha denunciato. - Si tratta di circa 500 milioni di euro l'anno impropriamente fatti passare per spesa pubblica: è una forzatura che non ha alcuna logica economica. Così come sarebbe irragionevole continuare a non prevedere un meccanismo di compensazione tra i tetti che consenta l'uso cumulativo delle risorse disponibili per questo capitolo di spesa nel suo complesso".

Sotto la lente, infine, l'insidioso capitolo degli sprechi e delle inefficienze: "Quando parliamo di disinvestimento e riallocazione- ha raccomandato Häusermann - dobbiamo sempre aver presente il quadro tracciato in quei ultimi anni dai mille studi sulla povertà sanitaria: ogni anno  un  italiano su dieci rinuncia ad acquistare i farmaci o interrompe le terapie per ragioni economiche, ovvero per l'onere eccessivo della spesa out of pocket. Per questo credo sia necessario un ripensamento complessivo dei meccanismi di rimborsabilità che consenta di concentrare risorse sulle fasce dipopolazione più deboli, individuando un sistema equo di copayment per fasce di reddito come alternativa a qualsiasi ipotesi di delisting dal Prontuario di farmaci di ampio utilizzo e a basso costo, che non farebbe che accentuare il fenomeno della mancata cura.  Così come in prospettiva la corretta gestione delle risorse non potrà non prevedere l'inserimento della spesa farmaceutica ospedaliera nei DRG, unica strategia capace di consentire la corretta valutazione del fabbisogno e degli output delle cure garantite ai cittadini".

"Anche in quest'ottica - ha concluso - è necessario riaprire subito il tavolo della governancedal quale dovrebbero scaturire regole condivise tra tutti stakeholders che garantiscano gli interessi di tutte le parti in gioco, a partire da quelli dei cittadini".


Assogenerici è l'organo ufficiale di rappresentanza dell'industria dei farmaci equivalenti e biosimilari in Italia. L'associazione, fondata nel 1993, rappresenta oggi più di cinquanta tra imprese multinazionali e aziende italiane dislocate su tutto il territorio nazionale, che producono sia per il mercato nazionale che per l'estero, oltre ad aziende impegnate nella produzione di farmaci in conto terzi per tutta l'industria farmaceutica, per un totale di 10mila occupati e quasi  40 siti produttivi.In ambito europeo, Assogenerici è membro di Medicines for Europe (già EGA), la voce delle industrie produttrici di farmaci generici equivalenti, biosimilari e valueaddedmedicines in Europa che rappresenta 350 siti produttivi e di ricerca con un totale di 160mila addetti.

ASSOGENERICI
Accogliamo il progresso,
sosteniamo il futuro

Al Festival della Salute il Ministro dello Sport Luca Lotti

IL MINISTRO LUCA LOTTI IN VISTA AL FESTIVAL DELLA SALUTE.
IL MINISTRO LUCA LOTTI AL FESTIVAL DELLA SALUTE
“Lo sport ha potenzialità straordinarie sull'economia e sul turismo, come sulla salute, sull'educazione e la formazione dei giovani”.
 
Premi Teva ‘Comunicare la Salute’ all’Atleta paraolimpica Nicole Orlando, al Neuroscienziato Ubaldo Bonucelli e al Professore Emerito di Chirurgia Franco Mosca.


Montecatini Terme, 29 settembre 2017 – Sarà il Ministro dello Sport Luca Lotti ad aprire la terza giornata del Festival della Salute domani 30 settembre.

“Lo sport ha potenzialità straordinarie” – ha dichiarato il Ministro Lotti - “e ritengo fondamentale che nelle Istituzioni vi sia un interlocutore che possa relazionarsi con questo mondo. Per tanti anni, purtroppo, è stato erroneamente considerato secondario rispetto ad altri settori, nonostante lo sport abbia evidenti e positive ricadute sull'economia e sul turismo, come sulla salute, sull'educazione e la formazione dei giovani”. 

Sempre Sabato alle 15:30 in Sala Porteghesi si svolgerà il talk show “Shared welafare: il sistema sanitario italiano tra governance, sostenibilità e responsabilità sociale”.
A condurlo sarà Giovanni Favero, direttore responsabile della rivista UpSide Risk e saranno presenti Emilia Grazia De Biasi, Presidente Commissione Sanità del Senato; Marco Vecchietti, CEO di RBM Salute; Salvatore Carbonaro, Presidente di Praesidium Spa; Federica Rambaldi avvocato specialista in welfare; Leonardo Cianchi, presidente CFT; Enrico Desideri, Direttore ASL Sud Est Toscana e Daniela Scaramuccia, Responsabile Salute Gruppo IBM.

Infine sabato 30 Settembre, nell’ambito del Festival della Salute 2017, alle Terme Tettuccio di Montecatini Terme, saranno consegnati i Premi Teva ‘Comunicare la Salute’, momento culminante della Festa per la decima edizione del Festival. Medicina e Sport al centro del Premio che, nella sua edizione 2017, a Montecatini Terme, riconosce la concreta testimonianza di personalità impegnate nella diffusione e nella condivisione di salute e benessere, come obiettivi e valori irrinunciabili: Nicole Orlando, Atleta parolimpica; Ubaldo Bonucelli, NeuroscienziatoFranco Mosca, Professore Emerito di Chirurgia.

La cerimonia si svolgerà alla Presidente del Consiglio della Regione Toscana Eugenio Giani, del Sindaco del Comune di Montecatini Terme Giuseppe Ballandi. Fra le autorità presenti: Salvatore Conte, del Comitato Italiano Parolimpico; Lucia Giachini, referente Miur Special Olympics; Edita Punciskaite, campionessa di Ciclismo.

Il Premio è stato ideato e organizzato come uno dei momenti centrali del Festival della Salute. L’iniziativa è in linea con la missione del Festival, mirata alla prevenzione e allo ‘stare bene’, declinati in molteplici forme, con un’attenzione particolare allo Sport, nella cornice di Montecatini Terme, Città Europea dello Spot 2017.

lunedì 25 settembre 2017

Salute. RC Medica, chi paga? Legge Gelli - Bianco, se ne parla il 5 ottobre 2017 a Palazzo Castiglioni, Milano

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Siamo tutti pazienti….RC Medica, chi paga?

Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie

5 ottobre 2017
Palazzo Castiglioni, Sala Colucci h. 14
Corso Venezia, 47 - Milano


Giovedì 5 ottobre, presso Palazzo Castiglioni (Corso Venezia, 47 – Milano) sarà l’occasione per confrontarci sugli effetti in ambito legale, assicurativo esanitario della legge Gelli - Bianco.

La legge Gelli mira alla de-penalizzazione delle condotte dei medici ospedalieri con conseguente diminuzione del numero di ricorsi ai tribunali e alla limitazione al ricorso della medicina preventiva.

Questi obiettivi verranno davvero raggiunti? Quali miglioramenti concreti introdurrà la legge Gelli e quali rischi invece nasconde?

In attesa dei decreti attuativi, tramite molteplici testimonianze metteremo a confronto i soggetti ai quali la legge si rivolge e gli operatori chiamati a fornire le risposte.

Il tema sarà introdotto da Paolo Vinci, dello Studio Vinci & Associati.

I Panel previsti sono due: il primo metterà sullo stesso tavolo rappresentanti di cliniche ed enti sanitari con esperti legali che sarà occasione di dibattito per analizzare le criticità e le opportunità della legge. 

Interverranno: Lorenzo Polo, medico legale e delle assicurazioni, Daniela Troiano, Dirigente Amministrativo Istituto Ortopedico "Gaetano Pini" Milano, Giuseppe Dalla Costa, Direttore Generale Ente Mutuo Regionale Unione Confcommercio Milano, Lodi e Monza e Brianza, Dea D’Aprile, Rettrice Università Meier Milano e Martina Flamini, giudice I Sezione Civile del Tribunale di Milano.

Il secondo Panel vedrà la partecipazione di alcuni professionisti del mondo delle assicurazioni, che forniranno tutti i chiarimenti necessari in merito ai soggetti che saranno tenuti a risarcire. 

Interverranno: Francesco Saverio Losito, founder Losito & Partners, Filippo Emanuelli, Amministratore Delegato Belfor, Carlo de Simone, CEO European Brokers e Francesco Privitera, CEO SO.GE.S.A.

Modererà i lavori Fabio Sgroi, Direttore Tuttointermediari.it.


La riforma affronta e disciplina i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della responsabilità dell’esercente la professione e della struttura pubblica o privata, delle modalità e caratteristiche dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità medica, unitamente agli obblighi di assicurazione e all’istituzione del Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati.

Viene fortemente innovata la disciplina del sistema assicurativo partendo dal meccanismo di autogestione del rischio, ai massimali delle coperture assicurative per le strutture e per i liberi professionisti.

La normativa, attesa da anni sia dal fronte dei medici e di chi esercita tutte le professioni sanitarie sia dal fronte dei pazienti, si pone tra gli altri l’obiettivo di snellire il contenzioso medico-paziente attraversolo studio ed il monitoraggio del rischio garantendo un più efficace sistema risarcitorio. 

Il decreto in essere cambia la responsabilità penale e civile dei medici e mira a più trasparenza per i pazienti e maggiore sicurezza delle strutture.

Fino ad oggi, i medici, per timore di commettere errori erano fortemente condizionati nello svolgimento del proprio lavoro. Oggi, la legge Gelli - Bianco pone come soluzione nuove forme di tutela per il medico garantendo allo stesso di svolgere la propria professione con maggiore serenità e professionalità limitando il rischio di essere condannato penalmente.

In più, eventuali malfunzionamenti nel sistema sanitariopotranno essere esposti direttamente dai cittadini al Garante per il diritto alla salute, nuovo organo di ascolto, monitoraggio, assistenza e tutela degli utenti.

In ogni regione verrà, quindi, istituito il Centro per la gestione del rischio sanitario e della sicurezza del paziente con il compito di raccogliere i dati sui rischi ed eventi negativi ed inviarli all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza della sanità, ente formativo e di monitoraggio costante dei vizi del Sistema Sanitario Nazionale.

La legge aiuterà a far comprendere a tutti i cittadini l’importanza di avere introdotto nel nostro sistema sanitario la sicurezza delle cure come parte integrante del diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana.


L’evento, con partecipazione gratuita, sarà un’occasione di incontro e confronto non solo sugli effetti che la legge Gelli porterà con sé per tutti gli operatori dei vari settori sanitari ma, soprattutto, ci aiuterà a capire dove andranno a ricadere i costi di gestione.

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