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sabato 12 dicembre 2015

Pranzi e cene festive pesanti? Il caffè ti viene in aiuto!

La bevanda più amata dagli italiani preziosa alleata per combattere il senso di pesantezza dopo cenoni e pranzi natalizi

Milano, 12 dicembre 2015 – Feste natalizie e cenoni conviviali alle porte? Fino all'Epifania, ogni anno, si susseguono incessanti riti familiari e scambi di auguri con amici, sempre caratterizzati da leccornie salate e dolci, dopo i quali il senso di pesantezza e sonnolenza la fa da padrone. 
In realtà basterebbero pochi accorgimenti per favorire il processo digestivo, uno su tutti: un buon caffè a fine pasto. Un'abitudine considerata dalla maggior parte degli italiani un piacere conviviale ma anche un momento intimo e personale.
Il caffè stimolerebbe, infatti, la secrezione gastrica, attivando la produzione della bile e la contrazione della colecisti. Per questo, come afferma l'Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC) link, assunto dopo il pasto faciliterebbe la digestione, soprattutto durante le "abbuffate natalizie":
E per la gioia degli amanti del caffè con qualche disturbo  digestivo, facciamo chiarezza sui falsi miti del caffè:
·         consumo di caffè e reflusso gastrico2,3,4,5: non esistono studi che dimostrino che l'assunzione di caffè causerebbe problemi di stomaco, come ad esempio il reflusso gastrico. Sarebbe invece dimostrato che le principali cause di patologie allo stomaco siano i cibi grassi, piccanti e le "abbuffate";
·         caffè e gastrite1: dalle ricerche scientifiche non sarebbe emersa nessuna correlazione tra il consumo di caffè e l'aumento del livello di acidità allo stomaco. È a scelta dei soggetti che soffrono di gastrite, in base alle proprie abitudini alimentari e al livello di sopportazione del disturbo, la decisione di ridurne o meno il consumo;
·         caffè e ulcera gastrica/duodenale6,7: il consumo di caffè non sarebbe da associare allo sviluppo dell'ulcera gastrica o di quella duodenale. Alcune recenti ricerche si sono, infatti, focalizzate sull'incidenza del batterio Helicobacter nello sviluppo dell'ulcera peptica, mentre è stato scartato l'effetto del caffè nello sviluppo dell'ulcera duodenale;
·         caffè e irritazione del sistema gastro-intestinale: il caffè può essere bevuto anche dai soggetti che soffrono di questa  patologia e  non esistono indicazioni sugli effetti del caffè nel causare questa patologia;
·         caffè ed effetti diuretici8,9: alcune recenti ricerche dimostrano che il caffè non porterebbe alla disidratazione. L'effetto diuretico del caffè non sarebbe così forte da contrastarne i reali benefici del caffè;
·         caffè e svuotamento gastrico-intestinale10: durante il processo digestivo cibo e bevande stimolano il movimento dell'intestino, causando un movimento veloce del cibo lungo il canale digestivo;
·         caffè e carcinoma11,12: non esistono dati che dimostrino un collegamento tra il consumo di caffè e lo sviluppo di carcinoma al colon, al fegato, al pancreas e all'intestino;
·         caffè e calcoli biliari13,14: bere caffè, se da un lato ridurrebbe il rischio di sviluppare patologie alla cistifellea (calcoli biliari) fino a un 45% negli uomini e fino a 28% nelle donne contraendola e prevenendo così la formazione di piccoli calcoli, dall'altro i soggetti che soffrono di calcoli biliari proverebbero dolore durante la contrazione della cistifellea;
·         caffè e indigestione15,16,17,18,19: una recente ricerca condotta nei Paesi Bassi dimostrerebbe che il 38% delle persone pensa che il caffè possa causare indigestione, ma in realtà non ci sarebbe alcuna correlazione tra caffè e dispepsia.


Riferimenti bibliografici
1. Aldoori W.H. et al. (1997) A Prospective Study of Alcohol, Smoking, Caffeine, and the Risk of Duodenal Ulcer in Men. Epidemiology, 4(8):420-424.
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4. Kim J. et al. (2013) Association between coffee intake and gastroesophageal reflux disease: a meta-analysis, Diseases of the Esophagus, 27(4):311-317.
5. Boekema P.J. et al. (1999b) Effect of coffee on gastroesophageal reflux in patients with reflux disease and healthy controls. Eur J Gastroenterol Hepatol, 11: 1271-1276.
6. Rosenstock S. et al. (2003) Risk factors for peptic ulcer disease: a population based prospective cohort study comprising 2,416 Danish adults. Gut, 52: 186-193.
7. Shimamoto T. et al. (2013) No association of coffee consumption with gastric ulcer, duodenal ulcer, reflux esophagitis, and non-erosive reflux disease: a cross-sectional study of 8,013 healthy subjects in Japan, PLoS One, 8(6):e65996
8. Rao S.S.C. et al. (1998) Is coffee a colonic stimulant. Eur J Gastroenterol Hepatol, 10: 113-118.
9. Maughan R.J. et al. (2003). Caffeine ingestion and fluid balance: a review. J. Hum Nutr Dietet 16, 411-42
10. Killer S. C. et al. (2014) No Evidence of Dehydration with Moderate Daily Coffee Intake: A Counterbalanced Cross-Over Study in a Free-Living Population. PLoS ONE, 9(1): e84154.
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14. Leitzmann M.F. et al. (2002) Coffee intake is associated with lower risk of symptomatic gallstone disease in women. Gastroenterol, 123, 1823-1830.
15. Boekema P.J. et al. (2001) Functional bowel symptoms in a general Dutch population and associations with common stimulants. Neth J Med, 59(1): 23-30.
16. Boekema P.J. et al. (1999a) Chapter 4: Prevalence of functional bowel symptoms in a general Dutch population and associations with use of alcohol, coffee and smoking. Coffee and upper gastrointestinal motor and sensory functions, Zeist (the Netherlands).
17. Haug T.T. et al. (1995) What Are the Real Problems for Patients with Functional Dyspepsia? Scan J Gastroenterol, 30(2):97-100.
18.Nandurkar S. et al. (1998) Dyspepsia in the community is linked to smoking and aspirin use but not to Helicobacter pylori infection. Arch Intern Med, 158(13):1427-1433.
19.Moayyedi P. et al. (2000) The Proportion of Upper Gastrointestinal Symptoms in the community Associated With Helicobacter pylori, Lifestyle Factors, and Nonsteroidal Anti-inflammatory Drugs. Am J Gastroenterol, 95(6):1448-1455.


Il Consorzio Promozione Caffè riunisce Aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè. Da oltre 20 anni il Consorzio è impegnato a promuovere un programma di educazione e informazione su caffè e caffeina e i loro effetti sulla salute, sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate.



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