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domenica 15 ottobre 2017

Malattie genetiche ereditarie, l'analisi preimpianto diventa "su misura": ProCrea presenta il protocollo per non trasmettere le patologie ai figli

Il centro di Medicina della riproduzione di Lugano è in grado di tarare l'analisi su una singola mutazione genetica responsabile di una delle 8.000 malattie monogeniche conosciute

Una diagnosi specifica per ciascuna delle circa 8.000 malattie monogeniche ereditarie conosciute. Non è fantascienza, ma quanto ha sviluppato il centro di Medicina della riproduzione ProCrea di Lugano. 

Attraverso il proprio laboratorio di genetica molecolare ProcreaLab, ha accreditato una metodica per l'analisi di studio familiare in grado di intervenire anche nei casi estremamente rari, per evitare che i genitori possano trasmettere la malattia di cui sono portatori sani ai loro figli.

«Parliamo non solamente di patologie come fibrosi cistica, sindrome dell'X fragile o talassemia, che sono tra le malattie monogeniche più diffuse, ma anche - e soprattutto - di malattie che hanno un'incidenza ancora più rara come possono essere Sindrome di Gaucher, atrofia del nervo ottico, malattia di Kennedy e Duchenne, neurofibromatosi, paraganglioma e difetto di Cobalamina C, solo per citarne alcune. Sono tutte malattie monogeniche ereditarie, fortemente invalidanti che in alcuni casi possono portare anche al decesso», spiega la dottoressa Giuditta Filippini, direttore del laboratorio ProcreaLab.

Anche se definite come rare, le malattie monogeniche interessano in Italia quasi due milioni di persone, il 70 per cento sono bambini in età pediatrica (fonte rete Orphanet), con circa 19mila nuovi casi ogni anno. 

Le circa 8.000 malattie monogeniche indicate dal catalogo OMIM - Online Mendelian Inheritance in Man -, sono responsabili del 18% dei ricoveri pediatrici e del 20% della mortalità infantile.

Procrea, che da anni conduce un'intensa attività clinica e di ricerca in ambito genetico e vanta l'unico laboratorio tra Svizzera e Italia ad aver accreditato secondo la norma internazionale 15189 il processo di analisi per l'intera diagnosi preimpianto delle malattie monogeniche, ha avuto casi di patologie estremamente rare.  
«Circa una coppia ogni dieci tra quante si rivolgono al nostro centro presenta una situazione di questo tipo», continua la dottoressa Giuditta Filippini. 

«Questo perché la specializzazione raggiunta ci permette di intervenire per evitare che i figli possano riportare la stessa malattia riscontrata nei genitori». Nella maggior parte dei casi le coppie che si presentano in ProCrea hanno un vissuto molto particolare: a loro la malattia è già stata diagnosticata perché hanno avuto un figlio con la stessa malattia o hanno dovuto affrontare un aborto terapeutico. «Sono situazioni non semplici che gli stessi genitori non vogliono più affrontare», aggiunge. 

«Identificata la mutazione genetica che provoca la patologia, con il nostro lavoro arriviamo impiantare attraverso un percorso di fecondazione assistita solamente l'embrione sano, quello che non riporta la medesima mutazione».

Il protocollo indicato da ProCrea prevede il primo colloquio della coppia con il ginecologo e con il genetista. «È un momento fondamentale: verifichiamo con la coppia la presenza tra i parenti della medesima malattia per arrivare ad un setup familiare», prosegue il direttore di ProcreaLab. 

«Quindi procediamo con la raccolta dei campioni di Dna della coppia e di eventuali familiari attraverso una normale prelievo di sangue. Questo ci permette di preparare l'analisi specifica da fare per il singolo caso. Si tratta di una procedura particolarmente complessa che richiede dai 2 ai 3 mesi di tempo. Quindi la coppia può iniziare in percorso di fecondazione assistita e l'analisi sviluppata servirà per individuare l'embrione sano. È un protocollo che viene attivato nei soli casi di una diagnosi precisa della malattia specifica».

ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. 
ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. 
Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. 
La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8.


martedì 11 aprile 2017

DNA e Salute: nei geni della Sardegna il futuro per la prevenzione delle malattie ereditarie

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Uno studio del Rna dei Sardi guidato dall’Irgb-Cnr consente una migliore comprensione sul funzionamento del genoma umano. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Genetics


Un team di ricercatori guidati da Francesco Cucca, Direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr (Irgb-Cnr) e professore di Genetica Medica all'Università degli Studi di Sassari, riporta sulla rivista Nature Genetics i risultati del sequenziamento del Rna. 


Lo studio, intitolato ‘Population and individual-specific regulatory variation in Sardinia’ prende in analisi oltre 600 individui sardi di cui sono stati caratterizzati sia l’RNA che il DNA. DNA, RNA e proteine sono le molecole fondamentali di tutte le forme di vita conosciute. 

Il DNA contiene le informazioni che servono guidare tutti i processi cellulari. Dal DNA viene copiato (’trascritto’) l’RNA, che può fungere da guida per la produzione di proteine, oltre ad essere esso stesso in grado di regolare diversi processi biologici. 

Il DNA di tutte le cellule di un organismo è sempre identico, l’RNA può variare per quantità e qualità nei diversi tipi cellulari. La grande plasticità dell’RNA determina lo sviluppo di cellule, organi e tessuti differenti, a partire dalla stessa informazione genetica presente nel DNA. 

“Usando modelli statistici abbiamo correlato l’Rna delle cellule nucleate del sangue con il DNA. Ciò ci ha consentito di identificare migliaia di varianti genetiche in grado di influenzare quantità e sequenza di determinati Rna e di fornire importanti informazioni sui meccanismi di azione di varianti genetiche in grado di influenzare il rischio di malattie o di altre variabili rilevanti per la salute”, spiega Mauro Pala, ricercatore dell’Irgb-Cnr e primo autore del lavoro, che ha svolto su questo argomento una tesi di dottorato all’Università di Sassari. 

“Lo studio, iniziato oltre sei anni fa, ha posto una serie di sfide tecniche non banali quali la scelta dello specifico tipo di RNA da sequenziare” prosegue Mara Marongiu, ricercatrice della sede di Lanusei dell’Irgb-Cnr. “Abbiamo scelto di focalizzarci su un particolare tipo di RNA, quello ‘poliadenilato’, particolarmente rilevante per la produzione delle proteine, ma che comprende anche importanti RNA regolatori. Abbiamo inoltre puntato a raggiungere un livello di ‘copertura’ del sequenziamento alto in modo da avere maggiore precisione e aumentare il numero delle osservazioni”. La Sardegna presenta varianti genetiche molto rare nel resto del mondo, risultato di un popolamento avvenuto in epoche preistoriche e preservate dall’ambiente insulare. 

“Tali caratteristiche genetiche della popolazione sarda hanno facilitato le scoperte riportate in questo e altri studi che hanno peraltro una valenza più generale perché rappresentano passi avanti nella comprensione del funzionamento del genoma umano”, conclude Cucca. 

Il progetto Sardinia è stato fondato nel 2001 da Giuseppe Pilia, con l’obiettivo di studiare le conseguenze della variabilità genetica su centinaia di parametri misurabili di rilevanza biomedica. Si avvale d’importanti collaborazioni a livello locale, come quella con il CRS4, il centro di ricerca del Parco tecnologico di Pula che gestisce il più importante laboratorio sequenziamento massivo del genoma umano in Italia, e internazionale, come quelle con Stephen Montgomery della Stanford University, Gonçalo Abecasis, direttore del Dipartimento di biostatistica dell’università del Michigan Ann Arbor, e David Schlessinger, ricercatore emerito del National institute on aging che da 15 anni finanzia questi studi.

Roma, 11 aprile 2017

La scheda

Chi: Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr (Irgb-Cnr)
Che cosa: studio del Rna dei Sardi consente una migliore comprensione sul funzionamento del genoma umano

giovedì 12 marzo 2015

"G.B.Morgagni. Sua Maestà Anatomica" (Forlì, 10 aprile 2015)

Venerdì 10 aprile 2015, alle ore 16, presso la Sala Zambelli della Camera di Commercio, l'Ausl Romagna, in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e il Comune di Forlì, organizzerà a Forlì un convegno sulla figura del noto anatomopatologo forlivese, Giovan Battista Morgagni. Interverranno il prof.Gaetano Thiene, il giornalista Salvatore Giannella e altri studiosi e giornalisti nazionali. Interverranno anche il Direttore Generale dell'Ausl Romagna, Marcello Tonini e il direttore generale dell'Assessorato alle Politiche per la Salute dell'Emilia Romagna, Licia Petropulacos Durante l'iniziativa verrà presentata per la prima volta al mondo anche la ricostruzione in 3 D del vero volto di Giovan Battista Morgagni, ricavato dal cranio dell'anatomopatologo e identificato quest'estate a Padova dal prof. Thiene. Il vero volto del Morgagni è stato riprodotto dal laboratorio Arc-Team di Trieste e da Cicero Moraes del Centro de Tecnologia da Informação “Rena­to Archer” di Campinas (Brasile). L'evento coinvolgerà studiosi di fama internazionale, medici, giornalisti scientifici e studenti del Liceo Classico e Scientifico di Forlì. A latere dell'iniziativa, verranno presentati importanti progetti culturali, realizzati con il sostegno di Lions, Comune di Forlì ed altri enti del territorio. Per informazioni- Ufficio Stampa - dott.ssa Tiziana Rambelli (Ausl Romagna): tiziana.rambelli@auslromagna.it Scarica il programma Tiziana Rambelli

giovedì 4 dicembre 2014

Nuova puntata televisiva di Salute Informa con il dottor Saragoni e la dottoressa Rambelli

Riprendono le puntate di "Salute Informa" su Videoregione con i professionisti dell'Ausl Romagna. Questa volta verranno intervistati in studio il dottor Luca Saragoni, dell'UO di Anatomia Patologica di Forlì, diretta dal dottor Luigi Serra e la dottoressa Tiziana Rambelli, dirigente dell'Ufficio Comunicazione di Forlì. Il format "Salute In Forma", in registrazione presso gli studi di Videoregione, riprende le sue trasmissioni . Ospiti in studio il Dr. Luca Saragoni dell'UO di Anatomia Patologica di Forlì, diretta dal dottor Luigi Serra e cooridnatore del gruppo dei patologi italiani impegnati, all’interno della Società italiana di Anatomia Patologica, nello studio e ricerca delle malattie dell’apparato digerente e la dottoressa Tiziana Rambelli, dirigente dell'Ufficio Comunicazione di Forlì Il dottor Saragoni farà durante la puntata alcune anticipazioni sull'importante convegno dell'Ausl Romagna, "PERCORSI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE DELLO STOMACO : LA RETE INTEGRATA NEL TERRITORIO DELL’AUSL ROMAGNA", che si terrà a Forlì il 10 aprile 2015. La dottoressa Rambelli, invece, illustrerà l'evento culturale, che verrà organizzato a latere del convegno, sulla figura di GIOVANBATTISTA MORGAGNI, l'anatomopatologo forlivese padre della medicina moderna e sulla recentissima identificazione dei suoi resti ad opera dell'Università di Padova. Giovanni Battista Morgagni, professore di anatomia all’università di Padova dal 1711 al 1771, è considerato il fondatore della medicina moderna e uno dei protagonisti simbolo nella storia dell’ateneo patavino. Benché si sapesse dove fossero state riposte le sue spoglie, per anni è stato impossibile identificare con certezza, tra i molti resti contenuti nella stessa tomba, quali appartenessero al genio nostrano. Ora, grazie ad un'équipe di studiosi dell'università di Padova, il mistero è stato finalmente svelato. Le puntate di Salute Informa verranno trasmesse su : VIDEOREGIONE (canale 12 del telecomando) mercoledì 10 e sabato 13 dicembre ore 18.15 giovedì 11 e domenica 14 dicembre ore 00.15

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