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martedì 16 giugno 2015

"Come giochi con i tuoi bambini?" Fisher-Price l'ha chiesto alle mamme con una survey

Gioco libero o organizzato, tempo dedicato e campanelli d'allarme: la survey condotta in collaborazione con Fattore Mamma su oltre 700 intervistate indaga il tema del gioco e la sua rilevanza nel percorso di crescita dei bambini

 


Fisher-Price, da sempre attento interprete dei bisogni di mamme e bambini, ha condotto in collaborazione con Fattore Mamma una survey dal titolo "Come giochi con i tuoi bambini?" in cui ha chiesto alle mamme di raccontare in che modo giocano con i loro bambini.

 

La survey, che ha visto partecipare oltre 700 mamme con figli entro i 3 anni, lavoratrici e non, provenienti da ogni parte d'Italia, ha indagato il tema del gioco da più angolature per offrire interessanti spunti di riflessione.

 

Tra questi il tema del "gioco libero" Vs "gioco organizzato". La maggior parte delle mamme intervistate (76%) dichiara di organizzare inizialmente il gioco e di lasciare poi il bambino libero di esprimersi e fare le proprie scoperte senza intervenire mentre il 17% non riesce per le continue richieste di intervento.

Il 94% del campione ritiene sia fondamentale stimolare il bambino a giocare in autonomia e l'84% crede che giocare da soli incoraggi la creatività e la capacità di scoprire il mondo in libertà.

 

"Una survey" – commenta lo Psicologo e Psicoterapeuta Luca Mazzucchelli – "che porta l'attenzione dei genitori su un aspetto fondamentale per lo sviluppo della personalità dei bambini e che non sempre è attorniato dalle attenzioni che meriterebbe: il gioco e la sua qualità, le varie modalità di stare in questa dimensione sia da parte del bambino che degli educatori, sono questioni aperte su cui riflettere, discutere e interrogarsi.

 

L'indagine ha poi toccato altri aspetti particolarmente sentiti dalle mamme di oggi come ad esempio la quantità di tempo dedicata al gioco nell'arco di una giornata. Sia le mamme lavoratrici che quelle non lavoratrici trascorrono giocando una percentuale consistente del loro tempo che oscilla tra il 25% e il 30% anche se le prime, nel 60% dei casi, vorrebbero avere più ore a disposizione da dedicare ai propri figli.

 

Un altro aspetto significativo emerso dalla survey è quello dei possibili campanelli d'allarme che si manifestano nel gioco del bambino e di come interpretarli correttamente. Un esempio? La noia: il 66% delle intervistate dichiara che a volte il proprio bambino si annoia mentre gioca e, tra queste, il 72% pensa che questo sia un bene poiché può rivelarsi utile nel suo percorso di crescita e conquista di autonomia.

La noia si configura quindi come un sentimento vissuto in maniera ambivalente dalle mamme divise tra la sua valenza positiva, di stimolo, e quella negativa, legata magari ad una loro mancanza.

 

Spunti interessanti anche in relazione alla scelta del giocattolo più adatto per lo sviluppo del proprio bambino: oggi infatti nel processo di acquisto sempre più mamme privilegiano prodotti che stimolino la creatività (67%) e lo sviluppo cognitivo (47%) anche se al primo posto tra gli strumenti più utili per la crescita del bambino compaiono ancora gli oggetti di uso quotidiano come cucchiai e chiavi.

 

 

Ad emergere dalla survey è quindi una fotografia interessante che, indipendentemente dalle caratteristiche socio-demografiche del panel coinvolto, ha evidenziato come non ci sia un modo giusto o sbagliato per giocare insieme ai propri figli: l'importante è accompagnare lo sviluppo di ogni bambino lasciandolo libero di scoprire il mondo e, passo dopo passo, trovare nuovi modi di rapportarsi con l'ambiente circostante nel rispetto delle naturali fasi di crescita.

 

"Non c'è oggi un unico modo di essere "brava mamma" o "bravo papà" – conclude il Dott. Mazzucchelli – e sono molteplici gli approcci pedagogici che possono portare benefici ai più piccoli. E' però importante che dietro ogni decisione educativa vi sia una riflessione pensata e condivisa tra i genitori e che possa essere adattata ai bisogni dello specifico bambino e della singola famiglia".

 

 

 

About Fisher-Price

Fisher-Price, entrata a far parte di Mattel nel 1993, vanta una tradizione legata al mondo dell'infanzia dal 1930. Da allora Fisher-Price realizza giocattoli che consentono vere esperienze di crescita, pensati per stimolare nel bambino nuove sensazioni e coinvolgerlo in nuove sfide. Gioco, interattività, emozione: Fisher-Price non si sostituisce al bambino nell'immaginazione del gioco ma lo coinvolge e lo stimola. Infatti, nel mondo Fisher-Price i bambini sono considerati i veri protagonisti nella fase di studio e progettazione dei giocattoli. A tale scopo, Fisher-Price si avvale del "Play Laboratory", un vero e proprio centro di ricerca pedagogica, dove ogni giocattolo viene sottoposto a severissimi test di conformità alle normative mondiali ed europee. I bambini insieme a designer, ingegneri, pedagogisti, genitori ed insegnanti qualificati, contribuiscono attraverso la propria attività di gioco a dare preziosi suggerimenti per lo sviluppo dei giocattoli.

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