Problematiche che vanno affrontate con grande rigore e nelle sedi opportune, evitando scorciatoie e tenendo in massimo conto l'appropriatezza e la sicurezza dei percorsi, per salvaguardare innanzitutto la salute delle coppie e dei nascituri. Tutto ciò andrà inserito in quadro normativo, in cui saranno chiamati in causa non solo il ministero della Salute ma anche il Parlamento e tutte le altre istituzioni interessate. Il ministero è pronto ad iniziare il lavoro, fin da quando sarà pubblicata la sentenza della Consulta.
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mercoledì 30 aprile 2014
Fecondazione eterologa: precisazioni del Ministero della Salute
Problematiche che vanno affrontate con grande rigore e nelle sedi opportune, evitando scorciatoie e tenendo in massimo conto l'appropriatezza e la sicurezza dei percorsi, per salvaguardare innanzitutto la salute delle coppie e dei nascituri. Tutto ciò andrà inserito in quadro normativo, in cui saranno chiamati in causa non solo il ministero della Salute ma anche il Parlamento e tutte le altre istituzioni interessate. Il ministero è pronto ad iniziare il lavoro, fin da quando sarà pubblicata la sentenza della Consulta.
Ubik Como: presentazione libro "Belle senza bisturi"
Corsi per la disostruzione delle vie aeree
manovre di disostruzione che possono salvare la vita ad un bimbo
Salvamamme, col patrocinio del Municipio II di Roma Capitale, presenta il progetto, al servizio delle famiglie per la salute e la sicurezza dei bambini, "Lo puoi fare anche tu!", una lezione interattiva sulle manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica, tenuta, in tre date diverse, dagli istruttori dell'Associazione Salvabebè-Salvamamme presso la scuola materna Giramondo, l'asilo nido l'Arca e l'asilo nido Mondo Incantato.
Salvamamme ha già organizzato, negli ultimi anni, numerosissimi incontri e corsi sulla disostruzione, proprio perché ritiene che, per un genitore, avere informazioni adeguate e conoscere poche manovre di base, semplici e alla portata di tutti, possa prevenire episodi fatali per i nostri bimbi. Drammi che possono colpire, come fulmine a ciel sereno.
Ecco tutti gli appuntamenti previsti dall'iniziativa: il 6 maggio 2014 dalle ore 17:00 alle 20:00 presso la scuola materna Giramondo, Via Venezuela n. 33; il 12 maggio 2014 dalle ore 17:00 alle 20:00 presso l'asilo nido L'Arca, Via Venezuela n. 40; il 13 maggio 2014 dalle ore 16:30 alle ore 19:30 presso l'asilo nido Mondo Incantato, Via Bolivia n. 3.
I partecipanti, in questa occasione, se vorranno, potranno donare alimenti da destinare alle famiglie in difficoltà socio-economica, seguite dall'Associazione Salvamamme.
Sindrome respiratoria da coronavirus mediorientale (MERS-CoV). L'ECDC segnala anche un caso di contagio non mortale in Italia
L'ECDC ha appena pubblicato l'ultimo report circa la diffusione dell'epidemia nota sindrome respiratoria da coronavirus mediorientale (MERS-CoV).
Sino al 30 aprile 2014, 424 casi di MERS-CoV sono stati segnalati a livello mondiale, tra cui 131 morti. Tutti i casi si sono verificati sia in Medio Oriente o hanno collegamenti diretti con un caso primario d'infezione in Medio Oriente. Per la prima volta, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", nel rapporto appare un caso di contagio non mortale anche in Italia.
Di seguito si riporta il report integrale e i dati consultabili anche all'indirizzo internet http://www.ecdc.europa.eu/en/press/news/_layouts/forms/News_DispForm.aspx?List=8db7286c-fe2d-476c-9133-18ff4cb1b568&ID=994
Medio Oriente:
Arabia Saudita: 342 casi / 105 morti
Emirati Arabi Uniti: 49 casi / 9 morti
Qatar: 7 casi / 4 morti
Giordania: 5 casi / 3 morti
Oman: 2 casi / 2 morti
Kuwait: 3 casi / 1 morte
Egitto: 1 caso / 0 morti
Europa:
UK: 4 casi / 3 morti
Germania: 2 casi / 1 morte
Francia: 2 casi / 1 morte
Italia: 1 caso / 0 morti
Grecia: 1 caso / 0 morti
Africa:
Tunisia: 3 casi / 1 morte
Asia:
Malesia: 1 caso / 1 morte
Filippine: 1 caso / 0 morti
Il caso primario per ogni catena è stato infettato in Medio Oriente e la trasmissione secondaria locale d'importazione seguente è stata segnalata dal Regno Unito, Francia e Tunisia.
Il numero di casi segnalati è cresciuto notevolmente in aprile 2014 con 217 casi e 38 decessi. Tra il marzo 2013 e marzo 2014 il numero medio mensile di casi segnalati è stato di 15.
In aprile 2014, quattro paesi (Filippine, Grecia, Malesia ed Egitto) hanno notificato casi importati dalla penisola arabica.
A partire dal 30 aprile 2014, il rapporto di contagi-morte è del 31%. Il rapporto femmine/maschi è di 2:1. Tra i 419 casi con età conosciuta, l'età media è di 49 anni. Età media era di 50 (range 1-94 anni) e 393 (94%) sono stati i casi con più di 19 anni. Nei 349 casi per i quali l'età ed il sesso sono noti, 177 (51%) sono stati i maschi di età compresa tra i 40 anni e oltre.
Distribuzione di confermati casi di MERS-CoV per età e sesso, marzo 2012 – 31 marzo 2014 (n = 206 *) e 01 aprile - 30 aprile 2014 (n = 143 * *)
* 1 caso è stato escluso a causa della mancanza di dati sull'età o sesso
* * 74 casi sono stati esclusi a causa della mancanza di dati sull'età o sesso
Durante aprile 2014, 217 casi sono stati segnalati, rispetto ai 207 casi segnalati dall'inizio dell'epidemia (marzo 2012) al 31 marzo 2014. Tra questi 217 casi, 179 (82%) sono stati segnalati in Arabia Saudita, 32 casi (15%) negli Emirati Arabi Uniti, sono stati segnalati 2 casi in Giordania e un caso in Egitto, Grecia, Malesia e Filippine (figura 4).
Distribuzione dei casi confermati di MERS-CoV segnalando il paese, 1 – 30 aprile 2014 (n = 217)
Gli operatori sanitari durante il mese di aprile 2014 hanno effettuato segnalazioni più frequentemente rispetto al passato. Da aprile 2012, 95 casi hanno riguardato operatori sanitari, dei quali 62 (65%) sono stati segnalati nell'aprile 2014. Settanta (74%) degli operatori sanitari contagiati sono stati segnalati dall'Arabia Saudita, ventitre (24%) da Emirati Arabi Uniti e uno ciascuno da Filippine e Jordan.
La causa del rapido aumento dei casi in aprile è sconosciuta.
La Rapida valutazione del rischio del 24 aprile considera i possibili scenari che potrebbero spiegare questo, in particolare:
• Rilevazione di casi più sensibili attraverso il ritrovamento di casi più attivi e tracciato contatto o cambiamenti nei test degli algoritmi;
• Aumentata trasmissione zoonotica con successiva trasmissione nelle impostazioni di assistenza sanitarie;
• Ripartizione nelle misure di controllo dell'infezione o altrimenti aumentata trasmissione nell'impostazione dell'assistenza sanitaria locale;
• Il virus più efficace nella trasmissione umano--umano, conseguente sia a cluster nosocomiali e aumento del numero di casi asintomatici acquisiti nelle comunità, con conseguente variazione o
• Risultati di laboratorio positivi falsi.
Il 26 aprile, Christian Drosten dell'Università di Bonn ha pubblicato un rapporto ProMed che descrive i risultati preliminari dall'analisi di sequenza di tre virus recuperati dai recenti casi. Questi risultati suggeriscono che il virus non ha subito grandi cambiamenti genetici rispetto al MERS/CoV sequenziato in precedenza nell'epidemia.
La relazione, inoltre, fornisce prove contro l'ipotesi di una contaminazione di laboratorio causando questo aumento nei casi segnalati.
L'ECDC continua a monitorare le informazioni sulla situazione su MERS-CoV in tutto il mondo. Nelle Precedenti valutazioni del rischio rapida, l'ECDC ha concluso che il rischio di importazione di MERS-CoV nell'UE era destinato a continuare e il rischio di trasmissione secondaria nell'UE rimane basso. La valutazione fornita nella Rapida valutazione del rischio ECDC su 24 aprile 2014 rimane valida.
Vivere di rendita: due portafogli per un investitore prudente
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Sicurezza alimentare. Stop dell’Ue alle importazioni di alcune varietà di ortofrutta dall’India
A darne notizia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", associazione da sempre impegnata anche nella tutela della salute e nella costante informazione dei consumatori.
Il provvedimento segue numerosi controlli fitosanitari effettuati dagli Stati membri sulle partite di alcuni vegetali e prodotti vegetali di origine indiana che hanno più volte evidenziato la presenza di organismi nocivi. Negli ultimi quattro anni il numero di partite contaminate è cresciuto in maniera esponenziale.
La maggior parte delle notifiche riguardano le seguenti varietà :
- Taro (o Colocasia Schott si tratta di una pianta che ha dei tuberi simili alla patata e in Oriente è coltivata per ricavare farina e amido);
- mango (Mangifera L.);
- melone amaro (Momordica L.);
- la melanzana ( Solanum melongena L.);
- il serpentone o zucchetta cinese (Trichosanthes L.).
Gli audit svolti in India a cura della Commissione hanno evidenziato numerose carenze nel sistema di certificazione fitosanitario indiano. Nonostante le rassicurazioni la Commissione europea ritiene che tale sistema di certificazione non è sufficiente a garantire che le partite di queste varietà vegetali siano indenni da organismi nocivi e quindi a fronteggiare il rischio di introduzione nell'UE attraverso l'importazione dei prodotti sopracitati.
Con la decisione di esecuzione del 24 aprile viene vietata l'introduzione nel territorio dell'UE di vegetali di Colocasia Schott (ad eccezione delle sementi e delle radici) e di vegetali di Mangifera L., Momordica L., Solanum melongena L. e Trichosanthes L., (ad eccezione delle sementi) originari dell'India. Le misure indicate resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2015.
Lecce, 30 aprile 2014
Nasce CONSIGLIO DAL MEDICO la prima app tutta italiana per un consiglio medico specializzato
Nasce la prima 'App' che permette di chiedere un consiglio medico ad un network di specialisti qualificati.
SOTTOCOSTO: offerte imperdibili!
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martedì 29 aprile 2014
Chirurgia intima femminile, Aicpe: «Importante superare tabù e pregiudizi, ma sbagliato operarsi solo per seguire una moda»
Chirurgia intima femminile, Aicpe:
Ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali si sono riuniti a Padova per un corso su novità e tecniche in uno dei settori in più forte crescita in questi anni
Meno tabù, la moda dell'epilazione totale e il prolungamento della vita sessuale ben oltre la menopausa spingono un numero crescente di donne a rivolgersi a un medico per risolvere problematiche estetiche e funzionali nella zona intima.
Pur restando un fenomeno di nicchia, gli interventi di chirurgia plastica femminile sono in fortissima crescita:in Italia, dal 2011 al 2012, si è registrato un aumento del 24% (dati Aicpe), mentre negli Usa c'è stato un balzo in avanti del 50% (dati Asaps).
Proprio a novità e aggiornamenti sul trattamento di disfunzioni, segni d'invecchiamento e inestetismi della regione corporea più intima della donna è stato dedicato il corso "Medicina e Chirurgia Intima Femminile - salute e ringiovanimento, funzione ed estetica", che si è svolto a Clinica Cittàgiardino di Padova, con il patrocinio di Aicpe (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica) e sotto la direzione di Luca Siliprandi, vicepresidente di Aicpe. All'evento di Padova hanno partecipato gli specialisti interessati all'argomento: ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali.
«Riceviamo sempre più richieste e di diverso tipo: pur trattandosi di interventi delicati sia dal punto di vista tecnico, sia sotto il profilo etico, è un fenomeno che comunque non può essere ignorato - afferma il vicepresidente di Aicpe, Luca Siliprandi -. Le più giovani richiedono la labioplastica, ossia il rimodellamento delle piccole labbra troppo sviluppate, evidenti per via della moda dell'epilazione pubica e perineale; le meno giovani richiedono non solo il sollievo dalla secchezza e dal prurito dovuti alla carenza estrogenica, ma anche la riacquisizione di un maggior tono vaginale per poter vivere con soddisfazione una prolungata vita sessuale che oggi prosegue anche per 30 anni dopo la menopausa. Crescenti sono anche le richieste di ricostruzione dell'imene da parte di giovani donne mussulmane, per simulare una nuova verginità, necessaria a evitare non solo il rifiuto da parte del promesso marito, ma anche il definitivo allontanamento da parte della famiglia d'origine».
I "canoni estetici" relativi alla zona genitale femminile sono recenti e si fondano su basi piuttosto incerte: «Di solito si richiedono piccole labbra simmetriche e che non fuoriescano eccessivamente dalle grandi labbra - spiega Siliprandi -. È bene ricordare che l'esigenza di rimodellamento di questa zona, che nasce dalla moda dell'epilazione totale, non ha nessuna base scientifica: le piccole labbra corte non sono affatto un segnale di giovinezza, ma semplicemente una caratteristica individuale.
Probabilmente il modello di riferimento in questo campo sono le attrici dei film a luci rosse, che hanno piccole labbra corte per evitare i danni conseguenti ad attriti prolungati. Pur trattandosi di un intervento eseguibile ambulatorialmente in anestesia locale, va progettato ed eseguito con la massima cura ed attenzione, evitando asportazioni eccessive per non incorrere in problemi futuri: con la menopausa, la diminuzione estrogenica induce l'ipotrofia dei tessuti vulvari che potrebbe ridurre ulteriormente le dimensioni di piccole labbra eccessivamente accorciate, venendo così a mancare la fisiologica protezione della vagina».
Problematiche etiche, deontologiche e legali, oltre agli aspetti psicologi e sociali, devono essere considerati negli interventi nella zona genitale: «Per il perseguimento del benessere della paziente, è fondamentale valutare il reale spessore del suo disagio. Lo specialista non deve ridurre all'aspetto meramente "tecnico" il suo operare, ma anche almeno tentare di chiarire le motivazioni da cui è spinta la richiesta e quali siano le aspettative della paziente» aggiunge Siliprandi.
Il confronto e la collaborazione tra specialisti di diverse discipline, come al corso di Padova, deve proseguire non solo per affinare le tecniche, ma anche «per sviluppare la sensibilità e la diffusione di una cultura, non condizionata dai dettami della moda corrente, che insieme al benessere fisico sostengano il benessere psicologico della donna, accompagnandola nell'invecchiamento e superando tabù e pregiudizi che ancora oggi limitano la sua serenità».
Le novità. Esistono trattamenti mini-invasivi per risolvere problemi di tipo funzionale. Le incontinenze urinarie femminili, che comportano forte imbarazzo e disagio oltre a una spesa economica di milioni di euro l'anno per l'acquisto di assorbenti, possono essere risolte in molti casi con interventi mini-invasivi eseguibili a regime ambulatoriale o di "day surgery". Una novità è rappresentata dall'utilizzo di una banderella ("Miniarc") inseribile in pochi minuti per la sospensione dell'uretra.
Per ridare benessere alla sessualità femminile ci sono trattamenti ambulatoriali e indolori con laser Erbium-Yag o CO2 frazionato che rigenerano la mucosa vaginale risolvendo la secchezza che limita o impedisce i rapporti sessuali.
L'involuzione e la secchezza della vulva (in particolare il lichen sclero-atrofico che colpisce migliaia di donne) possono essere curate, con eliminazione del prurito, mediante trattamenti ambulatoriali con PRP (Plasma Ricco di Piastrine): un semplice prelievo ematico consente di ottenere, nel corso della seduta, un liquido contenente alte concentrazioni di piastrine autologhe (della stessa paziente) che viene inoculato con micro-aghi nello spessore della mucosa favorendo, nella parte trattata, l'aumento della vascolarizzazione ed una stimolata produzione di fibre collagene ed elastiche da parte dei fibroblasti.
L'utilizzo dell'acido jaluronico (ne esiste oggi in Italia solo un tipo autorizzato per l'utilizzo nella regione vulvare) è utile per aumentare, anche se temporaneamente, la tumescenza delle grandi e delle piccole labbra e può contribuire al controllo della secchezza e del prurito della regione, non solo in virtù del suo potere idratante, ma anche grazie alla sua azione di stimolo alla produzione di nuove fibre collagene ed elastiche.
AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l'obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari.
Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi.
Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.
“Bolon variations – from material to product” : la mostra di Istituto Marangoni Design School e Bolon



Via Cerva 24, Milano

Clorofilla - Campus estivo 2014

Cnr: microbiota intestinale degli Hadza della Tanzania
Giocare online senza rischi: l'importanza dell'AAMS
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Chirurgia intima femminile, Aicpe: «Importante superare tabù e pregiudizi, ma sbagliato operarsi solo per seguire una moda»
A Padova un corso multidisciplinare tra novità, tecniche ed etica
Chirurgia intima femminile, Aicpe: «Importante superare tabù e pregiudizi, ma sbagliato operarsi solo per seguire una moda»
Ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali si sono riuniti a Padova per un corso su novità e tecniche in uno dei settori in più forte crescita in questi anni
Meno tabù, la moda dell'epilazione totale e il prolungamento della vita sessuale ben oltre la menopausa spingono un numero crescente di donne a rivolgersi a un medico per risolvere problematiche estetiche e funzionali nella zona intima. Pur restando un fenomeno di nicchia, gli interventi di chirurgia plastica femminile sono in fortissima crescita:in Italia, dal 2011 al 2012, si è registrato un aumento del 24% (dati Aicpe), mentre negli Usa c'è stato un balzo in avanti del 50% (dati Asaps).
Proprio a novità e aggiornamenti sul trattamento di disfunzioni, segni d'invecchiamento e inestetismi della regione corporea più intima della donna è stato dedicato il corso "Medicina e Chirurgia Intima Femminile - salute e ringiovanimento, funzione ed estetica", che si è svolto a Clinica Cittàgiardino di Padova, con il patrocinio di Aicpe (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica) e sotto la direzione di Luca Siliprandi, vicepresidente di Aicpe. All'evento di Padova hanno partecipato gli specialisti interessati all'argomento: ginecologi, chirurghi plastici, dermatologi, urologi, medici estetici, proctologi e medici legali.
«Riceviamo sempre più richieste e di diverso tipo: pur trattandosi di interventi delicati sia dal punto di vista tecnico, sia sotto il profilo etico, è un fenomeno che comunque non può essere ignorato - afferma il vicepresidente di Aicpe, Luca Siliprandi -. Le più giovani richiedono la labioplastica, ossia il rimodellamento delle piccole labbra troppo sviluppate, evidenti per via della moda dell'epilazione pubica e perineale; le meno giovani richiedono non solo il sollievo dalla secchezza e dal prurito dovuti alla carenza estrogenica, ma anche la riacquisizione di un maggior tono vaginale per poter vivere con soddisfazione una prolungata vita sessuale che oggi prosegue anche per 30 anni dopo la menopausa. Crescenti sono anche le richieste di ricostruzione dell'imene da parte di giovani donne mussulmane, per simulare una nuova verginità, necessaria a evitare non solo il rifiuto da parte del promesso marito, ma anche il definitivo allontanamento da parte della famiglia d'origine».
I "canoni estetici" relativi alla zona genitale femminile sono recenti e si fondano su basi piuttosto incerte: «Di solito si richiedono piccole labbra simmetriche e che non fuoriescano eccessivamente dalle grandi labbra - spiega Siliprandi -. È bene ricordare che l'esigenza di rimodellamento di questa zona, che nasce dalla moda dell'epilazione totale, non ha nessuna base scientifica: le piccole labbra corte non sono affatto un segnale di giovinezza, ma semplicemente una caratteristica individuale. Probabilmente il modello di riferimento in questo campo sono le attrici dei film a luci rosse, che hanno piccole labbra corte per evitare i danni conseguenti ad attriti prolungati.
Pur trattandosi di un intervento eseguibile ambulatorialmente in anestesia locale, va progettato ed eseguito con la massima cura ed attenzione, evitando asportazioni eccessive per non incorrere in problemi futuri: con la menopausa, la diminuzione estrogenica induce l'ipotrofia dei tessuti vulvari che potrebbe ridurre ulteriormente le dimensioni di piccole labbra eccessivamente accorciate, venendo così a mancare la fisiologica protezione della vagina».
Problematiche etiche, deontologiche e legali, oltre agli aspetti psicologi e sociali, devono essere considerati negli interventi nella zona genitale: «Per il perseguimento del benessere della paziente, è fondamentale valutare il reale spessore del suo disagio. Lo specialista non deve ridurre all'aspetto meramente "tecnico" il suo operare, ma anche almeno tentare di chiarire le motivazioni da cui è spinta la richiesta e quali siano le aspettative della paziente» aggiunge Siliprandi.
Il confronto e la collaborazione tra specialisti di diverse discipline, come al corso di Padova, deve proseguire non solo per affinare le tecniche, ma anche «per sviluppare la sensibilità e la diffusione di una cultura, non condizionata dai dettami della moda corrente, che insieme al benessere fisico sostengano il benessere psicologico della donna, accompagnandola nell'invecchiamento e superando tabù e pregiudizi che ancora oggi limitano la sua serenità».
Le novità. Esistono trattamenti mini-invasivi per risolvere problemi di tipo funzionale. Le incontinenze urinarie femminili, che comportano forte imbarazzo e disagio oltre a una spesa economica di milioni di euro l'anno per l'acquisto di assorbenti, possono essere risolte in molti casi con interventi mini-invasivi eseguibili a regime ambulatoriale o di "day surgery".
Una novità è rappresentata dall'utilizzo di una banderella ("Miniarc") inseribile in pochi minuti per la sospensione dell'uretra. Per ridare benessere alla sessualità femminile ci sono trattamenti ambulatoriali e indolori con laser Erbium-Yag o CO2 frazionato che rigenerano la mucosa vaginale risolvendo la secchezza che limita o impedisce i rapporti sessuali. L'involuzione e la secchezza della vulva (in particolare il lichen sclero-atrofico che colpisce migliaia di donne) possono essere curate, con eliminazione del prurito, mediante trattamenti ambulatoriali con PRP (Plasma Ricco di Piastrine): un semplice prelievo ematico consente di ottenere, nel corso della seduta, un liquido contenente alte concentrazioni di piastrine autologhe (della stessa paziente) che viene inoculato con micro-aghi nello spessore della mucosa favorendo, nella parte trattata, l'aumento della vascolarizzazione ed una stimolata produzione di fibre collagene ed elastiche da parte dei fibroblasti.
L'utilizzo dell'acido jaluronico (ne esiste oggi in Italia solo un tipo autorizzato per l'utilizzo nella regione vulvare) è utile per aumentare, anche se temporaneamente, la tumescenza delle grandi e delle piccole labbra e può contribuire al controllo della secchezza e del prurito della regione, non solo in virtù del suo potere idratante, ma anche grazie alla sua azione di stimolo alla produzione di nuove fibre collagene ed elastiche.
AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l'obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari.
Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi.
Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.
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Redazione del CorrieredelWeb.it
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